In Italia cresce il pericolo di attacco da trojan bancari

Secondo Check Point Software Technologies, ad agosto l’Italia è salita all’86esimo posto della classifica dei Paesi più bersagliati

Durante il mese di agosto, Ramnit è diventato il trojan bancario più diffuso, ripetendo il trend di giugno, mese che aveva visto raddoppiare questa tipologia di attacchi.

A certificarlo è Check Point Software Technologies che, nel suo Global Threat Index del mese di agosto ha rivelato una significativa presenza del trojan bancario protagonista di una campagna su larga scala che ne ha raddoppiato l’impatto trasformando i computer delle vittime in server proxy malevoli.

Il tutto a riprova di come, durante i mesi estivi, le abitudini di navigazione nel web degli utenti li rendano più esposti ai trojan bancari: gli hacker, infatti, sanno bene quali sono i vettori d’attacco che hanno più probabilità di successo in un momento preciso.

Da qui il suggerimento alle aziende di adottare una strategia di sicurezza informatica multilivello, che protegga sia da famiglie di malware già note, sia dalle nuove minacce, per impedire il diffondersi dei trojan bancari e di altri tipi di attacchi.

La classifica dei malware più diffusi
Per tutto agosto, Coinhive è rimasto il malware più diffuso, colpendo il 17% delle organizzazioni a livello globale. Dorkbot e Andromeda sono al secondo e terzo posto, ciascuno con un impatto globale del 6%.

Anche in Italia, Conhive si mantiene al primo posto per l’ottavo mese consecutivo con un impatto di quasi il 14% sulle imprese locali, seguito da Conficker e Cryptoloot.

A sua volta, Lokibot, un trojan bancario che colpisce i sistemi Android e che ruba informazioni, è stato il malware per mobile più diffuso e utilizzato per attaccare i dispositivi delle organizzazioni, seguito da Lotoor e Triada.

I ricercatori di Check Point hanno analizzato anche le vulnerabilità più sfruttate dai criminali informatici. CVE-2017-7269 si è piazzata al primo posto con un impatto globale del 47%. Al secondo posto troviamo OpenSSL TLS DTLS Heartbeat Information Disclosure con un impatto del 41%; mentre al terzo posto si posiziona, invece, la vulnerabilità CVE-2017-5638 che ha interessato il 36% delle organizzazioni.