Smart Working: la sfida è cambiare la mentalità delle aziende

Lo afferma Massimo Palermo di Avaya, che sarà il 30 ottobre alla presentazione della ricerca 2018 dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano

“Lo smart working non è semplicemente una nuova definizione di telelavoro, né una modalità che riguarda solo i giovani e i Millennial o una nuova forma di welfare aziendale. Lo smart working è un nuovo approccio, una nuova filosofia di gestione aziendale, che vuole dare flessibilità alle persone nello scegliere il luogo dove lavorare, gli strumenti, l’orario, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati, con vantaggi che vanno dal personal branding all’ottimizzazione degli spazi, dall’attrazione dei talenti allo sviluppo delle competenze digitali, fino al miglioramento della produttività".

A sostenerlo è Massimo Palermo, Country Manager di Avaya in Italia, che il 30 ottobre sarà tra i protagonisti di una tavola rotonda durante la presentazione della ricerca 2018 dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico, al campus Bovisa. Palermo sottolinea come lo smart working possa portare a una serie di vantaggi importanti per le aziende agili e flessibili che lo accolgono come modello, ma evidenzia contemporaneamente come ancora ci siano delle resistenze culturali alla sua adozione, proponendo un vero e proprio salto di mentalità per abbracciare questa nuova filosofia, che ha già avuto riscontri concreti nelle aziende che l'hanno saputa fare propria.

"Dalla mia definizione risulta evidente che il meccanismo limitante rispetto alla diffusione di questo paradigma – in particolare nelle Piccole e Medie aziende e nella Pubblica Amministrazione – è culturale ed organizzativo, perché la tecnologia, condizione necessaria ma non sufficiente per il successo dei progetti di smart working, è già pronta per essere usata, ed in modo sicuro – prosegue Palermo -. Sono questi i principi che ci hanno guidato nella realizzazione di un progetto di “lavoro intelligente”, nato per rispondere alle nuove esigenze di flessibilità dei dipendenti del Ministero delle Infrastrutture e del Trasporti. Il cambiamento dell’impostazione del lavoro e l’organizzazione delle attività per obiettivi e per progetti hanno avuto un effetto positivo in particolar modo sul coinvolgimento e sulla motivazione del personale. Gli obiettivi concordati con i dipendenti che hanno partecipato al progetto-pilota di smart working sono stati raggiunti al 100%, e per questo la Direzione Risorse Umane ha deciso di estendere l’iniziativa a tutte le strutture dell’amministrazione centrale.”