Nell’industria dei viaggi gli eventi globali del 2020, altamente disruptive, hanno causato una serie di lockdown nazionali, divieti di spostamento e la necessità di gestire corridoi e restrizioni.
Tutte cause che hanno un impatto negativo sul business internazionale dei viaggi.

Ma gli esseri umani amano viaggiare, spostarsi ed esplorare: è nella nostra natura. Sia che si debba viaggiare per motivi di lavoro o professionali a causa del proprio impiego, oppure per diporto o vacanza, o semplicemente per viaggiare senza una destinazione prefissata, gli umani sono solitamente in movimento.

Come fa allora l’industria dei viaggi a realizzare il proprio recupero post pandemia?

Come cambieranno i nostri viaggi nel futuro prossimo e immediato?

E come può la tecnologia aiutarci a costruire un nuovo sistema che ci permetta di far sì che il settore dei viaggi possa operare in modo efficiente, produttivo e, soprattutto, sicuro?

Verso un nuovo biglietto di viaggio

Per prima cosa dobbiamo ricordare che l’industria dei viaggi non ha mai smesso di innovare, anno dopo anno. A ogni stagione il business del turismo è sempre alla ricerca di nuovi modi per innovare e offrire nuovi prodotti e servizi a beneficio di una clientela sempre più esigente.

Dai servizi di tracking dei bagagli, che inviano informazioni aggiornate in caso di bagagli smarriti agli smartphone, alle iniziative BYOD (Bring Your Own Device) che consentono ai passeggeri di accedere all’intero sistema di intrattenimento in volo dal proprio dispositivo, ai servizi che tengono traccia accuratamente delle preferenze dei passeggeri, l’industria dei viaggi è un canale costante di innovazioni per nuove implementazioni di svariate tecnologie.

Ma negli ultimi 12-18 mesi abbiamo assistito alla necessità dell’industria dei viaggi di rivedere alcuni dei propri processi. Si è dovuto riorganizzare i voli aerei in modalità che in precedenza non erano mai state prese in considerazione.

Le aziende attive nell’industria dei viaggi hanno in molti casi dovuto operare come banche e gestire flussi di denaro per rimborsare passeggeri e agenzie di viaggio; l’intera dinamica operativa è cambiata e si deve ancora raggiungere un nuovo punto di equilibrio.

Anche se questo percorso non si è ancora esaurito, quello che possiamo affermare con certezza è che la priorità numero uno è quella di rispettare differenti misure sanitarie e di sicurezza imposte dai diversi Paesi. Il mercato è tuttora caratterizzato da un significativo decremento del traffico passeggeri, ma negli ultimi mesi le linee aeree e gli aeroporti hanno cominciato ad adattarsi, impiegando nuove procedure e nuove tecnologie per rendere i viaggi il più possibile sicuri e agevoli.

Punti fermi della nuova normalità nell’industria dei viaggi


4 punti fermi possono aiutarci a descrivere la nuova normalità per il business dei viaggi, e sono:

  • priorità alla salute e alla sicurezza in volo
  • migrazione al “contactless journey”
  • utilizzo dell’ottimizzazione ovunque
  • crescita della mobilità continua come servizio

Questi punti fermi non sono semplici linee guida, ma sono gli imperativi di business che ogni aeroporto, linea aerea e diciamo anche corridoi aerei devono adottare immediatamente. Affrontiamo ciascuna area separatamente.

Priorità alla salute e alla sicurezza in volo

Esattamente come avviene durante una visita al supermercato, i viaggi aerei sicuri iniziano con la sanificazione delle mani, una partenza dal proprio domicilio e il rispetto delle norme per il distanziamento sociale. Chiaramente nel caso dei voli aerei si tratta di un percorso più “coinvolgente” e tutte le parti coinvolte dovranno massimizzare la condivisione delle informazioni, se si vuole che il processo sia scorrevole, protetto e soprattutto sicuro.

L’utilizzo delle tecnologie API (Application Programming Interface) rappresenta il collante che consente ai partner industriali, i sistemi interni degli aeroporti e le linee aeree di scambiarsi informazioni. Attraverso la creazione di un canale per lo scambio di dati libero, ma sicuro, all’interno di un servizio dati, un’applicazione o un intero sistema operativo, le API costituiscono il tessuto connettivo che forma la nuova struttura operativa dei viaggi aerei.

Queste tecnologie consentono alle imprese di costruire sistemi sempre più sofisticati di tracciatura dei contatti e, con la seconda generazione di questi servizi applicativi, ormai capaci di permettere lo scambio di informazioni di biosicurezza tra i Paesi di partenza e di arrivo.

La stessa infrastruttura tecnologica può essere utilizzata per garantire il distanziamento sociale negli aeroporti, dove si verificano eccessivi affollamenti di passeggeri; questo avviene a volte tracciando i loro spostamenti attraverso la tracciatura degli smartphone all’interno degli aeroporti e altre volte attraverso telecamere sensibili al calore e al movimento dei corpi. Questo è il tipo di integrazione tecnologica per lo scambio dati che garantirà la nostra sicurezza.

L’esempio di Aeroporti di Roma

A illustrazione di questo ultimo punto citiamo il caso di Aeroporti di Roma (AdR), la società che gestisce i due aeroporti di Roma, le cui operazioni guidate dai dati sono diventate ancora più vitali durante la pandemia.

Mentre l’aeroporto enfatizza l’attenzione sulla biosicurezza per diventare uno dei luoghi più sicuri in cui stare, continua tuttavia a servire le esigenze dei clienti, che vogliono certamente muoversi ma senza problemi e senza ansie. Nello specifico, AdR utilizza sensori – un tempo usati per massimizzare la capacità o piuttosto per ridurre la congestione – di certe aree per monitorare il distanziamento sociale e scanner termici all’interno di caschi, in modo che il personale possa girare per l’aeroporto e controllare le temperature senza arrecare alcun disturbo ai viaggiatori.

Esiste inoltre anche un duplice vantaggio, cioè se sappiamo quali aree di un aeroporto sono state popolate più densamente, attraversate e “toccate” (sia in senso virtuale che fisico), possiamo indirizzare in modo più efficace i servizi di pulizia verso le aree dove sono più necessari.

Il viaggio senza contatti (contactless)

Anche se per certi versi sembra un po’ futuristico, in realtà il viaggio contactless è già iniziato. È possibile scannerizzare le carte d’imbarco utilizzando i nostri smartphone e possiamo pagare beni e servizi in aeroporto utilizzando il contactless banking. Tuttavia, il viaggio senza contatti 2.0 va oltre: si tratta di un’esperienza “dal parcheggio all’imbarco” dove i passeggeri non sono costretti a toccare assolutamente nulla. L’unica esperienza tattile sarà quella di mettere il proprio bagaglio a mano all’interno di uno scanner di sicurezza.

Parti importanti del viaggio contactless sono abilitate da tecnologie come il wayfinding (trovare il percorso) negli aeroporti per consentire una migliore esperienza ai passeggeri. Si tratta di offrire ai passeggeri una visione in realtà aumentata (AR, Augmented Reality) dell’aeroporto sui loro smartphone, in modo che possano trovare la propria strada attraverso zone del terminal che potrebbero non conoscere. Il collegamento tra il viaggiatore e i dati del percorso viene fatto attraverso API, senza le quali non è possibile effettuare il collegamento finale con l’utilizzatore.

Future innovazioni vedranno gli aeroporti implementare scanner capaci di scoprire la sicurezza di liquidi trasportati in bottiglie più capienti di 100 ml. Inoltre, IATA sta fornendo alle linee aeree linee guida per sviluppare soluzioni per lo scambio dati sullo stato di salute personale di ogni passeggero (se la persona sceglierà di condividere le relative informazioni).

Ottimizzazione ovunque

Alcuni aeroporti sono passati dal gestire 150.000 passeggeri al giorno a 15.000 passeggeri al giorno. La riduzione del flusso dei passeggeri di un fattore 10 comporta una serie di valutazioni, come la scelta dei terminal da chiudere, quali gate tenere aperti in base ai voli in arrivo e in partenza… e soprattutto la scelta del personale a terra che deve essere presente al gate in ogni particolare istante. Allo stesso tempo occorre offrire ai propri clienti sempre la stessa qualità di servizio.

Non è possibile adottare modelli operativi precedentemente in uso e applicarli a una casistica completamente differente, semplicemente non si adattano. Le linee aeree e gli aeroporti hanno dovuto redigere un processo di modifica completa delle priorità e tradurlo in nuove strutture operative a terra per gestire l’allocazione del personale, oltre all’allocazione dei voli e degli imbarchi.

Poiché spesso le informazioni tra i diversi sistemi vengono scambiate in tempo reale, si può applicare l’Intelligenza Artificiale (AI) sui dati in transito per eseguire azioni molto più accurate di modifica delle priorità aeroportuali. Ovviamente al crescere dei dataset e al training dei modelli, aumenta anche l’efficacia dell’AI.

In parte, la spinta verso l’ottimizzazione ovunque degli aeroporti nasce dal settore industriale manifatturiero. Possiamo impiegare il concetto dei Gemelli Digitali (Digital Twin) per progettare e simulare i cambiamenti più importanti all’interno di un aeroporto. Intraprendere importanti lavori di ingegneria civile se i risultati non sono adeguati o sfruttabili, è piuttosto dispendioso. È molto più efficiente eseguire prototipi dei concetti utilizzando i Digital Twin e poi procedere su scelte basate sui dati.

Mobility-as-a-Service senza ostacoli

Prendiamo in considerazione anche la MaaS (Mobility-as-a-Service) completamente seamless, come parte della nuova esperienza di viaggio verso e dall’aeroporto. In stretta alleanza con il processo di contactless journey, i passeggeri non dovranno necessariamente recarsi con la propria auto all’aeroporto, spostarsi attraverso parcheggi, ascensori e accedere a macchine per l’erogazione di biglietti e altro.

Noleggiando un veicolo di trasporto e lasciandolo semplicemente in un punto designato, il veicolo stesso può poi essere preparato per il transito dei passeggeri seguenti, che lo utilizzeranno esclusivamente su base temporanea, ovviamente previa sanificazione.

Dovremmo prendere in considerazione anche il trasporto a terra dedicato a viaggiatori con difficoltà motorie. Un passeggero affetto da mobilità ridotta, potrebbe necessitare della sua sedia a rotelle motorizzata da utilizzare per spostarsi nell’aeroporto. Potrebbe avere persino bisogno di utilizzarla per imbarcarsi sull’aereo e per la tratta di viaggio successivo. Queste differenze nelle esigenze dei passeggeri non dovrebbero scoraggiare i piani di viaggio di nessuno e, utilizzando opportunamente i dati di profilo, ci si potrebbe assicurare che il servizio corretto venga prestato nel posto giusto e al momento giusto sin dalla partenza fino all’arrivo a destinazione del passeggero.

Perciò da qui nasce l’esigenza di scambiare dati con le API per implementare l’esperienza contactless ma in combinazione agli analytics con capacità AI/ML. Il tutto deve avvenire in tempo reale per realizzare le necessarie previsioni operative; soprattutto perché l’elaborazione in tempo reale permette di essere reattivi e proattivi quando cambiano le modalità operative come quelle di un aeroporto o di una linea aerea in momenti di flussi incerti.

In aggiunta, abbiamo la necessità di piattaforme low-code/no-code nel cloud per integrare velocemente le API e creare nuovi servizi digitali con un go-to-market molto ridotto.

Ma adesso è giunto il tempo di allacciare le cinture di sicurezza e godervi il viaggio.