Ibm ha avviato un nuovo progetto di ricerca congiunta con quattro prestigiose università per promuovere lo sviluppo di sistemi di cognitive computing, come Ibm Watson, in grado di apprendere, ragionare e aiutare gli esperti umani a prendere decisioni complesse che coinvolgono volumi eccezionali di dati.

I docenti dei quattro atenei – Carnegie Mellon University, Massachusetts Institute of Technology, New York University e Rensselaer Polytechnic Institute – studieranno le tecnologie e i metodi di supporto per la costruzione di una nuova classe di sistemi che consentiranno alle persone di interagire meglio con i Big Data, in quella che Ibm ha definito una nuova era del calcolo.

“Con Watson, Ibm ha dimostrato che il cognitive computing è già una realtà in grado di fornire valore – spiega Zachary Lemnios, Vice President of Strategy di Ibm Research – Sta già iniziando a trasformare il modo in cui i clienti navigano attraverso i Big Data, sta contribuendo a migliorare le conoscenze nel settore sanitario, sta cambiando il modo in cui le aziende conducono le ricerche e offrono supporto ai propri clienti. Serve, tuttavia, molta altra ricerca per identificare i sistemi, le architetture e le tecnologie di processo in grado di supportare un nuovo modello di calcolo, che permetta a sistemi e persone di collaborare in qualsiasi area di competenza”.

L’iniziativa di ricerca è stata annunciata in occasione di un convegno tenutosi presso il Thomas J. Watson Research Center, cui hanno partecipato quasi 200 docenti universitari, clienti e ricercatori Ibm, che si proponeva di approfondire la comprensione dei sistemi cognitivi e di individuare ulteriori aree di ricerca da perseguire. Questa collaborazione contribuirà a gettare le basi di un Cognitive Systems Institute che, nei piani di Ibm, coinvolgerà atenei, istituti di ricerca e clienti.

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