OVH accelera verso un cloud aperto, reversibile e interoperativo

È una OVH in accelerazione quella che al Summit 2017 ha accolto 2mila partecipanti e riunito un ecosistema davanti al quale sono stati annunciati 1,5 miliardi di euro di investimenti previsti entro il 2020 e una nuova fase di un piano strategico che mira a raggiungere un fatturato di un miliardo di euro nei prossimi tre anni.

Unica azienda europea del cloud a competere con i leader mondiali, come l’ha definita il suo CEO e Chairman, Octave Klaba, OVH non ha lesinato nemmeno nell’annuncio di nuove localizzazioni, nuovi datacenter, nuove offerte e mille assunzioni previste.

Tre nuovi marchi per l’offerta cloud di OVH
Inoltre, una ridefinizione della propria gamma di soluzioni porterà a brevissimo alla proposizione sul mercato di tre nuovi marchi.
–        “OVHcloud”, pensata per accompagnare le aziende alla ricerca di un’infrastruttura flessibile e scalabile basata sulle offerte di cloud pubblico, privato e ibrido. Include i server OVH ad alte prestazioni per la gestione di dati critici.
–        “OVHspirit”, si rivolge ad aziende e startup in fase di lancio, ma anche a imprese più mature che vogliono usufruire di server dedicati e VPS al miglior rapporto prezzo/prestazioni grazie a formule adattate al mercato di ogni Paese e specificità tecniche locali.
–        “OVHmarket”, si presenta come il servizio Plug & Play del Gruppo e propone soluzioni complete e accessibili a tutte le aziende: Web hosting, domini e, in alcuni Paesi, VoIP e xDSL.

Octave Klaba ha inoltre annunciato una nuova offerta destinata ai grandi Gruppi che permetterà loro di usufruire di tutti i vantaggi del cloud in datacenter privati dedicati a un unico cliente.

Verso un cloud aperto, libero e sicuro
L’OVH Summit 2017 è stato anche l’occasione per un annuncio importante in favore di un cloud più aperto, reversibile e interoperativo. L’iniziativa permetterà alle organizzazioni di concentrarsi sulle proprie strategie digitali e sullo sviluppo di nuovi servizi, senza il timore di restare vincolate in futuro alle tecnologie scelte.

Con oltre una ventina di altri sostenitori del cloud aperto, OVH ha così annunciato il lancio dell’iniziativa Open Cloud Foundation, organizzazione a vocazione internazionale che integrerà la totalità delle aree specialistiche del settore (fornitori, utenti, centri di ricerca, organismi pubblici) e i diversi livelli tecnologici (IAAS/PAAS/SAAS/Cognition).

La sua missione: promuovere gli standard tecnologici (e sviluppare quelli mancanti), partecipare a un dialogo pubblico sulle regolamentazioni e certificare i fornitori conformi ai valori dell’Open Cloud.
Questi valori ruotano attorno a quattro nozioni fondamentali:
–        la reversibilità dei dati, in modo che i clienti abbiano la libertà di scegliere e cambiare in qualsiasi momento il provider di infrastrutture senza alcun impatto sui propri dati;
–        l’interoperabilità per rendere i dati compatibili con il maggior numero possibile di soluzioni sul mercato;
–        la protezione dei dati da un punto di vista legislativo, in base al Paese in cui sono localizzati;
–        la questione della proprietà intellettuale degli algoritmi sviluppati da un cliente sulle infrastrutture di un provider.

L’Open Cloud Foundation contribuirà a migliorare le pratiche esistenti e, se necessario, ad accompagnare l’evoluzione normativa dei servizi cloud.
Nei prossimi tre mesi, la nuova organizzazione definirà il proprio statuto, la propria governance e la roadmap 2018.

Soluzioni e prodotti per un vero cloud ibrido
L’avanzamento di OVH verso un cloud aperto e interoperativo trova la sua origine nelle aspettative degli utenti e si applica a tutte le innovazioni del Gruppo.

Tra le principali novità annunciate sul palco dai direttori tecnici di OVH:
–        con la tecnologia Hybrid Cloud (HCX) i clienti OVH potranno migrare le proprie macchine virtuali a caldo e senza interruzione di servizio da un datacenter a un altro o dalla propria infrastruttura. Per i servizi non compatibili con la vRack Connect, HCX permetterà di connettere le infrastrutture di un cliente a qualsiasi datacenter OVH, ovunque nel mondo;
–        tramite l’API OpenStack o VMware Integrated OpenStack sarà possibile ordinare server dedicati in una soluzione OVH Cloud. Il Private Cloud OVH diventerà quindi compatibile con OpenStack;
–        il progetto Functions as a Service permetterà ai clienti di implementare in pochi click una funzione sviluppata internamente grazie a un’architettura serverless: Metrics, Logs Data Platform, Database as a Service;
–        la nuova generazione di Load Balancer consentirà la ripartizione dei carichi in modalità pubblica oppure in modalità privata tramite la vRack, disponibile nello Spazio Cliente o via API OVH e Openstack;
–        per rispondere alle esigenze future, OVH adotta tutti gli standard necessari per sviluppare algoritmi di Intelligenza Artificiale e ottimizza le infrastrutture destinate a supportarli: GPU, FPGA, NVMe su Private Cloud, Public Cloud e server dedicati disponibili a livello mondiale;
–        la certificazione ISO 27 001, già attribuita al Private Cloud OVH, presto sarà estesa anche alle offerte Public Cloud e server dedicati.

Per un ulteriore passo in avanti in materia di sicurezza, OVH annuncia l’arrivo di un nuovo livello di autenticazione disponibile per tutti i suoi clienti nel mondo: la YubiKey basata sullo standard FIDO U2F e distribuita in anteprima durante il Summit.