Hybrid IT: il nuovo modello standard

Tra le ragioni della scelta: la domanda degli utenti finali, i costi, le sfide occupazionali e la capacità limitata dei data centre

Il nuovo report di Dimension Data, fornitore globale di soluzioni e servizi ICT, esamina lo stato attuale delle implementazioni di hybrid IT così come i requisiti chiave e i driver che determinano le decisioni relative al workload-placement.

La ricerca condotta su 1.500 responsabili decisionali che operano in diversi settori industriali negli Stati Uniti, Europa, Asia Pacifica e Sud Africa, rivela che l’hybrid IT si sta affermando come modello aziendale standard, ma le ragioni di questa adozione sono diverse. Tra le principali ragioni che spingono verso l’IT ibrido, le aziende di Hong Kong, UK e Stati Uniti identificano più spesso la domanda degli utenti finali, mentre gli intervistati di Francia, Singapore e Sud Africa riportano più frequentemente i costi. Le aziende malesi annoverano ragioni legate alle sfide occupazionali e quelle tedesche menzionano la capacità limitata dei data centre tra i fattori motivanti più comuni.Cosa frena l'adozione dei servizi hosted

Il report “Success Factors for Managing Hybrid IT” evidenzia come la gestione degli ambienti IT ibridi (il 41% degli intervistati) risulti essere una delle tre principali sfide di implementazione.

Jason Goodal, Group CEO di Dimension Data, afferma: “Con il trasferimento dei dati e dei processi in ambienti cloud e non-cloud tra loro diversi si rende necessario un nuovo modello di gestione e i primi a subire la pressione di questo cambiamento sono i responsabili IT. La gestione di ambienti differenti e la relativa sicurezza costituiscono le nuove sfide da affrontare. L’automazione è un elemento importante in quanto riduce i costi operativi così come le problematiche causate dalla crescente complessità dei processi. Molto semplicemente, si può affermare che, nel panorama attuale, non è più appropriato o conveniente eseguire queste attività manualmente.”

La migrazione dei dati emerge dalla ricerca come una prova con cui confrontarsi e il 44% degli intervistati ritiene che, nel processo di scelta di migrazione dei workload o dello spostamento verso nuove sedi, non è semplice individuare e selezionare le modalità migliori.

Se il 38% delle aziende intervistate dichiara di utilizzare l’automazione per accelerare la migrazione delle applicazioni, il 48% afferma che questa migrazione è manuale e laboriosa o che utilizzano risorse interne. Attualmente, la migrazione delle applicazioni e dei dati rimane ancora un’operazione complessa e costosa per la maggior parte delle organizzazioni.

Sulla base di quanto dichiarato da Kelly Morgan, Research Vice President, Services di 451 Research, i servizi gestiti sono diventati una componente chiave nell’erogazione di servizio per una vasta gamma di infrastrutture e prodotti applicativi. “I fornitori di servizi in grado di offrire un portfolio completo di servizi gestiti a copertura di un più ampio range di opzioni infrastrutturali potranno così soddisfare tutti i requisiti cloud aziendali,” spiega Morgan.