CIO Survey 2018: la Governance della Contaminazione Digitale

Quest’anno l’indagine si focalizza sulla sfida costante e quotidiana che i Chief Information Officer delle aziende si trovano ad affrontare per governare la ‘Contaminazione Digitale’

Torna anche quest’anno l’appuntamento con la CIO Survey, giunta alla dodicesima edizione, l’indagine realizzata su oltre 60 responsabili ICT delle realtà private italiane, promossa da Capgemini Italia, CISCO, Samsung e TIM e condotta da NetConsulting cube.

Il titolo che abbiamo dato all’edizione di quest’anno è La Governance della Contaminazione Digitale, tema che ci è parso essere centrale per le aziende di oggi e che si articola su alcune questioni chiave su cui abbiamo organizzato la Survey, per raccogliere i punti di vista e le opinioni dei principali CIO italiani – afferma Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting cube -. Lo scenario che ci ha indotto ad utilizzare le due parole chiave, Governance e Contaminazione Digitale, è quello di una sfida costante e quotidiana per i CIO, tra una serie di pressioni a più livelli, che si trovano a dover governare una Contaminazione Digitale caratterizzata da una continua evoluzione delle tecnologie disponibili, richieste crescenti da parte del business, digitalizzazione di clienti e dei partner, innovazione digitale da parte dei competitor”.

In particolare, la CIO Survey 2018 ha voluto focalizzare l’attenzione nei confronti delle seguenti tematiche:

  • Come sta procedendo il processo di trasformazione digitale delle aziende italiane?
  • Quali sono gli ambiti innovativi su cui si stanno concentrando gli investimenti?
  • Quali sono i driver e gli ostacoli alla trasformazione digitale?
  • Quali competenze sono necessarie per gestire al meglio il cambiamento?
  • Quali funzioni aziendali guidano e governano l’innovazione digitale?
  • Chi detiene la leadership dell’innovazione?
  • Come sta cambiando il nuovo CIO digitale?

Su questi ed altri quesiti si sono espressi i CIO delle principali aziende italiane appartenenti ai seguenti settori: Banche, Assicurazioni, GDO, Industria, Telecomunicazioni e Media, Servizi e Trasporti, Utilities.

Di seguito riportiamo una sintesi dei principali risultati:

I progetti Digitali

Nel corso dell’ultimo anno è emersa una maggiore consapevolezza delle aziende rispetto alle potenzialità competitive legate alla Digital Transformation, in particolare, da parte del Top Management.

Dal punto di vista progettuale si segnala una maggiore focalizzazione su progetti legati agli ambiti delle soluzioni analitiche, della sicurezza e dell’implementazione di soluzioni mobile, in particolare rivolte al consumatore finale. Nello specifico:

  • Big Data/ BI (indicato dal 62% delle aziende intervistate): la quantità di dati che le aziende hanno a loro disposizione, siano interni o esterni all’azienda, di tipo strutturato o meno, è in aumento esponenziale. A soluzioni analitiche finalizzate al reporting e alla BI di tipo tradizionale, si stanno rapidamente affiancando soluzioni e strumenti per analizzare grandi moli di dati, con l’obiettivo di individuare correlazioni e informazioni capaci di prevedere scenari e di darne anche un’interpretazione. Il tema della data centricity diventa dunque un fattore competitivo imprescindibile;
  • (indicato dall’88% delle aziende intervistate): l’ambito è stato particolarmente indirizzato in quanto soggetto a adempimenti normativi (GDPR). Al netto degli adeguamenti alla Compliance, l’area della sicurezza è risultata particolarmente delicata e sotto osservazione, in quanto gli attacchi informatici stanno diventando frequenti ed aggressivi;
  • Mobile solutions (indicato dal 62% delle aziende intervistate): le soluzioni mobile mantengono un livello di attività progettuale elevato indirizzate, da una parte, verso la creazione di app particolarmente curate nella user experience per l’engagement del consumatore (customer centricity) e, dall’altra, nel dotare il dipendente di soluzioni mobile che gli permettano di gestire al meglio le sue attività lavorative in modo “nomade”, ovunque esso sia, nell’orario che desidera, senza una postazione fissa. 
  • Cloud computing (indicato dal 57% delle aziende intervistate): le barriere verso l’adozione di servizi Cloud, siano essi infrastrutturali o applicativi, si stanno velocemente riducendo. Si iniziano ad osservare fenomeni di migrazione al Cloud anche di applicazioni core. Ciò che viene ritenuto realmente importante dai CIO per la qualità di un servizio Cloud è il Networking e la possibilità di poter orchestrare i servizi in modo semplice e dinamico, in modalità Multicloud.

I benefici attesi

I Progetti digitali che le aziende stanno implementando sono finalizzati a migliorare le relazioni a valle con i consumatori (clienti e prospect) e a monte con tutta la catena di fornitura.

Per quanto concerne la relazione con i clienti, il 60% dei CIO segnala come beneficio l’aumento dell’efficacia delle campagne marketing e promozionali, così come una maggiore soddisfazione del cliente che di conseguenza genera loyalty e riduzione del churn.

Il 45% delle aziende segnala infine che la migliore conoscenza del cliente ha un impatto diretto sui ricavi, generato da un migliore tasso di conversione all’acquisto.

Specularmente, anche le soluzioni per migliorare le relazioni con gli attori a monte della filiera ricoprono un’importanza rilevante.

Fatturazione elettronica e firma digitale hanno regolamentato e migliorato le relazioni con i fornitori con i quali si interagisce sempre di più per mezzo di portali attraverso i quali vengono effettuate anche attività di scouting di nuovi fornitori.

La velocità con cui cambiano i sistemi di fornitura e la necessità di reazioni rapide lungo la Supply Chain stanno portando le aziende a far sì che le loro catene produttive siano il più possibili sicure e resilienti oltre che tracciabili in modalità end to end (17%).

La resistenza al cambiamento e gli skill

Il governo della Digital Transformation richiede che siano disponibili una serie di ingredienti e che le aziende, insieme ai loro Partner, siano in grado di oltrepassare la resistenza al cambiamento. La difficoltà di gestione del Change Management risulta essere infatti la criticità maggiormente segnalata dai CIO (54%).

Gli skill rappresentano il secondo nodo focale per indirizzare al meglio la trasformazione digitale. Il 49% delle aziende segnala una difficoltà, da parte dei propri Business Manager, di coniugare in ottica evolutiva ed innovativa i processi di business di cui sono gli owner. Spesso, ciò si verifica per la scarsa conoscenza di quello che l’innovazione tecnologica potrebbe garantire in termini di supporto ed ottimizzazione.

Lo “skill shortage” si presenta però anche in ambito tecnologico (43%). Dall’indagine è emersa come criticità la riqualifica di risorse IT, così come l’inserimento di nuove figure all’interno delle strutture. Inoltre, l’emergere di nuove professionalità molto richieste dal mercato, come ad esempio i Data Scientist, non trova ancora una controparte formativa capace di indirizzare questo tipo di professionalità.

I fornitori a supporto della Digital Enterprise

Il sistema dei fornitori gioca un ruolo fondamentale a supporto della Digital Transformation delle aziende. E’ infatti il Partner digitale il referente a cui le aziende chiedono competenza di processo, best practice, skill e vision.

Ad oggi, nell’ingaggio delle varie tipologie di fornitore a supporto della Digital Transformation, rimane prevalente il ruolo dei fornitori specializzati su aree tecnologiche e applicative (79%), così come forte e stabile rimane la presenza dei Global Vendor (66%). Cresce il ruolo delle società di consulenza con competenze ICT, a dimostrazione del fatto che queste realtà sono quelle che meglio di altre riescono a coniugare le competenze di processo con il supporto che le nuove tecnologie possono dare all’ottimizzazione dello stesso, mentre si riduce il peso delle società di consulenza business.

Cresce il ruolo delle start up. Il fenomeno, malgrado richieda ancora un periodo di sviluppo per consolidarsi nei suoi modelli, inizia a ricoprire un ruolo significativo, soprattutto se il ruolo delle start up viene pensato a complemento dei sistemi gestionali e per indirizzare specifiche problematiche. Il 40% dei CIO dichiara le start up come soggetto interessante da osservare per gestire al meglio le sue politiche di sourcing.

Malgrado il tentativo di razionalizzare i contenuti necessari alla comunicazione e al branding, il ruolo delle web agency è in crescita, così come il supporto, specialmente in ambito R&D, richiesto alle Università.

Il Ruolo del CIO e la leadership dell’innovazione

Il CIO sta diventando sempre più strategico all’interno delle organizzazioni.

Il 51% dei Responsabili IT intervistati dichiara infatti di essere ormai a stretto contatto con i Business Manager e che la sua missione sta rapidamente cambiando. La tendenza futura vedrà team interfunzionali collaborare congiuntamente con i Sistemi Informativi cha faranno da collante di processi e tecnologie.

I CIO, dovranno quindi diventare degli advisor dei loro Business Manager. Per far sì che ciò accada è necessario che acquisiscano un linguaggio comprensibile, poco tecnologico e finalizzato ad evidenziare possibili impatti di tipo business.

Che la figura del CIO inizi a ricoprire un ruolo di importanza rilevante è confermato dal posizionamento organizzativo dei Sistemi Informativi. Il 44% dei CIO intervistati risponde direttamente al Top Management, godendo di quel commitment di tipo Top Down di cui non sempre aveva beneficiato negli ultimi anni.

Tra le Line of business maggiormente attive e demanding in termini innovativi il Marketing ricopre un ruolo rilevante (58%) seguito da Produzione/Logistica (21%) e dalle Vendite (19%) a pari merito con le Risorse Umane. L’esistenza nelle aziende di Budget IT di competenza delle Line of Business viene sempre meno vista e letta da parte dei CIO come “invasione di campo”, ma sempre più come una “maggiore possibilità di collaborazione”.