Assinter Italia, insieme alle principali associazioni ICT quali Aica, Assinform, Assintel, all’Agenzia per l’Italia Digitale e al MIUR hanno promosso il Rapporto dell’Osservatorio delle Competenze Digitali 2017.
Giunto alla sua terza edizione, l’Osservatorio rileva il quadro della situazione attuale e mette al centro le competenze digitali che possono e devono diventare un acceleratore per la crescita digitale del Paese.

Non è un caso, infatti, che le prime evidenze emerse sono che la domanda di professionisti ICT è in costante aumento, ma il mercato non riesce a trovarli. Allo stesso modo, le retribuzioni per queste professioni crescono, ma l’offerta di laureati ICT non è sufficiente.

Di questo si è parlato in occasione del seminario “Competenze Digitali 4.0 – Le Società in house per digitalizzare il Sistema Paese” che si è tenutosi presso CSI Piemonte e durante il quale è stato ufficializzato l’Osservatorio.

Obiettivo: favorire un confronto sull’importanza delle competenze digitali e promuovere una collaborazione forte tra PA, imprese e Università, al fine di contribuire a sviluppare il capitale umano necessario per attuare la trasformazione digitale di cui il nostro Paese ha bisogno.

Troppi diplomati e pochi laureati in percorsi ICT
Durante i lavori è emerso che, ogni anno, in Italia, la richiesta di professionisti ICT cresce mediamente del 26%, con picchi del 90% per le nuove professioni legate all’innovazione digitale come i Business Analyst e gli specialisti dei Big Data. C’è decisamente più richiesta nel Nord-Ovest, in cui si concentra il 48% della domanda.

Il lavoro dunque c’è ma molte posizioni che richiedono specializzazione in ICT restano scoperte. Per queste posizioni il mercato richiede il 62% di laureati e il 38% di diplomati, ma il nostro sistema formativo propone troppi diplomati e troppo pochi laureati in percorsi ICT.

L’85% delle PA intervistate ha bisogno di competenze digitali per far fronte alla digitalizzazione dei servizi a cittadini e imprese, legate ad esempio a Spid, PagoPA, Fascicolo Sanitario Elettronico. Ma è difficile reperirle all’esterno, a causa del blocco delle assunzioni, o farle evolvere in risorse già esistenti, per la difficoltà nel distoglierle da altre attività.

Le professioni del futuro
Tuttavia, le nuove professioni si chiameranno Change Manager, Agile Coach, Technology Innovation Manager, Chief Digital Officer, IT Process & Tools Architect e saranno costituite da un mix più articolato di competenze: saranno figure in possesso di competenze tecnologiche, manageriali e di soft skills quali leadership, intelligenza emotiva, pensiero creativo e gestione del cambiamento.

Dopo Torino, dove si è tenuta la prima tappa, l’evento itinerante del Road Show Competenze Digitali proseguirà nel corso di tutto il 2018, coinvolgendo altre importanti realtà ICT in house del Paese, quali Insiel e Innova Puglia.