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    Digital Friction: il rischio nascosto della produttività aziendale

    By Redazione LineaEDP14/11/20254 Mins Read
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    Uno studio di TeamViewer rivela che la digital friction frena il business di 2 aziende italiane su 5, ma l’IA è la chiave per ripartire

    Digital-Friction

    Le aziende si impegnano ad aumentare la produttività in un contesto economico difficile, ma, crescono le preoccupazioni per gli effetti negativi della digital friction che sta silenziosamente indebolendo le performance aziendali e frenando la produttività in tutti i settori, come rileva la ricerca condotta per TeamViewer dal titolo “The Impact of Digital Friction”.

    L’impatto della digital friction sulla produttività aziendale

    Dallo studio TeamViewer – che include anche l’Italia – emerge che l’impatto finanziario, operativo e umano è rilevante: i dipendenti dichiarano di perdere in media 1,3 giorni al mese a causa della cosiddetta digital friction (inefficiente tecnologiche) che genera una perdita di produttività per l’80% dei lavoratori dovuta a malfunzionamenti quotidiani che impediscono di svolgere il proprio lavoro in modo efficiente.

    L’impatto va ben oltre il semplice disagio:

    • il 42% degli intervistati afferma che la propria azienda ha subito una perdita di fatturato a causa della digital friction;
    • il 69% ritiene che questa abbia contribuito al turnover dei dipendenti;
    • il 47% sostiene che la frustrazione tecnologica incide negativamente sulla soddisfazione lavorativa;
    • il 28% ha preso in considerazione l’idea di licenziarsi per questo motivo;

    I dati italiani

    In Italia, il 25% dichiara di perdere mezza giornata lavorativa al mese a causa della digital friction, il 21% oltre un giorno e pensando al futuro, il 28% ritiene che nel prossimo anno la perdita aumenterà perché il livello tecnologico è più complesso (per il 29%) o perché l’adozione di nuove soluzioni e sistemi richiede tempo di apprendimento (per il 24%). Sempre a causa della digital friction, i più frequenti problemi sono stati: connettività per il 64%, di hardware per il 50%, applicazioni software per il 54%, aggiornamento software forzato per il 60%, di autenticazione per il 53%, di cybersecurity per il 40%.

    Sempre per le aziende italiane, la digital friction incide sul turnover dei dipendenti (42%), per il 22% è stata la causa delle dimissioni di ottimi colleghi, per il 36% contribuisce al burnout e per il 40% ha un impatto negativo sulle performance individuali. L’IA è considerata di aiuto per superare la digital friction per il 41%, per 45% è in grado di risolvere problemi tecnici di base più velocemente dell’uomo (come il reset delle password).

    Divario generazionale e organizzativo: la ricerca rivela una netta divisione nel modo in cui la digital friction viene percepita dalle diverse generazioni e dai diversi livelli professionali. I dipendenti della Generazione Z perdono 1,5 giorni lavorativi al mese a causa di disfunzioni IT, più del doppio rispetto ai 0,7 giorni persi dai Baby Boomer, e il 40% della Generazione Z ha preso in considerazione l’idea di lasciare la propria azienda a causa dello scaso livello tecnologico, rispetto al 12% dei Baby Boomer. Dal punto di vista organizzativo, i problemi IT hanno un impatto significativo sul turnover per il 56% di persone senza ruoli manageriali e per il 36% per i manager. I risultati evidenziano una discrepanza tra il modo in cui i leader percepiscono le prestazioni tecnologiche e il modo in cui i dipendenti le vivono quotidianamente.

    Il ruolo dell’IA nella risoluzione dei problemi tecnici causati dalla digital friction

    Lo studio condotto per TeamViewer indica una chiara strada da seguire, infatti, quasi la metà degli intervistati (48%) ritiene che l’IA possa contribuire a ridurre la digital friction nella propria organizzazione, mentre la metà (50%) è favorevole all’utilizzo dell’IA per svolgere attività IT di routine quali la risoluzione dei problemi e la reimpostazione delle password. Questi dati suggeriscono una crescente disponibilità da parte delle aziende a adottare l’IA come moltiplicatore di produttività ed efficienza, aiutando i team a lavorare in modo più intelligente e veloce, riducendo al contempo gli ostacoli quotidiani.

    Dichiarazioni

    “Oggi, a causa delle innumerevoli pressioni che i responsabili aziendali devono affrontano, è comprensibile che le criticità IT possano passare in secondo piano — ma il potenziale impatto finanziario è sbalorditivo”, ha affermato Oliver Steil, CEO di TeamViewer. “La tecnologia è il cuore pulsante delle aziende di oggi e quando si verifica un malfunzionamento il prezzo da pagare è immediato in termini di insoddisfazione dei clienti e competitività”.

    “La tecnologia dovrebbe potenziare le persone, non ostacolarle”, ha affermato Andrew Hewitt, VP of Strategic Technology di TeamViewer. “Con la produttività che rappresenta un obiettivo così importante per la maggior parte delle aziende, esiste una concreta opportunità di trasformare le frustrazioni tecnologiche quotidiane in un motore di progresso. I nostri risultati dimostrano che ridurre la digital friction può avere un impatto significativo sia sulle performance sia sulla motivazione dei dipendenti. Quando le aziende adottano soluzioni di connettività basate sull’intelligenza artificiale e sistemi IT più evoluti, riescono a eliminare le barriere operative, restituire tempo prezioso alle persone e offrire un’esperienza di lavoro più fluida e gratificante“.

    aziende italiane intelligenza artificiale (AI) produttività TeamViewer
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    Redazione LineaEDP
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