• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Stampanti
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Everpure presenta l’architettura data-primacy per l’era dell’AI
    • Cybersecurity industriale: come costruire un SOC OT efficace
    • Operation Endgame smantella SocGholish, una delle principali minacce cyber
    • Schneider Electric e Motivair supportano l’espansione da 750 MW del campus Lake Mariner per HPC e Intelligenza Artificiale
    • Acronis TRU rivela l’evoluzione in corso del gruppo ransomware INC
    • Veeam On Tour 2026: dati, AI agentica e la nuova architettura della fiducia digitale
    • SYS-DAT cresce nel mercato legal
    • Sovranità dei dati a rischio con l’AI
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Categorie Funzionali»Posizione Home-Page»Posizione Primo Piano»Il mito del “mission-critical”: pensiero irrazionale nella moderna gestione IT

    Il mito del “mission-critical”: pensiero irrazionale nella moderna gestione IT

    By Redazione LineaEDP21/04/20174 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    La concezione delle applicazioni “mission-critical” appare sopravvalutata perché pare indicare che le organizzazioni It investano tempo e risorse anche in applicazioni marginali e innecessarie

    A cura di Susan Cole, Senior Product Marketing Manager di Dynatrace

    Recentemente ho letto un articolo sulla gestione delle applicazioni “mission-critical”, un termine che non mi piace e reputo banale e datato. Suggerisce, infatti, che le applicazioni si dividano in due gruppi: mission-critical e… optional? marginali? non necessarie?

    Si tratta di un modo di pensare inadeguato: le persone che gestiscono le organizzazioni IT sono intelligenti, e investono in cose che contano per il business. Non adottano applicazioni che non offrono valore, perché sono bravi a gestire al meglio il rapporto costi-efficienza. Così l’idea che solo poche applicazioni – “mission-critical” – meritino di essere gestite è illogica. Anche l’email, che rappresenta l’anello inferiore della catena alimentare, è essenziale per il funzionamento di un’organizzazione del 21° secolo.

    Per questo motivo sorprende constatare che, secondo gli analisti del settore, la maggior parte delle aziende gestisce meno del 25% delle proprie applicazioni. Chiaramente non tutte le applicazioni sono uguali, alcune possono avere più valore di altre, ma sicuramente nessuno sosterrebbe che tra il 10% e il 20% delle prossime più importanti applicazioni non meritano di essere gestite.

    Non credo abbia senso scegliere di investire in qualcosa che è importante per la propria attività, ma poi evitare un ulteriore piccolo investimento necessario per garantire che funzioni bene. È un approccio irrazionale; come se una società di autotrasporti non monitorasse il livello dell’olio dei propri automezzi, o un supermercato la temperatura dei congelatori. A un certo punto l’intervento si rende necessario, e quando non è affrontato in maniera tempestiva, i piccoli problemi possono diventare grandi, costosi, e il business può essere seriamente compromesso.
    Quando le attività sono importanti per il buon funzionamento del business le organizzazioni investono per garantire la continuità operativa e l’efficienza. Nel mondo delle applicazioni sembra non funzionare ancora così e spesso anziché consideralo un valore aggiunto per le app, l’application management è visto come una spesa indesiderata, anche dannosa; ciò che renderebbe le applicazioni più efficaci è considerato una seccatura in grado addirittura di peggiorare la situazione a danno della semplicità del funzionamento.
    Dal pensiero irrazionale al superamento della soglia del 25%

    Se guardiamo alla prospettiva complessiva, l’erogazione dei servizi può essere definita “molto affidabile”, o almeno “abbastanza affidabile”, per la maggior parte del tempo e per la maggior parte delle applicazioni, comportando solo piccoli malfunzionamenti.
    I problemi più significativi, chiaramente, si verificano negli ambienti IT moderni e complessi e per questo motivo molte organizzazioni investono nella tecnologia di gestione per minimizzare i rischi e l’impatto solo per le applicazioni più importanti, gestendo tutto il resto come è umanamente possibile.

    Questo è lo status quo nella gestione delle applicazioni: tutto sembra funzionare abbastanza bene, fino a quando accade qualcosa di veramente inaspettato, a volte con gravi impatti sul business.
    In questi casi, mentre si lotta per individuare e risolvere il problema ci si chiede quali siano le probabilità che questo si verifichi nuovamente e si torna così alla situazione iniziale, scegliendo cosa gestire e quale rischio assumersi nuovamente.

    Credo che quasi tutti i professionisti IT concordino nell’affermare che i problemi sono inevitabili, compresi quelli di grave impatto per il business. Esiste però un modo per ridurre l’incidenza e l’impatto di questi eventi inevitabili: investire qualcosa in più nel APM, superando la soglia del 25% delle proprie applicazioni.

    Ritengo che gli ostacoli principali che le organizzazioni devono affrontare per poter raggiungere questo traguardo siano due: la difficoltà di riuscire a quantificare il rischio d’impresa come input di un costo da giustificare, e la complessità nel definire le priorità rispetto alle applicazioni sulle quali investire. In particolar modo, in termini di priorità, è difficile stabilire i criteri tecnici per una soluzione perché possono essere presenti diverse parti interessate con priorità concorrenti e ognuna delle sfide che si vuole affrontare implica la scelta di una strategia specifica da portare avanti.
    A mio avviso, però, nessuno di questi ostacoli rappresenta una ragione sufficiente per non modificare lo status quo nella gestione delle app.

    In sintesi, è giunto il momento di affrontare con fermezza quei problemi che oggi sono al centro del business dell’era digitale quando gli investimenti nelle applicazioni non sono indirizzati nella giusta direzione per una migliore customer experience e un’efficace digital transformation. In questo contesto, Dynatrace ha ridefinito il monitoraggio per adottare un nuovo modello che vada oltre l’“abbastanza buono” per più del 25% delle applicazioni, indipendentemente dalla loro tecnologia, e per tutte le parti interessate, perché le applicazioni sono sempre più importanti e la loro gestione non può essere vista come un optional.

    APM application management applicazioni mission critical Dynatrace
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Schneider Electric e Motivair supportano l’espansione da 750 MW del campus Lake Mariner per HPC e Intelligenza Artificiale

    19/06/2026

    Veeam On Tour 2026: dati, AI agentica e la nuova architettura della fiducia digitale

    18/06/2026

    AI e sovranità del dato: chi controlla la rete controlla il futuro

    18/06/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    Perché sono importanti i protocolli?
    Titanium: l’evoluzione del Motion Control
    IA in azienda: obblighi normativi, governance e protezione dei dati
    Hilti Power Up Tour 2026: la piattaforma Nuron evolve per i cantieri del futuro
    2027: la nuova era della depurazione 5.0
    Defence Tech

    Cybersecurity industriale: come costruire un SOC OT efficace

    19/06/2026

    Operation Endgame smantella SocGholish, una delle principali minacce cyber

    19/06/2026

    Acronis TRU rivela l’evoluzione in corso del gruppo ransomware INC

    19/06/2026

    Anthropic Claude.ai trasformato in una trappola malware

    18/06/2026
    Report

    Sovranità dei dati a rischio con l’AI

    18/06/2026

    Cloud privato, svolta per l’AI nel 2026

    17/06/2026

    Deepfake: boom di frodi, ma solo il 7% delle aziende è pronto

    09/06/2026

    Fiducia nell’AI: solo il 7% delle aziende è davvero pronto

    04/06/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.