IDC: aziende europee pronte per la trasformazione digitale

Una rivoluzione cha parte dai dati ma che coinvolge l’azienda dalle fondamenta. Oggi l’86% delle imprese la considera una priorità

La trasformazione digitale è ormai una realtà, anche se le aziende non sono ancora del tutto pronte a cavalcarne l’onda. Il motivo? Che non si tratta solo di una rivoluzione tecnologica, ma di un vero e proprio cambio di mentalità che implica una ristrutturazione totale delle aziende, a partire dai loro modelli di business e portandole ad affiancare all’infrastruttura legacy quella parte di innovazione necessaria per fare il salto competitivo e rimanere un passo avanti agli altri sul mercato.

Questo, in sintesi, quanto emerso dalla tappa milanese dell’edizione 2017 dell’IDC Digital Transformation Conference.

IDC ha stimato che oggi l’86% delle aziende europee considera la digital tranformation una priorità strategica supportata da obiettivi ben definiti e da una roadmap altrettanto delineata, anche se ancora il 55% delle imprese si posiziona a metà strada della scala di maturità IDC. Un dato importante, che sottolinea come il processo di trasformazione deve essere in itinere, continuo e costante e coinvolgere, come accennavamo sopra, sì le tecnologie, le principali protagoniste, ma anche l’intero management del business, la creazione e la coltivazione di talenti e una profonda ristrutturazione che coinvolge le aziende fin dalle loro fondamenta.

Istruzioni per le aziende

Per implementare un progetto di digital transformation le aziende devono partire dall’elaborazione di una roadmap per la definizione del piano di trasformazione e dei propri obiettivi, passando poi a creare un ufficio che si occupi di governare questo processo stabilendo le priorità per la sua attuazione. In un secondo momento all’interno di ciascuna business unit dovranno esserci persone preparate che si dedichino esclusivamente alla trasformazione digitale, per finire con la creazione di una vera e propria business unit per la digital transformation che sieda al tavolo del board per creare un vero e proprio business disruptive che sappia soddisfare le richieste specifiche di ciascun cliente. Un lavoro lungo e soprattutto che non trova mai fine perché l’esito della trasformazione non è mai qualcosa di definitivo, ma un continuo viaggio verso il nuovo e il disruptive.

“Dal punto di vista della tecnologia è fondamentale – spiega Sergio Patano, Senior Research and Consulting Manager di IDC  – partire dall’adozione di una piattaforma digitale che faccia dialogare l’IT tradizionale con il nuovo IT digitale. L’IT legacy va valorizzato e va messo nelle condizioni di dialogare con il nuovo approccio che coniuga i dati provenienti sia da processi interni all’azienda, che da processi esterni. Si crea così un cuore digitale intelligente che si basa su algoritmi, codici e modelli che portano valore alle aziende”.

In Italia ci troviamo ancora in una prima fase di adozione di questa piattaforma ma è ormai radicata la consapevolezza nelle imprese di dover lavorare con tutto l’ecosistema per estrarre massimo valore dai dati e sviluppare nuove capabilities che richiedono anche la valorizzazione dei talenti già presenti in azienda, così come la ricerca di nuovi profili e nuove figure, oltre che il maggiore ricorso a partner esterni.

L'importanza dei dati

Sono proprio i dati i protagonisti di questa nuova rivoluzione digitale, una sorta di carburante che consente poi all’intero apparato di muoversi e portare a compimento i propri compiti, possibilmente restando un passo avanti alla concorrenza.

Solo raccogliendo i dati, provenienti da qualsiasi fonte, mettendoli a fattor comune, analizzandoli e imparando qualcosa da loro è possibile rispondere alle richieste sempre più esigenti della clientela.

Guardandoci intorno sono vari gli esempi che si potrebbero fare all’insegna della massima Senza dati, sei solo un'altra persona con un'opinione”. Durante la giornata si è parlato molto di blockchain, un mutual distributed ledger (MDL) basato su una tecnologia che garantisce una immutabile lista di transazioni condivisa tra molti attori in una molteplicità di luoghi. Una tecnologia ancora hype ma che IDC stima dovrebbe affermarsi in maniera più o meno massiccia nei prossimi anni. Già adottata da Banca Mediolanum, si stima che questa tecnologia per il trasferimento di proprietà peer-to-peer avrà un impatto analogo a quello che ha avuto internet.

Altre testimonianze dell’importanza sempre più strategica dei dati a sostegno delle decisioni di business arrivano da Reply e Alcatel Lucent Enterprise. La prima ha parlato delle possibili applicazioni del data management in ambito customer interactions, ma anche nell’IoT e nell’Industry 4.0, mentre la seconda si è focalizzata sulla propria piattaforma di comunicazione cloud Alcatel Rainbow.