Anonymous ruba dati a Governo e Ministeri

La sottrazione informazioni personali e sensibili come atto rivoluzionario verso una democrazia “corrotta”

Anonymous ha portato a segno un altro colpo sottraendo dati personali a poliziotti, militari e marinai stellati. L’annuncio, diffuso dalla stessa organizzazione, recita “Cittadini, siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al Ministero dell’Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare, nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo”. La notizia è stata confermata in una nota ufficiale della Polizia Postale.

Tra le informazioni sottratte: dati personali e riservati come carte d’identità, patenti di guida, dichiarazioni dei redditi e numeri di telefono, ma anche ordini di servizio, note e contratti riferiti a personale e attività di militari e poliziotti, inclusi stipendio e curriculum.

Informazioni sensibili come l’indicazione delle frequenze da usare per comunicare nei viaggi all’estero del presidente Paolo Gentiloni, le attività della Digos durante le manifestazioni, targhe di auto e assicurazioni di servizio.

Questa la rivendicazione di Anonymous: “Governo, corruttore di democrazia, la rivoluzione passa anche qui, inarrestabile, il cui ideale conosce ora i vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d'affitto, buste paghe e molto altro […].Per l'ennesima volta lo Stato italiano tradisce ed imbarazza i valori dei nostri militari che hanno giurato di difenderlo. Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?".
 
La nota diffusa in rete si conclude poi con una citazione del filosofo greco Platone: Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. Una è l'oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che della dittatura è pronuba e levatrice. Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo”.