Ibm System 360

Era il lontano 7 aprile 1964 quando veniva annunciata la prima famiglia di mainframe computer: l’Ibm System 360. Sono passati esattamente cinquant’anni, e CA Technologies – azienda nata nel 1976 con il preciso obiettivo di offrire agli utenti del mainframe nuove soluzioni in grado di ottimizzare gli aspetti gestionali legati ai dati, alle applicazioni mission critical, alla messa in sicurezza e allo sviluppo -, per l’occasione, ha deciso di organizzare una conferenza stampa per festeggiare l’evento. La storia narra di un passato glorioso per la piattaforma mainframe; per quanto riguarda il presente, invece, una importante fotografia la fornisce l’indagine ‘Il Mainframe nella Digital Enterprise’ condotta a marzo 2014 dalla società di analisi NetConsulting su un campione di aziende che utilizzano Ibm System z.

Fabio FregiI risultati della ricerca sono stati resi noti nel corso dell’evento sopra-citato ’50 anni e non sentirli: Buon Compleanno Mainframe!’, tenutosi ieri nel panorama milanese e organizzato da CA Technologies, “azienda legata a doppio filo con il mainframe”, come ha dichiarato Fabio Fregi – amministratore delegato di CA Technologies Italia. La stessa azienda negli anni ha consolidato la sua posizione di rilievo in questo panorama; a conferma di ciò vanno sottolineati i 2,5 miliardi di dollari di fatturato nel 2013 derivanti dal mondo mainframe su un totale di 4,6 miliardi. Va inoltre segnalata l’apertura del centro di ricerca e sviluppo di Praga, che sottolinea ancora una volta la grande attenzione di CA Technologies verso la piattaforma mainframe.

Dati alla mano…il mainframe è vivo

I dati emersi dalla ricerca ed esposti alla platea da Rossella Macinante, Practice Leader di NetConsulting, parlano di una piattaforma che continua a costituire l’ossatura dei data center in ambito finanziario, manifatturiero e della pubblica amministrazione. Secondo quanto emerso dai responsabili delle infrastrutture – Cio e Cto – delle aziende interpellate, nel 2014 la piattaforma è ancora insostituibile in termini di affidabilità, resistenza ai guasti, sicurezza, gestione e conformità.
Nello specifico, negli ultimi anni il mercato italiano del mainframe ha registrato una crescita continua. A fine 2013 il totale dei 
Mips (Million Instructions Per Second) sulle piattaforme System z e precedenti ha superato la cifra di 1,2 milioni, con un sostanziale raddoppio della base installata dal 2007 e una crescita su base annua del 10,7%.

Particolarmente interessante è la visione prospettica che conferma anche per il 2013 e 2014 un trend stabile o positivo per quanto riguarda la potenza dei sistemi utilizzati. Le aziende intervistate mostrano in prevalenza di aver aumentato la base installata sulla piattaforma mainframe nel corso del 2013, con un incremento tra il 5% e il 10% dichiarato dal 40% del campione. La stessa incidenza si riscontra per le aziende che hanno mantenuto costante la potenza del mainframe nel 2013. In entrambi i casi si tratta di aziende del settore finanziario, che prevedono inoltre un aumento anche per il 2014 (dichiarato dal 27% del campione).
L’affidabilità del mainframe continua a essere associata alla 
criticità delle applicazioni che vi risiedono in misura esclusiva o prevalente.

Al primo posto tra i piani evolutivi relativi al mainframe all’interno dei sistemi informativi dell’87% delle aziende intervistate spicca la maggiore integrazione che la piattaforma avrà con ambienti Web e con ambienti distribuiti. In ottica di maggiore integrazione con gli ultimi paradigmi dell’informatica distribuita, i piani evolutivi del 62,5% del campione interpellato evidenziano come prioritaria anche la necessità di una parziale riscrittura di applicazioni che, soprattutto nel settore bancario, risultano molto datate.

La ricerca commissionata da CA Technologies affronta inoltre il nodo della correlazione tra il ruolo futuro del mainframe e i cinque macro-trend che stanno registrando un impatto sulle divisioni It delle principali aziende italiane: la sicurezza, i Big Data, l’enterprise mobility, il cloud e il next generation data center. Secondo il parere espresso dal 90% degli intervistati, sicurezza e Big Data sono aree ad alta strategicità aziendale che parallelamente vedranno una marcata rilevanza del mainframe.
Viceversa, la percezione relativa all’importanza degli sviluppi infrastrutturali in direzione dell’enterprise mobility e del cloud è al momento accompagnata da una scarsa visione del possibile ruolo del mainframe in tali contesti. In particolare per il cloud, il ruolo del mainframe viene giudicato dal 73% degli intervistati secondario o marginale.

Analizzando i vantaggi evidenziati dalle aziende intervistate, si osserva come sicurezza, disponibilità di applicativi e scalabilità vengono considerati i maggiori pregi della piattaforma mainframe.
Dall’indagine emergono tuttavia anche alcune 
aree di criticità. La prima riguarda la scarsa disponibilità di competenze e figure tecniche rivolte alla gestione e allo sviluppo in ambiente mainframe, dovute anche alle carenze a livello accademico e formativo. Il 64% degli interessati dichiara di voler affrontare questo problema potenziando i programmi di formazione interna; solo una minoranza dei casi intende ricorrere a fornitori esterni (27%) o all’outsourcing del mainframe (9%). Tra le aree da migliorare le aziende interpellate citano inoltre costi fissi elevati, scarsa integrazione applicativa con altri ambienti e Tco più elevato.

Ricambio generazionale: un problema da non sottovalutare

Soffermandosi proprio sulle criticità, Bruno Lamborghini – presidente di Aica – intervenuto alla conferenza di ieri, ha segnalato carenze a livello formativo. Nel nostro Paese, a detta di Lamborghini, è drasticamente diminuita negli ultimi anni la ‘produzione’ di informatici; informatici, appunto, che non devono più essere visti come tecnici, ma come organizzatori con competenze trasversali. Da qui segue la chiara necessità di “investire maggiormente nelle persone”.

Come ha dichiarato Annamaria Di Ruscio, Partner and General Manager di NetConsulting: “La piattaforma mainframe costituisce la cassaforte dei dati”, tenuto conto della criticità degli stessi. Occorre dunque investire nella formazione per non perdere la combinazione.