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    I leader IT più giovani spingono per l’adozione dell’AI in azienda

    By Laura Del Rosario06/10/20236 Mins Read
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    Il nuovo Digital Infrastructure Report di Colt Technology Services rileva che i leader IT di età compresa tra i 25 e i 34 anni sono i più propensi nell’adozione dell’intelligenza artificiale nelle varie applicazioni aziendali

    leader-IT
    Foto di Daniel Mena da Pixabay

    Colt Technology Services, la società di infrastrutture digitali, ha pubblicato il suo nuovo report “Building intelligence into your business”. I risultati evidenziano un nuovo trend tra i giovani decisori IT che stanno guidando l’adozione dell’IA nelle aziende. I dati rivelano che complessivamente il 91% delle aziende intende adottare l’IA in qualche forma, segnando un notevole aumento rispetto al 33% del dicembre 2022. L’83% dei leader IT prevede anche un conseguente aumento della spesa per l’infrastruttura IT/digitale nei prossimi 12 mesi per supportare le applicazioni aziendali, tra cui l’IA e la rete On Demand, e uno su quattro afferma che la spesa crescerà tra il 21 e il 30%.

    I risultati rivelano anche che ci sono grandi speranze che l’infrastruttura digitale supporti obiettivi aziendali più ampi, dagli impegni ESG alla fidelizzazione dei dipendenti, poiché reti aziendali potenti e sostenibili costituiscono le fondamenta del business del futuro.

    Keri Gilder, CEO di Colt Technology Services, ha dichiarato: “Il 2023 sarà ricordato come l’anno in cui l’IA generativa è diventata mainstream in qualsiasi contesto, quindi quest’anno abbiamo riorientato il nostro consueto report sull’infrastruttura digitale per monitorare il monumentale impatto dell’IA sulle aziende. Tra tutte le intuizioni evidenziate in questo entusiasmante report, il punto più importante per me è l’emergere di un’infrastruttura digitale intelligente come centro propulsore di un business progressivo.”

    Lo studio è stato condotto su 755 leader IT tra Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Singapore e Spagna e ha rivelato che i responsabili IT di età compresa tra i 25 e i 34 anni sono più propensi, rispetto a quelli di età compresa tra i 35, i 44 e i 45-54 anni, ad implementare l’IA nelle varie funzioni aziendali quotidiane, tra cui la gestione del rischio (58%), le vendite (53%), le risorse umane (53%), il rilevamento delle frodi (51%), la fornitura di servizi/prodotti (51%) e la ricerca e sviluppo (45%). In confronto, i leader IT di età compresa tra i 45 e i 54 anni erano più propensi a utilizzare l’IA solo per scopi di marketing (47%) e formazione (43%). Mentre quelli di età compresa tra i 35 e i 44 anni per implementare applicazioni AI personalizzate (44%) o per la sicurezza (46%). 

    La ricerca evidenzia inoltre notevoli differenze tra i Paesi nell’adozione e nell’introduzione dell’IA:

    • L’Italia e la Germania hanno ottenuto il punteggio più alto per l’introduzione dell’IA nel rilevamento delle frodi (50%) e la Germania ha ottenuto il punteggio più alto anche per l’applicazione dell’IA nella customer experience (50%).
    • Giappone e Singapore sono all’avanguardia nell’adozione dell’IA. In particolare, il Giappone ha rilevato la più alta applicazione dell’IA per la fornitura di servizi/prodotti (55%), mentre Singapore ha ottenuto il punteggio più alto per l’uso dell’IA nell’infrastruttura digitale (52%).
    • In tutte le fasce d’età e in tutti i Paesi presi in esame, l’utilizzo dell’IA è stato più diffuso quando l’IA è stata utilizzata come parte della gestione dell’infrastruttura digitale delle aziende – come rilevato dal 45% degli intervistati – del rilevamento delle frodi (45%) e delle risorse umane (45%).
    • I responsabili IT di Francia (27%) e Germania (21%) sono i più propensi a indicare l’IA come il principale fattore di spesa per l’IT/tecnologia nei prossimi 12-14 mesi.

    Grandi investimenti e grandi speranze

    Grazie ad una più ampia comprensione dei vantaggi strategici dell’infrastruttura digitale, le organizzazioni stanno adottando sempre più nuove pratiche lavorative e applicazioni tecnologiche di alto profilo colmando così il divario tra consumatori e aziende e influenzando la spesa IT: il 92% dei leader IT coinvolti nell’indagine ha già investito o intende investire in infrastrutture digitali intelligenti* e, in media, l’aumento della spesa per le infrastrutture IT/digitali è previsto in crescita del 17% nei prossimi 12 mesi. La Spagna (23%) e il Giappone (21%) prevedono che gli investimenti cresceranno al ritmo più alto di tutti i Paesi. I leader IT italiani prevedono invece, una crescita della spesa del 15%, quelli tedeschi meno, con il 12%.

    I leader IT britannici (22%), i giapponesi (24%), gli italiani (19%) e i singaporiani (21%) sono i più propensi ad affermare che la sicurezza è il fattore chiave per la loro spesa IT/tecnologica nei prossimi 12-14 mesi. Al contrario, i francesi (27%) e i tedeschi (21%) sono i più propensi a indicare l’intelligenza artificiale, mentre gli spagnoli (29%) sono i più propensi a indicare il consolidamento dei partner. La trasformazione digitale rimane un fattore chiave per gli intervistati in Germania (20%) e in Italia (19%).

    I risultati ci indicano anche che, grazie all’infrastruttura digitale, le aziende stanno cercando di ottenere un vantaggio competitivo, di rendere felici i dipendenti e di contribuire ai loro obiettivi ESG. Sostenibile per concezione, l’infrastruttura digitale è infatti costruita per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente. I leader IT intervistati hanno illustrato le aree in cui sperano di migliorare grazie ad un’infrastruttura intelligente:

    • Efficienza aziendale indicata dal 90%, che sale al 94% per Singapore, Italia 88%
    • L’esperienza del cliente 86%, Italia 83% che sale al 90% per Singapore
    • Fidelizzazione dei dipendenti per l’89%, che sale al 98% per il Giappone e al 91% per la Francia. Quest’area migliorerà per l’86% dei decision maker italiani.
    • L’86% sperano che l’infrastruttura intelligente gli aiuterà a raggiungere gli obiettivi ESG, arrivando al 93% sia in Giappone che a Singapore e al 92% in Francia. In Italia “solo” il 76%.
    • Migliorare la sicurezza: dall’89% al 90% per l’Italia
    • Ottimizzare la spesa: dall’88% al 91% per l’Italia.
    • Ridurre i tempi di inattività: dall’89% al 93% per il Giappone e al 91% per la Germania. In Italia l’85%.
    • Aiutarli ad accelerare verso nuovi mercati: dall’88% al 93% in Giappone, al 93% in Francia e all’83% in Italia.

    “Abbiamo raggiunto un momento decisivo, in cui le imprese guardano alla rete per risolvere le sfide strategiche del business – ha detto Keri – L’infrastruttura digitale non è più un mezzo per collegare A a B, ma è il motore dell’economia globale”.

    * I leader IT senior intervistati hanno citato una serie di funzionalità quando è stato chiesto loro di definire il significato di infrastruttura digitale intelligente. La maggior parte di loro ha risposto che:

    1.              Controllo da qualsiasi dispositivo (21%)

    2.              IA generativa (ad es. stile ChatGPT) (20%)

    3.              Manutenzione predittiva (20%)

    4.              Apprendimento dai modelli di utilizzo (20%)

    5.              Reti autorigeneranti (20%)

    6.              Bare metal on demand (19%)

    7.              Consumo flessibile di banda (19%)

    8.              Reporting automatico (19%)

    9.              Funzioni di rete virtualizzate on-demand (19%)

    Colt Technology Service intelligenza artificiale (AI)
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    Laura Del Rosario

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