Nuance Communications detta i trend tecnologici del 2020

Per il CTO di Nuance, Joe Petro (nella foto), occorre investire in modalità di protezione rese innovative da biometria e fattori comportamentali

Il decennio che si è appena concluso è stato uno dei più importanti di sempre dal punto di vista della tecnologia: dall’adozione globale degli smartphone alla diffusione e al consolidamento di Intelligenza Artificiale (IA) e machine learning nella quotidianità domestica e nelle aziende di tutto il mondo, fino all’ubiquità nell’utilizzo del cloud.

A partire dal ruolo di game changer che ha assunto la tecnologia, è importante che alla digitalizzazione delle aziende corrisponda un cambiamento dell’approccio aziendale alla sicurezza che dovrà necessariamente stare al passo dell’innovazione.

Nuance Communications, pioniera nelle innovazioni di intelligenza artificiale conversazionale, ha fatto il punto con il suo CTO, Joe Petro, sull’evoluzione e la pervasività della tecnologia negli ultimi anni per delineare i principali trend che caratterizzeranno il 2020 appena iniziato.

  • L’affermazione di tecniche di apprendimento end-to-end: al via un nuovo mondo di opportunità e  grandi responsabilità 

L’uso dell’apprendimento E2E comporta l’esclusione dei livelli intermedi di una rete neurale, velocizzando i calcoli. Se da un lato questa accelerazione consentirà di sfruttare nuove opportunità grazie a elaborazioni più rapide, dall’altro porterà alla perdita di visibilità di ogni livello o fase del processo. Sarà quindi assolutamente necessario monitorare attentamente i risultati per evitare conseguenze impreviste. Grazie all’IA verranno inventati nuovi modelli matematici che permetteranno di comprendere più a fondo i calcoli che avvengono all’interno delle reti neurali.

  • Le partnership sono il nuovo modello vincente

La capacità di svolgere tutto senza avere una specializzazione specifica è una nuova tendenza che sta continuando ad affermarsi nel settore tecnologico. Le imprese sono costantemente alla ricerca di nuove partnership per sfruttare al meglio i vantaggi combinati delle diverse tecnologie. La tensione storica tra le grandi aziende con disponibilità economiche elevate, le start-up con implementazioni estremamente agili, le aziende di medie dimensioni con un marchio di lunga data e le relazioni con i clienti si risolverà in molteplici collaborazioni vantaggiose per tutte le parti coinvolte. Il risultato sarà uno scambio di idee più fluido, una rivalorizzazione dell’IoT con funzionalità combinate, nuovi livelli di integrazione e supporto dell’infrastruttura per offrire un’esperienza all’utente finale decisamente ottimizzata.

  • I dati sono il nuovo software 

È ormai abitudine visualizzare annunci personalizzati sulle pagine web: alcune ricerche hanno dimostrato che essi sono stati particolarmente efficaci per ottimizzare la customer experience e migliorare le prestazioni dei sistemi. Un numero maggiore di collaborazioni, partnership e piattaforme aperte darà vita a nuovi volumi di dati in transito tra diversi settori: i dati medici del paziente, per esempio, possono sincronizzarsi con la sua farmacia e, grazie all’utilizzo di una mappa online in auto, può avere la certezza di aver imboccato la strada più veloce per arrivare in tempo a ritirare i farmaci prescritti prima della chiusura. Analogamente, le funzionalità di pagamento digitale abilitate dalle banche verranno integrate nelle auto: ciò consentirà di evitare di ricorrere agli sportelli automatici nei parcheggi e nei caselli autostradali. Inoltre, con l’autenticazione biometrica sarà possibile pagare bollette attraverso semplici comandi vocali durante gli spostamenti quotidiani.

  • Le conoscenze orizzontali in termini di IA saranno onnipresenti, ma saranno necessarie anche competenze specializzate per scoprire nuovi territori

I nuovi strumenti disponibili renderanno l’elaborazione complessa più accessibile e, a partire dal 2020, inizieremo ad assistere all’azzeramento del divario di conoscenze in termini di IA di base. Anziché concentrarsi sui “problemi di conoscenza comune”, i ricercatori inizieranno a focalizzarsi sulla “conoscenza non comune”: dai grandi problemi orizzontali a specializzazioni complesse e approfondite per spianare la strada alla prossima ondata di innovazione.

  • Le conversazioni sono semplici, la progettazione dell’IA conversazionale meno 

Le interfacce conversazionali permetteranno di sostenere conversazioni più approfondite con gli esseri umani, che potranno tornare a usare la propria voce per comunicare liberamente senza l’uso di tastiere e schermi. Alla base di ciò, sarà necessario avere soluzioni con una maggiore capacità di comprensione e previsione delle intenzioni dei diversi utenti – compreso il sarcasmo – promuovendo un utilizzo sempre più capillare di queste soluzioni.

In altre parole, con il raggiungimento di una condizione di fiducia nei confronti dell’IA e con lo spostamento verso un ecosistema cloud-first, stiamo per entrare in una nuova era in cui le aziende di tutti i settori e la pubblica amministrazione inizieranno a imporre confini più marcati tra l’etica e la corretta applicazione del machine learning per la risoluzione dei problemi. Sempre per Petro, inizieremo a comprendere le limitazioni della tecnologia ponendo maggiore attenzione alla sicurezza, che diventerà indispensabile nei settori in cui le informazioni degli utenti vengono acquisite e archiviate per scopi di personalizzazione. Sarà quindi necessario prevedere sempre più investimenti e opportunità per cercare modalità di protezione innovative grazie alla biometria e ai fattori comportamentali.