La rete del futuro: smart, automatizzata, sicura e che impara da sola

Cisco reinventa il concetto di rete che si evolve in continuazione grazie all’intelligenza artificiale e agli analytics

In un mondo che viaggia ad una velocità fino a qualche anno impensabile, le imprese sono chiamate, attraverso la digitalizzazione, ad innovare così da raggiungere i livelli di efficienza e flessibilità necessari a competere sul mercato. Per rendere però efficace questo processo di digital transformation è necessaria un’infrastruttura adeguata sulla quale costruire il business di domani. Proprio in questa direzione Cisco ha ridisegnato la rete del futuro per renderla idonea ai bisogni delle imprese.

“Smart, semplice, automatizzata e sicura. Sono queste le caratteristiche della rete Cisco in grado di superare il concetto tradizionale di rete stessa, ora non più gestibile con approcci tradizionali in quanto ormai insostenibile a causa dell’arrivo dell’Internet of Things e dello sviluppo della mobility e del cloud. Nasce così un nuovo concetto di rete, non più hardware-driven ma software-driven, dove le singole parti vengono a fondersi in un unico ecosistema” ha spiegato Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia.

L’azienda americana lancia così la Cisco Digital Architecture (DNA), un portfolio hardware e software il cui cuore pulsante è senza dubbio il DNA Center, una dashboard centralizzata ed intuitiva che fornisce ai team IT un approccio Intent-based che spazia tra progettazione, provisioning, policy e assurance.

Grazie ad un sistema di analytics e ad uno di business intelligence associati alla rete (network data platform and assurance), quest’ultima è in grado di imparare costantemente ed evolversi a seconda delle esigenze di business stesse. Vengono così studiati una serie di dati di contesto che permettono di offrire esperienze personalizzate e attività più veloci, grazie ad sistema di machine learning integrato che consente di attivare un comportamento predittivo della rete stessa. È possibile impostare policy che in automatico riescono a gestire milioni di dispositivi, riducendo così i tempi di provisioning del 66%: questo grazie ad un software defined-acesss, che come un fabric, è in grado di semplificare drasticamente l’accesso, da parte degli utenti, alla rete, ai dispositivi e alle cose, oltre che automatizzare le attività routinarie e giornaliere. Inoltre la rete, proprio sulla base delle informazioni acquisite, è in grado di suggerire al manager cosa fare per migliorarla automaticamente, creando così un processo di evoluzione dell’infrastruttura: maggiormente viene utilizzata, migliori saranno le prestazioni della rete.

Forte anche l’attenzione alla sicurezza. Lo studio dei dati e i modelli predittivi risultano un’arma vincente anche contro le minacce informatiche: a fronte di un aumento degli attacchi (l’80% delle imprese ne è stato vittima) e delle minacce con tecniche criptate (il 42% lo è), la nuova rete Cisco è in grado di “capire” la presenza di malware all’interno del traffico criptato, il che permette di rilevare il 99,99% delle minacce con uno 0.01% di falsi positivi.

Lato hardware, Cisco ha lanciato un nuovo portfolio di switch Catalyst 9000, oltre che una serie di servizi DNA, volti a favorire le aziende, anche grazie all’appoggio dei partner, nell’adozione del nuovo modello di networking, che esso sia parziale o totale. Ad oggi 75 aziende, tra cui la NASA e Royal Caribbean Cruises, stanno testando le prime trial di queste nuove soluzioni.