Massimo Tripodi, Talend

Una vocazione verso l’innovazione che fonda le sue radici in Francia, anche se dal 2010 la società si è trasferita negli Stati Uniti, aggredendo di recente nuove aree di mercato, tra cui l’Italia. E’ Talend, società specializzata in soluzioni open source di big data e integrazione dei dati, sbarcata nel nostro Paese a maggio 2016 con una sede a Milano e che sempre nel 2016 è stata prima quotata in borsa, con un buon riscontro, e poi è entrata nel Magic Quadrant di Gartner per Data Quality, Master Data Management e Data Integration.
Massimo Tripodi, Sales Country Leader Talend Italia, era presente alla tappa italiana di Cloudera Sessions e per l’occasione ci ha spiegato il nuovo assetto della filiale nostrana della società ed i suoi punti di forza.

“Al momento Talend Italia conta, oltre che su di me, su una persona che si occupa di prevendite e di marketing. Per l’anno prossimo abbiamo però in programma un piano aggressivo di sviluppo che prevede l’apertura di un’altra sede a Roma e un’ulteriore potenziamento della forza vendita”.

L’Italia quindi può essere un Paese strategico nel business di Talend?

Assolutamente sì e la ragione è molto semplice. Attualmente, in relazione all’area EMEA, siamo molto forti in Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Gli azionisti e il mercato hanno però richiesto una maggiore copertura territoriale e da qui la decisione di espanderci in nuove countries. Tra queste l’Italia, un Paese che è costantemente nelle prime 5 posizioni come numero di download in EMEA della versione open source dei nostri prodotti. Era quindi naturale scegliere l’Italia, dove oltre che aprire una struttura di vendita diretta stiamo procedendo anche per sviluppare la rete indiretta di system integrator e partner.

Avete già fatto qualcosa in tal senso?

Abbiamo già acquisito alcuni partner ed abbiamo dei VAR storici. Abbiamo poi degli accordi globali con dei system integrator quali Accenture e Data Reply. L’obiettivo è quello di arrivare ad avere 5 VAR e 5 system integrator sul territorio nazionale.

Cosa comprende l’offerta di Talend?

Abbiamo una suite per gestire il dato a 360°, Data Fabric, che mette a disposizione tutta una serie di capabilities, che vanno dalla data governance, alla real time data integration, comprendendo tutta la parte di integrazione applicativa e quella che si definisce data preparation. La piattaforma può essere deliverata ai nostri clienti sia on premise che in cloud.

Qual è il vostro punto di forza rispetto ai competitors?

Quello che ci contraddistingue è il nostro approccio tecnologico particolarmente innovativo che consente di interagire con i sistemi sottostanti in modalità nativa.
Lato big data siamo l’unico vendor che interagisce con lo stack legato al mondo di Hadoop in modalità nativa e lo stesso tipo di approccio lo abbiamo anche con Spark, consentendo di svolgere analisi in memory, stime di dati, machine learning e così via.

E come pensate di muovermi per crescere ulteriormente?

L’obiettivo è quello di incrementare il numero dei clienti, che attualmente in Italia sono una ventina (a livello mondiale circa 2.000), portandoli a 50, oltre che di rafforzare la struttura di partner.
I nostri clienti sono presenti in maniera trasversale in tutti i mercati ma in Italia siamo particolarmente presenti nella distribuzione e nel retail, anche se abbiamo di recente acquisito un importante cliente in ambito assicurativo.

Quali sono i vostri driver?

Non ho dubbi: successo del cliente e innovazione. Essendo il nostro modello a subscription il cliente deve essere soddisfatto ed essendo presenti nel mondo open source la nostra piattaforma si presta ad essere espansa per supportare tutte le nuove tecnologie che si stanno affacciando a questo mondo. Siamo perciò indirettamente promotori di nuovi progetti che diventeranno degli standard nella gestione dei dati. Un fatto che ci consente una crescita ulteriore dal momento che i clienti si porranno necessariamente il problema di utilizzare quelle tecnologie e noi saremo lì a rispondere ai loro bisogni.

Il momento quindi è favorevole a spiccare il volo…

Al momento la domanda è enorme rispetto alla nostra attuale potenza. Ci sono quindi grandi prospettive sia in termini di qualità dei clienti che di strategicità dei progetti in cui entriamo. La nostra crescita è costante. Si pensi solo che nell’ultimo quadrimestre abbiamo registrato una crescita del 38% anno su anno, preceduto da un risultato analogo nel precedente quadrimestre.

Oggi si è parlato di IoT…

L’Internet of Things è un’opportunità grandissima, forse la più interessante, per il Paese, che sente forte l’esigenza di innovare sui processi di manifattura per acquisire maggiore competitività sui mercati internazionali. Si parla tanto di Industry 4.0 e Industrial Internet of Things. L’Italia poi è un Paese che ha delle reti (elettrica, telefonica, di distribuzione delle acque) che vanno ammodernate e l’IoT permette di fare un discorso di efficientamento ma anche di miglioramento della qualità.

Può fare qualche esempio?

Un caso esplicativo è quello di un’azienda olandese che ha implementato un progetto di IoT per l’agricoltura ecosostenibile. Questa società acquisisce terreni nel mondo per coltivare vari tipi di cibo. Talend si occupata di costruire l’infrastruttura software per gestire tutti i dati che arrivano dai sensori e per costruire la modellistica che consente di capire al meglio come ottimizzare la quantità di fertilizzante da utilizzare basandosi su composizione chimica del terreno e condizioni meteorologiche. Questo ha consentito di fare efficientamento, di organizzarsi meglio ma anche di migliorare la qualità del prodotto che vengono proposti al cliente finale.
Un caso che calza bene anche per l’Italia, un Paese che ha una grande tradizione agricola.

E il ruolo di Talend qual è in questo scenario?

Talend è già pronta per supportare questo tipo di progetti e stiamo valutando con alcuni clienti e alcuni partner degli scenari implementativi reali. L’approccio è quello di fare delle cose semplici all’inizio per poi scalare man mano secondo i bisogni”.