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    2026: l’anno in cui l’AI diventa il nuovo perimetro della sicurezza

    By Redazione LineaEDP07/01/20265 Mins Read
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    Marco Bavazzano illustra le previsioni per la sicurezza nel 2026, un anno dove l’AI diventa sempre più determinante

    sicurezza-supply chain
    Marco Bavazzano, CEO di Axitea

    La sicurezza d’impresa entra nel 2026 con un cambio di paradigma che ha pochi precedenti. L’Intelligenza Artificiale non è più solo una tecnologia abilitante: è una dimensione del rischio e, allo stesso tempo, la leva primaria di difesa. Attorno a questa trasformazione ruotano fenomeni che toccano tutti i settori: supply chain globali più interconnesse e fragili, manifattura sempre più smart, convergenza tra sicurezza fisica e digitale, e una continuità operativa che diventa criterio dirimente per la competitività. 

    Il punto non è “se” tutto questo impatterà le aziende, ma “come” saremo in grado di governarlo. Come Axitea, vediamo cinque traiettorie principali che – prese insieme – ridisegnano la sicurezza nel 2026 e oltre. 

    AI contro AI: quando l’avversario è un algoritmo 

    Gli attacchi di nuova generazione non si limitano a sfruttare vulnerabilità software: mettono in campo AI generativa per scrivere un codice malevolo, orchestrare campagne di social engineering personalizzate e adattarsi in tempo reale alle difese. La risposta efficace non può essere un patchwork di strumenti: richiede modelli proprietari e una lettura comportamentale degli eventi. 

    Dal nostro punto di vista, il vero salto di qualità consiste nel trasformare il SOC in un sistema nervoso capace di correlare segnali che provengono da domini diversi: rete, cloud, endpoint, ma anche accessi fisici e video. È in quelle correlazioni “deboli” che l’AI di difesa trova i pattern utili a fermare l’attacco prima che diventi incidente.
    La velocità è tutto: rilevare in secondi, reagire in millisecondi, con l’umano che rimane al centro per supervisione e responsabilità. 

    Ransomware 2.0: dall’estorsione al fermo operativo 

    Il ransomware ha cambiato pelle. Non si tratta soltanto di cifrare e chiedere un riscatto: oggi sottintende una doppia e talvolta tripla estorsione, colpisce la filiera dei fornitori, punta agli ambienti OT per massimizzare l’impatto. Il risultato? Il rischio non è solo la perdita di dati: è la paralisi del business. 

    La resilienza diventa quindi una disciplina: backup immutabili, ripristino automatizzato e test periodici; strutture di privilegio minimo e segmentazione per impedire il movimento laterale; piani di crisi che includano non solo l’IT, ma anche produzione, logistica e impianti critici.
    Per Axitea, l’obiettivo è ridurre tempo e ampiezza del danno: non promettere l’invulnerabilità (che non esiste), ma garantire il ritorno alla normalità con tempi certi. 

    Convergenza fisico–cyber: una sola regia, più sicurezza 

    Nel 2026 cade la barriera tra sicurezza fisica e digitale. Un accesso fuori orario, una telecamera manomessa, un badge sospetto: sono eventi che – se letti insieme a indicatori informatici – cambiano la storia di un incidente. La prevenzione migliora, la risposta diventa più mirata, l’incertezza si riduce. 

    Quando il fisico e il digitale dialogano, la sicurezza smette di inseguire i problemi e ritorna a prevenirli. 

    OT e manifattura smart: proteggere la produttività, non solo i dati 

    La fabbrica intelligente è diventata un ecosistema software: PLC, HMI, SCADA, sensori, robotica collaborativa. Qui la priorità non è solo la confidenzialità: è soprattutto l’availability. Un allarme sbagliato può fermare una linea; un aggiornamento non pianificato può impattare un turno intero. 

    Axitea sostiene la creazione di SOC ibridi IT/OT: competenze congiunte, supervisione dei processi, analisi dei protocolli industriali, architetture di rete segmentate secondo le best practices, e una governance che tenga conto dei vincoli di produzione. È la strada per unire sicurezza e efficienza, evitando conflitti tra obiettivi.
    La protezione del know-how produttivo è il cuore della competitività: difendere l’OT significa difendere l’impresa. 

    Supply chain sotto pressione: fiducia come metrica operativa 

    La dipendenza dai fornitori è cresciuta esponenzialmente. Di conseguenza, il perimetro dell’azienda coincide con quello della sua filiera. In questo contesto, parlare di fiducia ha senso solo se diventa misurabile. 

    Il passo avanti che vediamo nelle organizzazioni più mature è l’adozione di rating di sicurezza dei fornitori. Non è controllo per il controllo: è collaborazione informata.
    Per Axitea, la supply chain sicura è un patto: trasparenza, tempi di remediation dichiarati, canali di comunicazione dedicati e clausole contrattuali che rendono la sicurezza parte della prestazione, non un allegato. 

    Dal SOC al Security NOC: continuità operativa come obiettivo comune 

    La conclusione naturale di questa evoluzione è il passaggio dal SOC a un Security NOC: una control room che integra detection & response, orchestrazione dei ripristini, supervisione di impianti fisici e flussi OT, con una priorità condivisa: la continuità dei servizi essenziali. 

    Questa regia unica consente decisioni più rapide, riduce i tempi di fermo, assegna risorse dove contano davvero. È un’evoluzione pragmatica, non un esercizio di stile: nasce dall’esigenza, sempre più diffusa, di governare la complessità con una sola catena di comando. 

    Il punto di vista di Axitea: sicurezza come abilitatrice di affidabilità 

    Tutta questa trasformazione ha un filo rosso: portare la sicurezza al servizio dell’affidabilità. Non si tratta di accumulare tecnologie, ma di integrare. Non si tratta di rincorrere indicatori, ma di interpretarli. E soprattutto, non si tratta di alzare barriere, ma di garantire continuità. 

    Come Axitea, investiamo su tre direttrici complementari: 

    1. AI proprietaria e SOC comportamentale per leggere il rischio in tempo reale. 
    1. Convergenza fisico–cyber e SOC ibridi IT/OT per garantire prevenzione e disponibilità. 
    1. Security NOC per orchestrare risposta e ripristino con una visione endtoend. 

    La promessa è semplice: ridurre l’impatto, accelerare il ripristino, semplificare la governance. Perché nel 2026, la vera differenza competitiva non sarà tra chi non viene attaccato e chi sì – sarà tra chi torna operativo in ore e chi impiega giorni. 

    Il 2026 è l’anno in cui la sicurezza smette di essere un reparto e diventa una capacità dell’impresa. L’AI è il nuovo perimetro, la filiera è parte integrante dell’azienda, la fabbrica è software, e la regia deve essere unica.
    Se sapremo guardare alla sicurezza come a un fattore di affidabilità, non come a un costo di conformità, avremo fatto il passo più importante: trasformarla da scudo a vantaggio operativo. 

    A cura di Marco Bavazzano, CEO Axitea

    Axitea sicurezza 2026
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