Gli smartphone sono da sempre considerati dei dispositivi dalla bassa durabilità, causata sia dalla fragilità della componentistica sia dalla rapida obsolescenza che coinvolge l’hardware e il software. Ciò costringe i consumatori a frequenti acquisti, considerando che i moderni cellulari sono diventati dei prodotti indispensabili per la vita quotidiana. Per venire incontro agli utenti, è stata introdotta una nuova normativa, che riguarda proprio il Diritto alla Riparazione: ecco quali sono le principali direttive imposte dalla norma.
Tornano le batterie rimovibili
Uno dei problemi più noti è proprio quello relativo alla batteria. Per chi fa un uso intensivo dello smartphone, come ad esempio i gamer che riproducono giochi come i casinò e le simulazioni di guida, le batterie presentano dei forti limiti. Innanzitutto, i continui cicli di ricarica sottopongono le batterie a un forte stress, causando già nel medio periodo una notevole riduzione dell’autonomia. Inoltre, molti cellulari non garantiscono un’autonomia in grado di arrivare a fine giornata con un uso importante, costringendo i possessori a portare con sé un power bank o il caricatore. Con l’opportunità di sostituire facilmente la batteria, oltre a poterla cambiare in caso di danneggiamento, sarebbe possibile acquistarne una secondaria da installare per le emergenze, godendo sempre dell’autonomia necessaria.
Ricambi garantiti per dieci anni
Proprio come per quanto riguarda le automobili, da adesso in poi i produttori dovranno garantire la produzione dei pezzi di ricambio per un periodo minimo di dieci anni. Inoltre, è stato stabilito che i ricambi debbano avere prezzi ragionevoli, al fine di assicurare una sostituzione conveniente anche a livello economico. Dagli schermi ai moduli delle fotocamere, dai processori alle memorie, ogni ricambio dovrà risultare sempre disponibile e di facile accesso.
Aggiornamenti di lunga durata
Una delle ragioni che spesso costringe i possessori di smartphone a rimpiazzare il dispositivo è proprio quella degli aggiornamenti del software. La normativa stabilisce che i produttori debbano fornire gli aggiornamenti del sistema operativo per almeno sette anni e le patch di sicurezza per almeno dieci anni, indispensabili per lavorare e per intrattenersi, ad esempio giocando con la roulette online. Gli OS, inoltre, devono essere privi di blocchi per l’installazione di ricambi non ufficiali o provenienti da prodotti riciclati: il cosiddetto “Part Pairing” sarà quindi vietato, contribuendo ad aumentare la durata dei cellulari.
Impatto ambientale ridotto
Il processo produttivo degli smartphone, considerando sia l’estrazione delle materie prime, sia l’effettivo impatto della produzione, costituisce l’80% delle emissioni totali del ciclo di vita di uno smartphone. Proprio per questa ragione, anche un allungamento minimo della durata di un dispositivo può avere sul pianeta degli effetti positivi non trascurabili.
Un nuovo mercato del lavoro
I prodotti elettronici, a causa dei prezzi sempre più competitivi, spesso non vengono riparati poiché risulta più conveniente acquistarne uno nuovo. Grazie alla possibilità di riparare in modo più semplice gli smartphone, anche i piccoli laboratori artigianali potrebbero beneficiare di una rinascita economica, con creazione di migliaia di posti di lavoro in ogni luogo, rendendo il servizio di riparazione rapido e vantaggioso.


