Si tratta di viaggi che uniscono momenti di lavoro a momenti di svago per motivare il dipendente e accrescere il senso di appartenenza all’azienda.

viaggi bleisure

In un mondo iperglobalizzato come il nostro, spostarsi da un punto all’altro del mondo è ormai diventato un gioco da ragazzi. Un gioco che coinvolge non solo i turisti, ma  spessissimo anche i lavoratori, “costretti” a dover effettuare viaggi business per discutere dal vivo di dettagli delicati o per intavolare trattative particolarmente importanti a nome delle loro aziende.
In questo scenario, una delle maggiori tendenze in crescita è senza dubbio quello dei viaggi bleisure. Ma di cosa si tratta?

Il termine bleisure nasce poco più di 10 anni fa e si riferisce a tutti quei viaggi che uniscono l’utile al dilettevole (bleisure = business + pleasure). Quei viaggi, dunque, dove il lavoratore parte per partecipare a convegni, meeting e negoziazioni, ma decide di aggiungere qualche ora, o giorno, da dedicare al proprio piacere personale e alla scoperta dei luoghi nei quali si trova a soggiornare.

I viaggi bleisure sono un trend di forte appeal, tanto che è circa il 96% dei lavoratori ha dimostrato la volontà di prolungare il proprio viaggio di lavoro aggiungendo qualche momento di svago (fonte Global Business Travel Association). Tra le attrazioni più segnalate vi è il desiderio di scoprire i luoghi visitati da un punto di vista culturale, artistico, naturalistico, culinario e, perché no, anche per l’intrattenimento sociale e la vita notturna.

I viaggi bleisure hanno la forza di far leva sulla motivazione del lavoratore che, senza dubbio, sarà maggiormente disposto ad una trasferta se, oltre al lavoro, potrà esplorare una nuova località. Il fatto di unire momenti di svago ai momenti lavorativi serve a migliorare le prestazioni dei dipendenti, che sono addirittura disponibili a sfruttare parte dei propri giorni di ferie per organizzare viaggi di questo tipo. Cresce anche il grado di soddisfazione e di produttività, oltre che il senso di appartenenza alla propria azienda: il lavoratore è spinto a dare il meglio durante i momenti di lavoro perché sa che poi sarà premiato dalla gioia della scoperta.

Sebbene sulla carta sembri tutto perfetto i viaggi bleisure sono ancora poco conosciuti e, secondo un’indagine realizzata da BridgeStreet Global Hospitality, solo il 14% degli intervistati ha confermato che la propria azienda offre l’opportunità di viaggiare in questo modo. Il 54% delle aziende non contempla addirittura nessuna politica del genere. Fattori questi che dimostrano come le imprese italiane abbiano ampio spazio di investimento in questa direzione.

Come organizzare i viaggi bleisure

Organizzare un viaggio bleisure al giorno d’oggi non è poi così difficile, anche grazie all’aiuto che arriva dagli strumenti informatici a nostra disposizione, con soluzioni tagliate su misura del lavoratore-viaggiatore.

Nel caso dei viaggi internazionali, ma anche per muoversi all’interno di uno stesso Stato, l’aereo è senza dubbio la scelta più gettonata. Tutto può essere pianificato online: dalla prenotazione del volo, al check-in, alle ricerche sulle attività di interesse da svolgere una volta in loco.

Qualora si raggiunga l’aeroporto in macchina è possibile prenotare sul web anche il servizio di parcheggio e custodia dell’autovettura come ad esempio con Travelcar che propone una piattaforma intuitiva a prezzi economici e convenzionata con i principali aeroporti italiani come Malpensa e Fiumicino. Non manca inoltre la possibilità di prenotare anche servizi aggiuntivi come la pulizia della vettura, la custodia delle chiavi, un sistema di navetta gratuito, ma anche usufruire del servizio car valet per arrivare comodamente in aeroporto e far prelevare la vettura ad un funzionario del parcheggio che si occuperà anche di riportarla al concordato ritorno. Una volta arrivati a destinazione, se non è già stato organizzato un transfert, le app di taxi o Uber aiutano a trovare rapidamente una soluzione per sportarsi. Solitamente la logistica e gestione gli impegni lavorativi sono completamente gestiti dall’azienda ospitante. Al lavoratore “fuori sede” non resta quindi che pianificare le attività desiderate. Booking, e Airbnb aiutano a trovare un alloggio qualora si decidesse di optare per alcune giornate fuori, mentre piattaforme come Tripadvisor e i blog forniscono informazioni utili per decidere quali attività fare.

L’alternativa al digitale è utilizzare il vecchio metodo: chiedere alle persone del posto o farvi consigliare dai lavoratori dell’azienda che si è dovuto visitare.