Il mercato dei data center in Italia sta vivendo una fase di crescita significativa, trainata dalla crescente domanda di digitalizzazione e dall’esplosione delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale. Le previsioni indicano un incremento rilevante degli investimenti, con un focus particolare sull’area di Milano, che si conferma il principale hub nazionale con l’89% dei data center italiani presenti in Lombardia, affiancata però da nuovi poli emergenti come Roma e la Puglia.
“A fronte di aspettative molto elevate, si osserva perà un rallentamento nella fase di implementazione concreta dei progetti. Se da un lato le opportunità progettuali sono numerose, dall’altro i deployment reali risultano inferiori rispetto alle stime iniziali, evidenziando un gap tra pianificazione e realizzazione” ha spiegato Andrea Faeti, Sales Director Enterprise Accounts Italia di Vertiv, andando ad analizzare i trend del mercato dei data center in Italia.
La geografia degli investimenti: perché i data center italiani si concentrano attorno a Milano?
Un elemento chiave per comprendere il mercato è il modo in cui vengono misurati i data center: la capacità energetica. I grandi campus da decine o centinaia di megawatt hanno un impatto statistico molto maggiore rispetto a strutture più piccole e distribuite.
Questo porta a una concentrazione degli investimenti in poche aree strategiche, in particolare nella cintura milanese, dove esistono condizioni favorevoli: infrastrutture elettriche già disponibili, aree industriali dismesse riutilizzabili ben fornite e una forte presenza di competenze specializzate, sempre difficili da reperire.
“In Italia, il prezzo elevato dell’elettricità costituisce una criticità, ma non è l’unico elemento in gioco. La necessità di mantenere i dati all’interno dei confini nazionali, per ragioni di sicurezza e sovranità digitale, spinge comunque gli operatori a investire sul territorio” ha spiegato Andrea Faeti.
La localizzazione dei data center non dipende solo dall’energia, ma anche dalla connettività. L’Italia, e in particolare la Liguria, rappresenta un nodo strategico per i cavi sottomarini che collegano Europa, Africa e Medio Oriente.
Il principio del “follow the fiber” è determinante: gli investimenti seguono le dorsali di rete. Milano, grazie alla sua integrazione nelle principali infrastrutture di rete europee, si sta consolidando come uno dei principali hub digitali del continente.
Il nodo critico dell’energia, burocrazia e tempi di sviluppo
La principale sfida per il settore dei data center è rappresentata dalla disponibilità energetica. La domanda di potenza elettrica è in forte aumento, alimentata soprattutto dai carichi legati all’intelligenza artificiale, che richiedono densità di potenza sempre più elevate.
“Per data center all’avanguardia è necessario riuscire ad ottenere una distribuzione efficiente dell’energia ai rack ad alta intensità e allo stesso tempo una gestione del calore prodotto, sempre più rilevante con l’aumento delle performance. A ciò si aggiunge una discrepanza significativa tra le richieste di capacità energetica avanzate dagli operatori e la reale possibilità di soddisfarle. Le richieste superano di gran lunga le effettive implementazioni, con una percentuale molto bassa di progetti che arriva alla fase operativa” ha spiegato Andrea Faeti.
Un altro fattore critico riguarda i tempi autorizzativi e burocratici. Attualmente, il ciclo completo di sviluppo di un data center – dall’idea alla realizzazione – può richiedere fino a tre anni.
L’introduzione di un processo autorizzativo unificato rappresenta un tentativo di accelerazione, con l’obiettivo di ridurre i tempi a circa 13 mesi. Tuttavia, il sistema è ancora in fase di transizione e i benefici concreti devono essere verificati.
Innovazione tecnologica e sostenibilità
L’innovazione in ambito data center non è più solo un fattore competitivo, ma una necessità strutturale per garantire efficienza, scalabilità e sostenibilità.
Tra le soluzioni più rilevanti emerge il liquid cooling, che consente una dissipazione del calore molto più efficace rispetto ai sistemi tradizionali ad aria. Questo approccio non solo migliora le performance, ma apre anche nuove opportunità: le temperature più elevate dei fluidi utilizzati rendono infatti possibile il riutilizzo del calore in ottica di economia circolare, ad esempio per il teleriscaldamento urbano o per applicazioni industriali. In Italia, esistono già esperienze virtuose. Progetti attivi, ad esempio a Brescia e in fase di sviluppo a Milano, dimostrano come sia possibile integrare infrastrutture digitali ed energetiche, creando sinergie sostenibili.
Parallelamente al liquid cooling, si sta affermando il modello dei data center modulari e prefabbricati, che permette di ridurre drasticamente i tempi di realizzazione. Grazie alla costruzione off-site e all’assemblaggio in loco, queste soluzioni consentono maggiore flessibilità, scalabilità progressiva e una significativa riduzione della complessità progettuale.
Data center a corrente continua? In USA i primi progetti
Sebbene i server siano già alimentati internamente in corrente continua (DC), oggi la conversione avviene localmente tramite alimentatori. La nuova direzione tecnologica prevede invece la realizzazione di un backbone di distribuzione direttamente in corrente continua ad alta tensione, con l’obiettivo di ridurre le conversioni, limitare le perdite e ottimizzare dimensioni e costi dei cavi. Questa evoluzione, pur migliorando l’efficienza complessiva, introduce nuove sfide progettuali, come la gestione di potenze elevate per rack e la necessità di ripensare completamente l’architettura fisica dei sistemi. Le prime implementazioni sono già in fase di sviluppo, soprattutto negli Stati Uniti, mentre in Europa si stanno avviando i primi progetti, segno di una transizione ormai imminente verso data center sempre più orientati alla distribuzione in corrente continua.
Data Center 100% ad energia green?
Le rinnovabili, pur rappresentando una componente fondamentale del mix energetico, non garantiscono una produzione costante e prevedibile. Questa variabilità impone la necessità di sistemi avanzati di gestione e accumulo dell’energia per i data center.
Sebbene le tecnologie di accumulo stiano evolvendo rapidamente, la loro applicazione su larga scala presenta ancora limiti tecnici ed economici. Più realistico appare, invece, un approccio distribuito: una rete di micro-generazione e micro-accumulo che, se ben coordinata, può contribuire a stabilizzare il sistema energetico.
“In questo contesto, diventa cruciale l’evoluzione della rete elettrica verso un modello “intelligente”. L’informatizzazione della rete consente di gestire in modo più efficiente i flussi energetici, prevedere i picchi di domanda e reagire tempestivamente alle anomalie. Eventi come i blackout su larga scala verificatisi in passato dimostrano quanto sia fondamentale investire in sistemi predittivi e infrastrutture resilienti” ha spiegato Andrea Faeti.
L’arrivo dei data center cinesi
I principali operatori cinesi del settore dei data center stanno entrando con decisione nel mercato europeo, seguendo una traiettoria che parte dai paesi nordici — dove hanno già acquisito terreni e ottenuto vantaggi normativi — per poi espandersi verso il Sud Europa. Due o tre grandi gruppi hanno già avviato i cantieri e si prevede che siano operativi sul mercato in meno di un anno.
L’ingresso non riguarda solo le infrastrutture, ma si estende alla componentistica: batterie, sistemi di condizionamento e infrastrutture passive vengono proposti da produttori senza brand riconoscibili in Europa, ma già attivi nel proporsi agli operatori del settore.
Conclusioni
Il settore dei data center in Italia rappresenta un pilastro strategico per lo sviluppo digitale del Paese. Nonostante le sfide – energetiche, burocratiche e infrastrutturali – le opportunità sono enormi.
Per coglierle appieno sarà necessario un approccio sistemico, che coinvolga istituzioni, aziende tecnologiche, operatori energetici e centri di ricerca. Solo attraverso una strategia condivisa sarà possibile sviluppare un ecosistema competitivo e sostenibile.


