Toshiba: le tecnologie IoT potenzieranno il settore delle utility

Nonostante si stimi che nei prossimi tre anni l’ambito consumer farà da apripista agli investimenti IoT, il segmento business non è così indietro

L’Internet of Things (IoT) sta modificando il panorama consumer e business: IDC ha, infatti, previsto che l’investimento a livello mondiale raggiungerà 772,5 miliardi di dollari nel 2018 – con una crescita del 14,6% rispetto ai 674 miliardi di dollari del 2017.

Nonostante si stimi che nei prossimi tre anni l’ambito consumer farà da apripista agli investimenti IoT, il segmento business non è così indietro. Le utility rappresentano sicuramente uno dei settori industriali che implementeranno e trarranno benefici dalle tecnologie IoT nei prossimi anni con, secondo Statista, un mercato globale che raggiungerà 890 miliardi di dollari entro il 2020. Nel settore, infatti, sono già stati fatti i primi passi, i contatori smart ad uso domestico sono un esempio di come l’IoT possa avere un impatto su consumatori e fornitori, permettendo agli utenti di tracciare e gestire da remoto il consumo di energia e garantendo di conseguenza un risparmio economico ma anche un approccio environmentally friendly.

Le opportunità non sfruttate

Nonostante i rapidi progressi, il panorama dell’IoT è ancora in una fase iniziale. Un report del 2017 di Bain ha rilevato che la maggioranza – oltre il 90% – delle aziende, che sta pianificando di adottare soluzioni IoT, è ancora in fase di progettazione, ma si prevede che, entro il 2020, l’80% delle adozioni sarà nella fase di ‘proof of concept’ o implementazione estesa.

Un nuovo benchmark per il mobile working

La diffusione del mobile working è una tendenza relativamente nuova in alcuni settori, ma per le aziende che operano nel campo delle utillity rappresenta da tempo un’esigenza, proprio per le attività che devono essere svolte da remoto. L’IoT può, infatti, cambiare il modo di svolgere le proprie attività, garantendo maggiore efficienza, sicurezza e collaborazione.

“L’incremento delle soluzioni di mobile edge computing è stata fondamentale. Questi dispositivi offrono una potenza di elaborazione a livello edge della rete, aiutando le aziende di utility con un elevato numero di lavoratori mobile a ridurre la tensione operativa e la latenza grazie all’elaborazione dei dati più critici vicino alla loro sorgente – ha dichiarato Massimo Arioli, Head of B2B Sales&Marketing, Toshiba Personal & Client Solutions Company, Italy -. Successivamente le aziende possono identificare e inviare al cloud solo i dati rilevanti, riducendo così la quantità di ‘data garbage’ che deve essere elaborata dai servizi cloud”.

E’ il momento dei dispositivi wearable?

L’IoT sta crescendo maggiormente rispetto ai dispositivi di mobile edge computing, anche se i device wearable, e in particolare gli smart glass, stanno iniziando a guadagnare terreno in ambito business. Grazie alle soluzioni edge che fungono da gateway, gli smart glass, come il viewer AR100 per la realtà assistita di Toshiba, sono stati progettati per offrire vantaggi ai lavoratori frontline o che operano sul campo in settori come utility, manufacturing e logistica.

In ambito energetico, per esempio, un tecnico termoidraulico può utilizzare gli smart glass per la realtà assistita, richiamando schemi di progettazione della caldaia e consentendo la visualizzazione a mani libere delle procedure di assistenza. Inoltre, consente ai tecnici di utilizzare software collaborativi per richiedere assistenza da remoto a un esperto e avere informazioni aggiuntive.

La possibilità di lavorare a ‘mani libere’ e di collaborare da remoto in modo più semplice sono considerati come vantaggi fondamentali offerti dagli smart glass e sono ideali per le aziende del settore delle utility. Secondo il recente report di Toshiba ‘Massimizzare la mobilità’, il 49% delle aziende crede di poter beneficiare da questa funzionalità ‘hands-free’, il 47% ritiene che gli smart glass possano migliorare il mobile working mentre il 41% prevede migliori livelli di collaborazione e condivisione delle informazioni.

“Il settore dei servizi è tra quelli che dovrebbero sicuramente sfruttare l’IoT per migliorare la produttività e la sicurezza dei propri mobile worker così come il servizio offerto ai propri clienti – ha aggiunto Massimo Arioli -. Si trova, infatti, ad affrontare un cambiamento naturale in termini di domanda, con un consumo dell’energia a livello mondiale in crescita prossimi anni a causa dell’aumento e dell’invecchiamento della popolazione. Implementare tecnologie IoT come le soluzioni di mobile edge computing e dispositivi wearable sarà un passo fondamentale per molte aziende del settore per essere competitive e ci dovremmo aspettare che il settore delle utility sia in prima linea nell’adozione dell’IoT”.