Questa necessità è evidenziata da Michele Puzzolante, Managing Director Italy and Spain di Netgear

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Dai recenti dati pubblicati da IDC il mercato degli switch destinati a aziende e service provider ha chiuso il 2015 in crescita, registrando un +1,9%, valore che conferma l’importanza di adottare soluzioni per la gestione della larghezza di banda, sempre più richiesta grazie alla diffusione di Internet of Things, Big Data e Cloud Computing.

“Con la crescita degli utenti e dei dispositivi connessi alla rete aziendale l’aumento del traffico dati generato da soluzioni di videoconferenza, di streaming, di videosorveglianza e l’integrazione di ambienti virtualizzati, servizi cloud e soluzioni di Data Mining, le aziende si trovano di fronte a una nuova e crescente necessità: riuscire a integrare e gestire i nuovi volumi all’interno della rete aziendale senza perdere la continuità dei processi – commenta Michele Puzzolante, Managing Director Italy and Spain di Netgear -. È fondamentale per le imprese adottare un’infrastruttura più flessibile ed affidabile e connessioni sempre più veloci per evitare rallentamenti e colli di bottiglia. Gli switch sono gli apparati sottoposti a maggior pressione poiché alla base del corretto instradamento del traffico e devono garantire un accesso uniforme e affidabile a tutte le applicazioni, ottimizzando al meglio la banda a disposizione”.

Nonostante la lenta diffusione della banda ultralarga sul territorio italiano, i dati di crescita riportati da IDC confermano il valore che soluzioni innovative di switching portano all’infrastruttura aziendale. Secondo un’altra autorevole fonte, Gartner, nel prossimo futuro gli switch a 10 e 40 Gigabit continueranno a essere i principali segmenti del mercato e guideranno la sua crescita. “Grazie alle soluzioni Netgear 10GbE in rame, che riducono notevolmente i tempi di latenza e i consumi energetici rispetto alla fibra ottica, anche le PMI possono godere di una velocità di connessione 10 volte superiore rispetto al Gigabit, senza dover stravolgere la propria infrastruttura e investire in costosi upgrade di rete” conclude Michele Puzzolante.