Qboxmail: le API sono la nostra forza

Consentono di integrare i servizi di Mail Hosting della società direttamente nei software gestionali o di automazione aziendale utilizzati da clienti e rivenditori

Creare, modificare e gestire caselle email via API o pannello di controllo? E’ semplice grazie all’offerta di Qboxmail, società del Gruppo Welcome Italia che offre un servizio di mail hosting per web agencies, ISP, system integrator e aziende strutturate che spazia su un elevato numero di GB offerti in cloud, accompagnati da una gestione sicura e GDPR compliant. Il servizio offerto dalla società è altamente customizzato e garantisce email sempre sincronizzate, servizio antispam e antivirus ed un Archivio Email totalmente sulla ‘nuvola’ con uno spazio illimitato e 10 anni di storico. Le caselle email possono andare da 8 a 25GB e i messaggi sia inviati che ricevuti sono sempre sincronizzati fra PC e smartphone.

API: semplicità, apertura e personalizzazione

Punto di forza dell’offerta è il fatto che tutte le funzionalità possono essere gestite via API.qboxmail_cecchi_2

Le API consentono di collegare gli applicativi di Provisioning e Fatturazione a Qboxmail automatizzando i processi di attivazione dei nuovi servizi, a tutto vantaggio del cliente, che può in questo modo mantenere le proprie logiche di business senza doversi adattare a quelle dell’azienda che offre il servizio di mail server in cloud.

Le API di Qboxmail rendono la gestione del Mail Server programmabile in semplicità cosicché tutte le tipologie di clienti possano creare un loro pannello di controllo ed integrare i servizi di Qboxmail direttamente nei loro software gestionali o di automazione aziendale.

La massima apertura e trasversalità è poi garantita dalla possibilità di utilizzare le API di Qboxmail con qualsiasi linguaggio di programmazione (PHP, Perl, Python, Ruby, C#, Java, Go) grazie alla piena compatibilità RESTful.

“Sin dagli inizi abbiamo creduto nell’importanza e nella portata innovativa delle API, come fattore distintivo del nostro servizio – commenta Alessio Cecchi, founder e CEO di Qboxmail -. Superate le prime “diffidenze” iniziali,  oggi più del 15% dei nostri clienti usa regolarmente le API di Qboxmail per le proprie operazioni di provisioning e fatturazione. Una percentuale che cresce oltre il 50% se si considerano i soli clienti esteri, dato che conferma la nostra scelta di investire nello sviluppo e nel costante aggiornamento delle nostre API per fornire un servizio sempre migliore e competitivo”.

A cosa servono le API di Qboxmail

Scendendo più nel dettaglio, grazie alle API di Qboxmail si possono adattare i sistemi di fatturazione già in house, monitorare l’utilizzo delle caselle email o implementare sistemi di notifica degli utenti in caso di eventi sulle loro caselle email, come ad esempio quando un messaggio finisce in Spam.

Grazie a queste API si può ad esempio gestire le caselle email del proprio dominio, ricevere callback in Webhook e Email, implementare la propria Business Logic, creare email alias e forward, creare domini alias, effettuare importazioni massive di domini ed email, gestire i livelli antispam e le firme DKIM, generare report e metriche sui consumi, analizzare i log del traffico email ed effettuare migrazioni IMAP.

Parola d’ordine: sperimentare!

Qboxmail mette inoltre a disposizione degli sviluppatori un ambiente sicuro (Sandbox) per i test e lo sviluppo di applicazioni basate sulle proprie API. In questo spazio è possibile testare in sicurezza le funzionalità delle API e del pannello di controllo per imparare ad utilizzare al meglio gli strumenti messi a disposizione da Qboxmail.