Vincenzo Lalli, Country Manager Extreme Networks
Vincenzo Lalli, Country Manager Extreme Networks

La pandemia ha accelerato il processo di trasformazione digitale, concentrando in pochi mesi quello che avrebbe dovuto succedere in diversi anni: il passaggio dalla presenza quotidiana dei dipendenti in ufficio al lavoro remoto. Secondo Forrester, l’aumento è stato addirittura del 300%.

Le aziende hanno attraversato il 2020 in una situazione di continua emergenza, per l’alternarsi di periodi di lockdown e normalità. Nel 2021, dovranno prepararsi a un ritorno in completa sicurezza dove la tecnologia avrà un ruolo fondamentale, e solo chi avrà investito su rete, cloud e IoT riuscirà a gestire la transizione senza problemi.

La maggior parte delle aziende, infatti, non era preparata a gestire una grande quantità di PC connessi contemporaneamente da remoto e a tempo pieno, con un rischio importante per la sicurezza dell’infrastruttura. Inoltre, questi PC sono stati connessi a reti domestiche e probabilmente utilizzati anche per attività diverse da quelle aziendali.

Le organizzazioni più lungimiranti adotteranno strategie di segmentazione della rete Zero Trust e investiranno in strumenti robusti, end-to-end, dotati di visibilità, analisi, ML/AI, sicurezza e capacità di risoluzione dei problemi integrate, in grado di offrire ai dipendenti la flessibilità di scegliere il luogo di lavoro a seconda delle loro esigenze, mantenendo inalterata l’esperienza utente.

La necessità di gestire più siti distribuiti accelererà l’adozione di soluzioni di rete gestite in cloud. Secondo IDC, l’80% delle aziende metterà in atto un meccanismo per passare a infrastrutture e applicazioni basate sul cloud con una velocità doppia rispetto al 2019. Questo, secondo Forrester, farà crescere del 30% gli investimenti su cloud, sicurezza e mobilità.

Questa crescita esponenziale si tradurrà in una maggiore complessità di gestione dell’infrastruttura, ma ML e IA – e monitoraggio in tempo reale – contribuiranno ad anticipare e risolvere i problemi della rete in modo più rapido e a fornire delle soluzioni per la configurazione e il provisioning delle funzionalità della rete, riducendo i carichi di lavoro sulle direzioni IT.

La crescita del lavoro remoto si tradurrà in un aumento delle esigenze di privacy, sicurezza e conservazione dei dati, poiché tutti quelli relativi alla rete, al traffico e agli utenti dovranno essere trattati in modo confidenziale, e in questo ambito sarà indispensabile – in Europa – garantire la conformità con il GDPR.

La connessione degli apparati alla rete avverrà, sia in azienda sia nelle abitazioni, attraverso la rete Wi-Fi, che è ormai diventata uno strumento indispensabile per la comunicazione, a livello globale, e collega 15 miliardi di unità tra PC, telefoni e altri sistemi. Secondo ABI Research, il numero degli apparati Wi-Fi venduti ogni anno passerà dai 3,3 miliardi del 2019 agli oltre 4,5 miliardi del 2024.

La nuova generazione di access point Wi-Fi 6E di classe enterprise contribuirà a questa crescita nel corso del 2021. All’inizio, saranno limitati alle reti indoor, in attesa che venga definito il coordinamento automatico delle frequenze, e avvenga il rilascio di quelle necessarie per la connettività outdoor.

Con la futura disponibilità di 1200 MHz di spettro aggiuntivo per le connessioni Wi-Fi nella banda di frequenza a 6 GHz, l’utilizzo di canali a 80 MHz diventerà più comune, e questo innescherà lo sviluppo di funzionalità per l’utilizzo di applicazioni con una maggiore esigenza di ampiezza di banda a livello Wi-Fi.

La maggiore efficienza del Wi-Fi 6E e l’arrivo degli access point 802.11ax a tripla frequenza (2.4, 5, e 6 GHz) avranno un impatto anche sulla rete cablata, in quanto gli uplink a 1 Gbps verso gli switch sul livello di accesso non saranno sufficienti e dovranno essere sostituiti con gli uplink multi-gigabit da 2,5 Gbps e superiori.

Le previsioni Anitec-Assinform per il mercato italiano parlano di una crescita complessiva del 3,4% nel 2021, legata alla ripresa dei progetti di trasformazione digitale, fino a raggiungere un valore di circa 73 miliardi di euro. In quest’ambito, l’evoluzione verso il cloud networking – che vede Extreme Networks in una posizione di leadership, secondo gli analisti di Omdia (luglio 2020) – sarà uno dei fattori determinanti per questo risultato positivo.