Nella sua nuova ricerca intitolata: “The Hybrid Shift: Managing an increasingly remote workforce”, Dynabook mostra come il 65% dei decision maker IT europei quest’anno avrà accesso a budget più elevati, sia per favorire una maggiore diffusione del lavoro ibrido e da remoto, sia per sostenere la continuità del business.

La ricerca, commissionata da Dynabook in collaborazione con Walnut Unlimited, ha coinvolto oltre 1.000 senior decision maker IT di aziende di medie e grandi dimensioni in diversi settori industriali di Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi per rilevare la spesa IT, i nuovi modelli di lavoro e le priorità dei dispositivi nei prossimi 12 mesi.

Tutti i Paesi coinvolti hanno dichiarato un aumento negli investimenti tecnologici, in particolar modo la Spagna ha riscontrato il maggior incremento, con il 71% delle imprese che investiranno in tecnologia nel prossimo anno, seguita dai Paesi Bassi con il 70%. Più di tre quarti (76%) delle organizzazioni di servizi finanziari hanno rivelato un aumento dei budget, seguite dal 73% delle imprese manifatturiere.

Le aziende di vendita al dettaglio sono state invece le meno propense ad aumentare i budget IT per favorire il lavoro ibrido, anche se più della metà (54%) ha comunque indicato un incremento della spesa.

Il lavoro ibrido e a distanza è destinato a restare

Il cambiamento dei modelli e dei luoghi di lavoro è un chiaro fattore di questa crescita. La ricerca di Dynabook ha rilevato che oltre due terzi (67%) dei dipendenti lavoreranno da casa o senza una postazione fissa dopo la pandemia da COVID-19, ovvero il 53% in più rispetto a prima.

Per garantire la produttività della crescente forza lavoro da remoto, oltre la metà (51%) delle aziende intervistate ha indicato che sarà data la priorità al supporto e all’assistenza del personale. In una ricerca simile condotta da Dynabook nel 2018 questo dato era pari solo al 29%. Inoltre, il 41% dei decision maker IT ha indicato gli strumenti di comunicazione e condivisione come elementi fondamentali per assicurare la produttività dei dipendenti che adottano una modalità di lavoro ibrido, mentre il 37% ha indicato la formazione IT come un fattore importante.

Nuove priorità per i business

La ricerca ha evidenziato anche come le aziende europee stiano accelerando la trasformazione digitale e la dotazione di solide infrastrutture IT per supportare una nuova forza lavoro.

Le soluzioni cloud e l’assistenza IT da remoto sono risultate come priorità assolute per i business di tutti i mercati e settori, e il 50% degli intervistati ha messo al primo posto della classifica entrambe le tecnologie. Le aziende del Regno Unito hanno dato la priorità all’assistenza IT remota, con il 63% degli intervistati che l’ha indicata come obiettivo chiave.

Anche la cybersecurity (48%) è stata considerata una priorità tra gli investimenti tecnologici su cui puntare il prossimo anno, seguita dalla formazione IT (40%) e dalla dotazione di dispositivi per i dipendenti (37%).

Confrontando il ruolo attribuito a queste tecnologie rispetto al periodo pre-pandemia, il 77% delle organizzazioni crede che ora i software di sicurezza siano più importanti, mentre il 73% ritiene che gli strumenti di condivisione siano più significativi. Allo stesso tempo, il 70% delle imprese ha indicato le piattaforme cloud come le più utili e il 62% attribuisce agli accessori una rilevanza sempre maggiore per raggiungere una nuova normalità.

I dispositivi più richiesti da chi lavora da casa

La ricerca ha evidenziato anche un aumento del valore attribuito ai laptop, con quasi tre quarti (74%) delle aziende che considerano molto più importante la scelta di questi device rispetto a prima della pandemia COVID-19. Il Regno Unito ha visto la più alta disparità tra l’uso di computer fissi e portatili, con il 90% delle aziende britanniche che usano notebook e solo un terzo (33%) che usa quelli fissi per il lavoro a distanza. La preferenza per questi ultimi rimane invece la più alta in altre parti d’Europa come Spagna (52%), Francia (47%) e Paesi Bassi (46%).

Inoltre, il 66% delle aziende stanno pianificando di integrare un numero sempre maggiore di laptop per il lavoro remoto nei prossimi 12 mesi, dimostrando che la tendenza ad affidarsi a questo tipo di dispositivi rimarrà forte per il tutto il 2021.

Per quanto riguarda le caratteristiche più importanti dei notebook, l’81% delle aziende europee presta grande attenzione al tema della sicurezza informatica e della protezione da potenziali minacce. Gli altri requisiti prioritari sono la connettività (80%), le prestazioni (76%), la durata della batteria (72%) e la portabilità (70%). Detto questo, il 28% considera le performance la caratteristica più importante, rispetto al 20% riferito alla sicurezza.

Come sottolineato in una nota ufficiale da Damian Jaume, President, Dynabook Europe: «L’ultimo anno ha visto un cambiamento senza precedenti nel nostro modo di lavorare ed è chiaro dalla nostra ricerca che le aziende europee si stiano impegnando per garantire risorse informatiche che soddisfino le esigenze di una forza lavoro sempre più da remoto e ibrida. Con budget maggiori, i dispositivi hanno acquisito importanza. Le aziende si sono rese conto del ruolo vitale che l’hardware gioca – insieme al giusto software – per mantenere i dipendenti sicuri, connessi e produttivi in questo nuovo ecosistema».