Lo ha ribadito Massimo Palermo, Country Manager Avaya, in un evento online organizzato da The Innovation Group

Massimo Palermo, Country Manager Avaya, è intervenuto alla web conference “SMART WORKING: TECNOLOGIE, ORGANIZZAZIONE, RISORSE UMANEorganizzato da The Innovation Group per ribadire il ruolo strategico di Avaya, azienda che da sempre si propone come abilitatore del “lavoro agile” e offre il proprio supporto consulenziale e tecnologico alle aziende private e pubbliche che vogliono intraprendere il percorso verso lo smart working.

Per Palermo lo “smart” working, da non confondersi con il “remote” working, non è solo lo strumento per fronteggiare l’emergenza ma deve diventare un’opportunità strategica di cambiamento per le aziende. Lo smart working è flessibilità, ottimizzazione delle performance, valorizzazione del work-life balance, oltre che espressione dell’efficienza di un’organizzazione che si sente a proprio agio nell’era della dematerializzazione e della digital transformation.

In questo ambito la tecnologia è un supporto indispensabile e già pronto, ma il cambiamento deve necessariamente partire dal tempestivo ripensamento delle organizzazioni e dalla transizione verso nuove modalità di lavoro e di collaborazione all’interno degli eco-sistemi aziendali estesi, come pure all’interno delle istituzioni pubbliche, come ad esempio in Regione Liguria, che ha realizzato un progetto di lavoro agile in partnership con Avaya.

L’emergenza Coronavirus ha tolto degli alibi, in pochi giorni centinaia di aziende sono passate almeno al remote working, se non al vero e proprio smart working, e anche chi era contrario si è reso conto che “si può fare”. Ci si è resi conto che tante barriere esistenti nei confronti del digitale erano soprattutto culturali: si è acquisita la consapevolezza di quanto il digitale sia importante e che non si potrà tornare indietro.

Come ribadito in una nota ufficiale da Palermo: «Adesso Pubbliche Amministrazioni e aziende private devono andare oltre l’emergenza, avere un po’ più di coraggio, di visione, di progettualità. Speriamo di essere tutti più “smart” in modo che le scelte del futuro siano guidate più dalle speranze che dalle paure. Ce la faremo, andrà tutto bene se sapremo andare oltre i timori e se avremo imparato dai nostri errori per non ripeterli e non farci trovare impreparati».