Passepartout pronta per lo scontrino elettronico

Passepartout sostiene le imprese italiane che, anche sulla scorta delle imposizioni normative, hanno deciso di iniziare il percorso di digitalizzazione. Abbiamo parlato con Andrea Rosa, direttore vendite della software house di San Marino

L’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica prima e dello scontrino elettronico poi hanno fatto da volano per la digitalizzazione delle imprese italiane, che una volta “digeriti” i costi per l’adeguamento stanno comprendendo appieno quali siano i vantaggi legati al percorso di digital transformation. Ne è convinto Andrea Rosa, direttore vendite di Passepartout, software house sammarinese nota per i suoi gestionali, che ha già a listino una gamma completa per soddisfare le esigenze dei propri clienti, cui si aggiungono ora prodotti ad hoc per lo scontrino elettronico, che sarà in vigore per tutte le realtà commerciali dal 1° gennaio 2020.

“E’ innegabile che l’adempimento dell’obbligo di fatturazione elettronica tra il 2018 e il 2019 e il prossimo dello scontrino elettronico hanno portato soggetti lontani dal software ad avvicinarsi al mondo della tecnologia per migliorare la propria azienda ed essere più competitivi sul mercato.

Chi già era dotato di software ha colto l’occasione per un ulteriore ammodernamento mentre sono stati tantissimi i soggetti non ancora informatizzati a rivolgersi a Passepartout, complici anche le nostre campagne massive di comunicazione. Un po’ per tutti la convinzione è stata quella di approfittare dell’adeguamento a questi adempimenti per fare un salto in più verso la digitalizzazione.

L’obbligo normativo ha aperto gli occhi su una serie di nuove esigenze legate al digitale, come ad esempio il ristoratore che ha cominciato a pensare di tenere maggiormente sott’occhio i risultati dell’esercizio, di dotarsi di un palmare per fare gli ordini, di un monitor per gestire gli ordini con la cucina, o nel caso degli alberghi della necessità di adeguarsi con un planning elettronico per gestire le prenotazioni”.

E con lo scontrino elettronico, in vigore dal 1°luglio 2019 per le aziende con un fatturato superiore ai 400.000 mila euro e per tutte le altre dal 1° gennaio 2020, cosa succederà?

“Con lo scontrino elettronico cambia il target di riferimento, che diventa composto da piccoli artigiani e piccoli esercenti commerciali che capiscono che il momento di adeguarsi all’adempimento diventa anche un’occasione per adottare una migliore gestione del magazzino, per avere una reportistica con dashboard commerciali sulle vendite, sugli articoli più e meno venduti e così via solo per fare alcuni esempi che rappresentano una parte dei vantaggi che questi player potranno avere a disposizione spingendo l’asticella solo un po’ più in là.
L’intenzione che vedo nei clienti di Passepartout è proprio quella di capire come si può gestire meglio l’azienda grazie alla tecnologia e di cominciare ad adeguarsi”.

Quindi le aziende italiane sono positive verso il cambiamento?

“Dopo una prima resistenza dovuta ai costi per l’adeguamento alle nuove normative l’imprenditore comprende facilmente quali sono i vantaggi legati alla digitalizzazione in termini soprattutto di semplificazione e trasparenza dei processi. Personalmente sono convinto che si andrà anche nella direzione di una sempre maggiore innovazione con elementi di interscambio anche con altri settori, per esempio con l’ambito FinTech.

Bisogna inoltre partire dal presupposto che il software sarà sempre più necessario a tutti i livelli, motivo per cui le aziende più strutturate si stanno attrezzando ma anche i piccoli esercizi cominciano a comprenderne la necessità per la gestione ad esempio di fidelity card e raccolte punti”.

Ma secondo lei cos’è che frena ancora gli imprenditori? E’ solo una questione di costi o va fatto ancora del lavoro a livello di cultura?

“Negli ultimi 10 anni con l’avvento del cloud molto del lavoro è stato fatto. I commercialisti hanno abbandonato in maniera agevole i servizi in locale per portarli sulla nuvola, dove la sicurezza è molto più alta.

Il cloud è cresciuto tantissimo tanto che i dati aggiornati al 31 agosto 2019 di Passepartout parlano di una crescita del fatturato derivante dalle vendite di prodotti in cloud del 20,5%. Dopo i bagordi di inizio anno il mercato ha avuto una flessione ma settembre fa sperare in numeri consistenti. Soprattutto il settore Ho.Re.Ca sta avendo risultati importantissimi”.

E dal 1° gennaio 2020, con lo scontrino elettronico, che opportunità si aprono per aziende come la vostra?

“Le opportunità per Passepartout sono tantissime. I settori Ho.Re.Ca e Retail saranno i più coinvolti inevitabilmente e sono già tantissime le richieste di preventivi, dimostrazioni e così via.

Un’altra realtà è rappresentata poi da quelle aziende che hanno spacci presso le proprie sedi o dai negozi un po’ particolari come le ferramenta o i grossisti, dove fattura e scontrino si incontrano.

La novità che Passepartout ha lanciato per loro nel mese di settembre è PassBill, una nuova funzionalità di Mexal, il nostro gestionale storico per le aziende, che consiste in una postazione di lavoro che fa da punto cassa”.

Cos’è in concreto PassBill?

“Pensate a questo tipo di negozi: si ha un back office dove si fanno bolle, preventivi e magari anche la produzione e dall’altra si ha un front office dove un commesso o il gestore del negozio devono poter fare gli scontrini e caricare e scaricare anagrafiche degli articoli, magari con una fidelity card in gestione.

La nostra nuova soluzione dedicata è semplice, intuitiva, grafica e dà dei risultati immediati perché consente a tutti gli imprenditori clienti che usano il gestionale di fornire questa postazione di lavoro semplificata che si occupa solo del punto cassa”.

Per cosa si distingue ulteriormente PassBill?

“PassBill è unica perché non è solo studiata per le aziende ma anche per i commercialisti che vogliono dare in gestione ai propri clienti l’utilizzo di questo punto cassa. Il commercialista può quindi dare in gestione al proprio cliente possessore di un esercizio commerciale in maniera diretta un’estensione del proprio studio con questo punto cassa, trovandosi a fine serata già tutti i dati aggiornati sul software gestionale.

Quindi, lato aziende, con Passbill si può gestire il back office come sempre e il front office come punto cassa, mentre lato commercialista, questo può dare ai propri clienti un punto cassa per agevolarli nell’adempiere alla novità dello scontrino elettronico”.

Altra novità è TicketApp. Di cosa si tratta?

“TicketApp è un prodotto della linea Express, acquistabile solo con carta di credito in modo diretto sul nostro shop online, completamente in cloud e con un prezzo competitivo di 120 euro l’anno, con la possibilità anche di fare un acquisto mensile.

Si tratta di un piccolo gestionale molto semplice e intuitivo, ad un piccolo prezzo, che permette al piccolo esercente o imprenditore o artigiano di fare fatture elettroniche (il software ha già a bordo la possibilità di emettere 50 fatture elettroniche l’anno) ma anche di dotarsi di un punto cassa, con in più tutta una serie di funzionalità che danno la possibilità di gestire il magazzino, tenere sott’occhio statistiche di vendita e così via, il tutto in maniera completamente automatica.

Un pacchetto smart che consente di digitalizzare la micro impresa senza avere oneri importanti ma con vantaggi significativi”.

Nel percorso di digitalizzazione delle aziende italiane un ruolo importante è giocato anche dal canale. Come devono evolvere gli operatori del canale e come li sta sostenendo Passepartout?

“Innanzitutto cerchiamo di dare loro soluzioni tecnologiche all’avanguardia, sicure, integrate. Quindi li dotiamo di armi di vendita molto forti.

In secondo luogo i nostri elementi distintivi sono il prezzo competitivo e una politica commerciale chiara.

E per finire: formazione. I nostri concessionari sono sostenuti con corsi, corsi tecnici, strumenti di riepilogo, assistenza.

Il canale per noi è importantissimo”.

E perché la scelta di vendere TicketApp solo in modalità diretta?

“Il software TicketApp è Express, quindi venduto in maniera diretta, ma va ad insistere su una fascia di cliente bassa dove non c’è marginalità sufficiente per coinvolgere il concessionario.
Partiamo inoltre dal presupposto che faccia da incubatore e che quindi nel momento in cui aumenteranno le esigenze (quando il cliente vorrà funzionalità in più o personalizzazioni) entreranno nuovamente in gioco i concessionari, anche su un segmento che normalmente non presiedono. Ecco che quindi si aprono ancora una volta nuove opportunità anche per i partner”.