Dopo che nello scorso summit di Varsavia lo spazio cibernetico è stato identificato come quinto dominio di guerra, al pari di terra, aria, mare e spazio, la Nato è pronta a investire altri 70 milioni di euro per aggiornare i propri strumenti informatici per rafforzare la sua posizione nel cyber spazio.

La decisione non stupisce, ma anzi va nella direzione di un cammino che l’Alleanza Atlantica ha intrapreso già da alcuni anni all’interno di un quadro di iniziative dove è attiva anche l’italiana Leonardo-Finmeccanica.

L’azienda guidata da Mauro Moretti aveva avviato infatti la sua collaborazione con la Nato nel 2012 aggiudicandosi un contratto dall’agenzia Nato NC3A (Consultation, Command and Control) per lo sviluppo, l’implementazione e la gestione del programma Ncirc (Computer Incident Response Capability) – Full Operating Capability (Foc), per un contratto dal valore di circa 50 milioni di euro che prevedeva la gestione e l’implementazione di un servizio che garantisse la sicurezza delle informazioni per più di 50 sedi e comandi Nato.
Il progetto è tutt’ora attivo e anzi nel 2015 Leonardo-Finmeccanica si è aggiudicato un nuovo contratto da 19 milioni di euro per estendere il programma.

Leonardo-Finmeccanica fornisce sia piattaforme tecnologiche per la gestione avanzata della sicurezza cyber, sia risorse umane abili nel guidare le operazioni.