L’Intelligenza Artificiale è destinata a diventare uno degli elementi chiave nella trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Per supportare le amministrazioni nell’adozione di queste tecnologie, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha elaborato nuove Linee guida dedicate allo sviluppo e al procurement dei sistemi di IA, con l’obiettivo di fornire strumenti metodologici e operativi per progettare, acquisire e governare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale in modo efficace e sostenibile.
Il documento nasce dalla consapevolezza che l’introduzione dell’AI nella PA comporta sfide particolarmente complesse: queste tecnologie richiedono infrastrutture adeguate, una forte capacità di gestione dei dati e competenze specialistiche, oltre a un’attenta valutazione dei costi e dei rischi lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi. In questo contesto, il procurement pubblico non è più soltanto una procedura di acquisto, ma diventa una leva strategica per orientare lo sviluppo e l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale all’interno delle amministrazioni.
Linee guida per il procurement
Le Linee guida dedicate al procurement propongono un approccio integrato che collega le scelte tecnologiche alle implicazioni economiche, organizzative e contrattuali. Tra gli elementi più innovativi introdotti vi è il Levelized Cost of Artificial Intelligence (LCOAI), una nuova metrica pensata per valutare il costo complessivo delle soluzioni di IA lungo tutto il loro ciclo di vita. Questo modello supera la logica tradizionale basata sul solo costo iniziale di acquisizione e consente invece di considerare anche i costi operativi, come la gestione dei dati, la capacità computazionale necessaria, gli aggiornamenti dei modelli e le attività di manutenzione evolutiva.
L’adozione dell’approccio LCOAI permette quindi alle amministrazioni di costruire basi d’asta più realistiche, confrontare diverse architetture tecnologiche – cloud, on-premises o ibride – e pianificare investimenti più sostenibili nel tempo.
Un secondo elemento centrale riguarda la promozione della cooperazione tra amministrazioni. Le Linee guida incoraggiano infatti forme di aggregazione della domanda e strumenti di procurement condiviso, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione degli investimenti e favorire la diffusione di soluzioni tecnologiche riutilizzabili tra diversi enti pubblici. Questo approccio consente non solo di generare economie di scala, ma anche di rafforzare la capacità negoziale della Pubblica Amministrazione nei confronti del mercato e di sostenere lo sviluppo di soluzioni più mature e interoperabili.
Le amministrazioni, inoltre, possono ricorrere – nei casi di forte innovazione tecnologica o di fabbisogni non completamente definiti – a strumenti di gara più flessibili, come il dialogo competitivo o le procedure con negoziazione, che permettono un confronto più strutturato con il mercato nella definizione delle soluzioni.
Le Linee guida affrontano anche il tema della progettazione delle gare attraverso la proposta di un capitolato speciale dedicato ai sistemi di Intelligenza Artificiale. Questo strumento supporta le amministrazioni nella definizione chiara dell’oggetto dell’appalto e nella traduzione degli obiettivi strategici in requisiti tecnici e contrattuali coerenti con la natura dei sistemi di IA. Particolare attenzione viene posta alla trasparenza, alla governabilità delle soluzioni e alla prevenzione dei fenomeni di lock-in tecnologico, promuovendo architetture aperte e modulari, portabilità dei dati e possibilità di sostituire le componenti tecnologiche nel tempo.
Linee guida dedicate allo sviluppo dei sistemi di IA
Accanto al procurement, AgID ha sviluppato anche Linee guida dedicate allo sviluppo dei sistemi di IA, pensate per accompagnare le amministrazioni che intendono progettare direttamente soluzioni basate su queste tecnologie. Tra gli strumenti introdotti spicca il concetto di stack dell’Intelligenza Artificiale, una stratificazione delle componenti hardware e software necessarie per progettare, addestrare e distribuire sistemi IA. Questo modello consente di integrare infrastrutture computazionali, pipeline di dati, algoritmi e strumenti di monitoraggio, garantendo controllo e tracciabilità lungo l’intero ciclo di vita del sistema.
Un altro elemento innovativo riguarda l’introduzione di architetture agentiche, basate su cicli continui di osservazione, decisione e azione, supportati da meccanismi di controllo e verifica. Questi sistemi possono raggiungere diversi livelli di autonomia, da semplici automazioni basate su regole fino a agenti semi-autonomi in grado di pianificare attività complesse in domini specifici.
Le Linee guida definiscono inoltre una architettura logica di riferimento per la Pubblica Amministrazione, basata su un orchestratore centrale di intelligenza artificiale capace di coordinare modelli, dati e strumenti applicativi. Questo approccio, basato su standard aperti e su un layer di interoperabilità, mira a garantire neutralità tecnologica e flessibilità nell’evoluzione dei sistemi.
Infine, il documento introduce il concetto di personas della PA, una classificazione che identifica quattro diversi livelli di maturità nell’utilizzo dell’AI: operatore base, operatore avanzato, operatore esperto e operatore controllore. Questa distinzione permette alle amministrazioni di comprendere meglio il proprio livello di competenze e autonomia e di definire percorsi di crescita progressivi nell’adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale.
Con queste Linee guida, AgID intende dunque fornire alla Pubblica Amministrazione un quadro di riferimento strutturato per affrontare l’introduzione dell’AI in modo responsabile, sostenibile e coerente con il quadro normativo europeo, contribuendo a costruire un ecosistema pubblico dell’Intelligenza Artificiale più solido, interoperabile e orientato al valore per cittadini e imprese.


