Security Summit 2016: il bilancio dell’appuntamento romano

Chiusa la tappa nella capitale dedicata alla sicurezza delle informazioni delle reti e dei sistemi informatici

Sono stati oltre 400 i partecipanti alla tappa romana del Security Summit, organizzato da Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica e Astrea, agenzia di comunicazione e marketing specializzata in eventi b2b.

Al centro del dibattito i settori più critici per la sicurezza ed in particolare i servizi online e cloud (categoria che comprende i principali sistemi di Webmail, i Social Network, siti di e-Commerce e piattaforme Cloud pubbliche) che hanno registrato il più grave aumento in valore assoluto degli attacchi mai consuntivato (+81%), e le organizzazioni governative e militari, che rappresentano il 22% dei soggetti colpiti nell’ultimo anno.

I ricercatori del Clusit hanno inoltre rilevato per la prima volta attacchi cybercrime nel settore dell’Ospitalità – organizzazione alberghiere, ristoranti, residence e collettività – sferrati negli ultimi mesi con l’obiettivo di colpirne gli utenti.

Durante l’evento è stata inoltre affrontata in maniera inedita l’analisi delle organizzazioni criminali, evidenziandone il vero e proprio “modello di business” alla base e i rischi per le imprese reali. Proprio per la loro struttura e ramificazioni, le aziende che operano nel cybercrime costituiscono oggi un problema per tutti, dal privato cittadino alla piccola e media azienda, alle grandi realtà.

Nel corso delle due giornate romane di Security Summit il rischio “Cyber” è stato analizzato anche guardando alle evoluzioni del mercato: nuovi scenari globali impongono infatti oggi alle aziende – anche alle più piccole – di non sottovalutare i pericoli che provengono dalla rete. In questo contesto può essere molto utile per le aziende l’integrazione di coperture assicurative tradizionali, nonché la valutazione di nuove polizze cyber e del trasferimento del rischio residuo.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata a SPID – l’elemento cardine dell’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana, nonché il tassello su cui si baserà la sicurezza dell’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione e ai soggetti privati aderenti – svelando per la prima volta gli elementi fondativi di sicurezza della norma tecnica che disciplina i requisiti a cui i Gestori di Identità dovranno conformarsi per erogare i propri servizi ai cittadini.