• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Stampanti
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Agentic AI, la gestione delle identità è una lacuna critica per le aziende
    • Microimprese: usano poco l’AI perché non sanno a cosa serve
    • Perché partecipare a OAD 2026? Per l’importanza del contributo di ogni organizzazione
    • MIX e ielo insieme per rafforzare la connettività tra Francia e Italia
    • L’AI non può sostituire la prossima generazione di professionisti della cybersecurity
    • Cloud italiano, Netalia punta alla leadership del cloud sovrano e alla quotazione in Borsa entro 5 anni
    • Agenti IA e acceleratori di settore: la strategia SAS per l’AI nelle imprese
    • Bilanci, controlli e responsabilità: come si sta trasformando il mondo del non profit
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»News»Data center in crescita ma persistono incertezze sul quadro normativo vigente

    Data center in crescita ma persistono incertezze sul quadro normativo vigente

    By Redazione LineaEDP07/07/20264 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Sono 209 i data center in Italia e 33 attivi in Lombardia. Portolano Cavallo: la sfida ora è evitare che la regolazione diventi un freno agli investimenti

    data-center

    La crescita dei data center non è più soltanto una questione tecnologica, ma un tema di politica industriale, governo del territorio e sostenibilità energetica. In Europa si contano circa 3.500 data center, mentre le installazioni operative in Italia arrivano a quota 209, con la Lombardia al primo posto con 33 centri attivi. Si tratta di numeri che confermano il peso crescente di queste infrastrutture nell’economia digitale e spiegano perché la loro regolazione sia ormai una priorità.

    In Italia, dopo una prima fase di forte entusiasmo, la diffusione dei data center ha fatto emergere alcune criticità come il consumo di suolo e l’utilizzo delle risorse idriche e i conseguenti procedimenti autorizzativi spesso lunghi e complessi. A parlare di questo è lo Studio Portolano Cavallo, leader nei settori Digital-Media-Tech e Life Sciences-Healthcare, secondo cui le prime misure regolatorie non sono totalmente in grado di rispondere alle esigenze effettive nate con l’implementazione di queste strutture.

    Il quadro normativo a oggi in Italia

    Una prima risposta è arrivata a livello nazionale con il d.l. n. 21/2026, che introduce misure di semplificazione e accelerazione delle procedure autorizzative, tra cui un procedimento unico con termine massimo di dieci mesi, prorogabile solo in circostanze eccezionali. A livello regionale, il primo intervento significativo è rappresentato dalla legge della Regione Lombardia n. 11 del 3 giugno 2026, dedicata all’insediamento dei data center.

    La scelta della Lombardia non è casuale. Con i suoi 33 data center attivi e 10 in fase di realizzazione, è il primo territorio italiano per numero di infrastrutture e quindi banco di prova per il capire il funzionamento del quadro normativo.

    Secondo gli avvocati dello Studio, la legge regionale persegue obiettivi condivisibili, tuttavia, proprio alcuni strumenti previsti dalla disciplina rischiano di produrre effetti opposti rispetto alle finalità dichiarate. Tra questi:

    • L’accelerazione selettiva dei procedimenti: la legge prevede infatti vantaggi, come tempi più brevi, percorsi semplificati e priorità nell’accesso a fondi regionali, solo per i data center che rispondono a determinati criteri di priorità insediative ed energetico-ambientali. Il rischio è che alcuni insediamenti vengano favoriti e altri penalizzati, anche quando questi ultimi potrebbero essere più adatti dal punto di vista delle infrastrutture disponibili.
    • L’aumento del contributo di costruzione: in alcune aree può crescere del 100 per cento o persino del 200 per cento. Anche se l’obiettivo è limitare il consumo di suolo, un aumento così elevato rischia di rendere il progetto troppo costoso e quindi, di fatto, impossibile da realizzare, senza una valutazione concreta del singolo caso.
    • L’incertezza nella fase transitoria: la legge non sospende i procedimenti in corso, non travolge i titoli già rilasciati e non opera in modo retroattivo esplicito. Tuttavia, l’assenza di una disciplina chiara sull’applicazione delle singole disposizioni alle istanze future o ai procedimenti pendenti potrebbe alimentare contenziosi amministrativi.

    La vicenda richiama quanto già avvenuto in passato in settori strategici come l’estrazione di idrocarburi e la produzione di energia da fonti rinnovabili, rispetto ai quali la legislazione regionale è stata talvolta utilizzata per recepire il malcontento locale e ostacolare interventi produttivi. In più occasioni è dovuta intervenire la Corte Costituzionale per ribadire che le Regioni non possono introdurre divieti assoluti, aprioristici o modelli autorizzatori difformi dalla disciplina statale, soprattutto quando sono in gioco infrastrutture di rilevanza strategica.

    A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce il fatto che, tanto a livello nazionale quanto a livello europeo, sono attualmente allo studio ulteriori iniziative legislative in materia di data center. Il rischio concreto è quello di una progressiva stratificazione normativa che generi un assetto regolatorio frammentato e di difficile applicazione, producendo l’effetto opposto rispetto alla semplificazione che si intende perseguire.

    Per Paolo Giugliano, partner di Portolano Cavallo: “Il paradosso è evidente, una disciplina nata per semplificare e accelerare la realizzazione di infrastrutture digitali strategiche rischia, se non adeguatamente calibrata, di generare incertezza, rallentamenti e nuove occasioni di conflitto. La regolazione dei data center è dunque necessaria, ma deve evitare di trasformarsi in un freno indiretto allo sviluppo. La sfida è trovare un equilibrio tra sostenibilità, governo del territorio e certezza degli investimenti, senza scivolare verso misure sproporzionate o suscettibili di alimentare nuovo contenzioso”.

    data center Studio Portolano Cavallo
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Perché partecipare a OAD 2026? Per l’importanza del contributo di ogni organizzazione

    20/07/2026

    MIX e ielo insieme per rafforzare la connettività tra Francia e Italia

    20/07/2026

    Agenti IA e acceleratori di settore: la strategia SAS per l’AI nelle imprese

    17/07/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    TrendAI rafforza l’ecosistema: partnership, competenze e innovazione per la cybersecurity del futuro
    TrendAI punta sul canale: competenze, consulenza e servizi gestiti al centro della strategia
    Perché sono importanti i protocolli?
    Titanium: l’evoluzione del Motion Control
    IA in azienda: obblighi normativi, governance e protezione dei dati
    Defence Tech

    L’AI non può sostituire la prossima generazione di professionisti della cybersecurity

    20/07/2026

    Phishing e spam: cosa aspettarsi (ancora) nel 2026

    17/07/2026

    Manifatturiero: la sua tutela deve cambiare

    16/07/2026

    ESET ha contribuito a smantellare la botnet Amadey

    16/07/2026
    Report

    Microimprese: usano poco l’AI perché non sanno a cosa serve

    20/07/2026

    Exposure Gap Report: Check Point presenta l’edizione 2026

    17/07/2026

    Frodi basate sull’IA: cresce la risposta delle aziende con difese intelligenti

    09/07/2026

    Servizi di consulenza: i commercialisti italiani sono indietro

    07/07/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.