Gli investimenti per la realizzazione dei data center continuano a crescere a livello globale: i sistemi elettrici segnano un aumento del 6,5% da inizio 2025 a €2.157/kW, mentre il valore OFCI (Overall Facility Capital Investment) ha raggiunto il massimo storico del periodo a €3.807/kW. È quanto emerge dal Q3 Data Center Commercial Report di BCS Consultancy (BCS), società di consulenza globale nel settore dei data center, che conferma una previsione di crescita annualizzata delle spese di capitale del 5-8% fino al 2029, trainata da domanda AI, carenza di manodopera specializzata e lead time fino a 156 settimane per trasformatori ad alta tensione.
In Italia, Milano continua a guidare la domanda hyperscale, ma l’accesso alla rete elettrica resta il principale ostacolo: le richieste di connessione presentate a Terna hanno raggiunto circa 95GW, ben oltre la capacità realisticamente erogabile. Il nuovo framework Single Authorisation (MASE, luglio 2026) ha semplificato l’iter autorizzativo, ma non risolve il nodo infrastrutturale.
“Il mercato italiano resta altamente attivo, ma la capacità energetica è diventata il discrimine principale tra iniziative concrete e sviluppi speculativi,” dichiara Martin Horacek, Service Director Italy di BCS Consultancy. “Stiamo vedendo un chiaro shift verso infrastrutture con power secured, funding confermato e permitting avanzato. I siti brownfield e le location alternative fuori Milano stanno guadagnando interesse proprio per questo motivo.”
Costi in crescita, supply chain sotto pressione
Secondo il report BCS – basato su oltre 300 progetti globali, £20 miliardi di advisory work e più di 5GW di IT load realizzato – la stabilizzazione temporanea degli esborsi registrata a fine 2025 si è conclusa. Nel secondo trimestre 2026 si registra una rinnovata pressione al rialzo su diversi fronti:
· Sistemi elettrici: +6,5% da Q1 2025 a €2.157/kW
· External works: +18% nello stesso periodo (dalla base costo più bassa)
· OFCI complessivo: €3.807/kW, il livello più alto nel periodo di reporting BCS
· CSA (Customer Service Area) e mechanical: crescita moderata
I principali driver di spesa includono volatilità dei prezzi di rame e alluminio, carenza di manodopera specializzata (il 96% degli operatori prevede aumento della domanda di personale qualificato) e lead time critici che impattano direttamente sui programmi di delivery e spaziano dalle 18 alle 156 settimane per trasformatori EHV (extra high voltage), generatori diesel/gas, sistemi UPS, chiller e sistemi di raffreddamento, fibra ottica ad alta capacità.
Il collo di bottiglia infrastrutturale: non solo Italia
Il problema dell’accesso alla rete elettrica non è limitato al mercato italiano. Il report evidenzia dinamiche simili in tutti i mercati europei.
Regno Unito: 125GW di richieste speculative di connessione (da 41GW in meno di 12 mesi) contro 5,2GW di connessioni attese entro il 2030 secondo NESO (National Energy System Operator). Il governo britannico ha proposto AI Growth Zones e sta valutando Developer-led HV infrastructure e microgrids come alternative
Germania: Francoforte conferma la leadership europea ma le utility non riescono a garantire date di allaccio su diversi progetti principali
Sudafrica: i progetti proposti a Cape Town richiederebbero 580MW, circa il 34% dell’attuale fornitura elettrica della città.
“La disponibilità di potenza è ormai il principale fattore decisionale in quasi ogni mercato coperto dal nostro Q3 report,” aggiunge Horacek. “I developer che possono permettersi di costruire la propria infrastruttura HV o ricorrere a generazione on-site si muoveranno più velocemente. Gli altri restano bloccati nelle code standard di connessione.”
Mercato italiano: opportunità e vincoli
In Italia, la garanzia di fornitura e i tempi di connessione alla rete restano i principali limiti. Nel corso del Q3, il framework Single Authorisation è entrato in fase di implementazione con le linee guida operative MASE pubblicate a luglio, semplificando il processo autorizzativo per i progetti data center oltre 1MW.
Tuttavia, la carenza di risorse specializzate – in particolare project manager con esperienza data center, personale di costruzione qualificato e tecnici MEP specialist – e la pressione su apparecchiature elettriche long-lead richiedono procurement anticipato e gestione attenta del programma.
Il mercato si sta spostando progressivamente verso progetti con caratteristiche consolidate: potenza garantita, funding confermato, permitting avanzato. Le principali opportunità restano concentrate su Milano e il Nord Italia, ma location brownfield e siti alternativi stanno guadagnando trazione commerciale.
Tre trend che stanno ridefinendo il settore
Il report Q3 evidenzia tre dibattiti tecnici e strategici che stanno influenzando design, costi e delivery:
1. Distribuzione 800V DC vs AC tradizionale
La distribuzione 800V DC ottimizza l’efficienza dei sistemi UPS tradizionali eliminando i passaggi intermedi di conversione, con potenziali risparmi di costruzione del 10-12% grazie a cavi e busbar di dimensioni ridotte e footprint elettrico più compatto. Il Total Cost of Ownership (TCO) potrebbe risultare inferiore grazie a minori consumi energetici. Tuttavia, la tecnologia resta in fase concettuale, senza prodotti commerciali maturi sul mercato, e comporta un investimento iniziale (Capex) superiore del 20-30% per i quadri elettrici.
2. Neoclouds: la rivoluzione compute per l’AI
I fornitori specializzati in infrastruttura GPU per AI/HPC (Neoclouds) stanno crescendo rapidamente per colmare il gap lasciato dai cloud provider generalisti. Synergy Research Group stima ricavi annuali in crescita da $20 miliardi (2025) a $190 miliardi (2030), con un CAGR superiore al 50% che sta accelerando la domanda di capacità high-density, AI-ready e power-intensive, con nuovi modelli di procurement e customer profile.
3. Brownfield e critical infrastructure
Con vincoli su greenfield sempre più stringenti, i siti esistenti con connessione elettrica attiva stanno diventando il percorso più rapido per mettere online capacità AI, specialmente per inference workload. Le previsioni indicano una crescita dell’inference capacity al 35% CAGR 2025-2030, raggiungendo 93,3GW entro il 2030. Operatori e investitori stanno rivalutando il valore strategico dei siti esistenti, con strategie di retrofit selettivo e repurposing in forte accelerazione.
Outlook 2026-2029
BCS conferma la previsione di crescita annualizzata dei costi di costruzione del 5-8% fino alla fine del 2029, con variazioni regionali significative. I mercati con maggiori vincoli su grid capacity, labour availability e supply chain depth registreranno la pressione inflazionistica più elevata.
“Nonostante la moderazione dell’inflazione generale, l’impegno economico per i data center continuerà a crescere in modo costante fino al 2029 a causa delle pressioni combinate derivanti da domanda AI, requisiti di potenza e raffreddamento, carenze di manodopera qualificata, aumento dei prezzi dei materiali e vincoli di capacità,” conclude Horacek. “Procurement anticipato, benchmarking robusto e engagement attivo con la supply chain restano critici per gestire rischio e mantenere certezza sui programmi di delivery.”
Il prossimo Data Center Commercial Report di BCS sarà pubblicato a gennaio 2027.

