Entro il 2025 il cloud computing guiderà il mercato delle infrastrutture ICT e l’edge computing rappresenterà un mercato a crescita esponenziale. È quanto emerge dalla nuova ricerca “From Cloud to Edge”, realizzata da Reply con la piattaforma proprietaria Trend SONAR e il supporto di Teknowlogy Group.

In particolare, la ricerca ha esaminato l’utilizzo del cloud computing e dell’edge computing nei Paesi dei cluster “Europe-5” (Italia, Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio) e “Big-5” (USA, Regno Unito, Brasile, Cina, India), al fine di comprendere l’evoluzione del mercato.

Se ne evince che, nei prossimi 5 anni, l’edge computing rappresenterà un segmento del mercato del cloud computing in rapida crescita in tutti i Paesi dei cluster “Europe-5” e “Big-5”. A livello Europeo, la Germania sarà il mercato principale per il cloud computing e per l’edge computing. Gli Stati Uniti, invece, domineranno il mercato a livello globale.

Perché l’edge compunting è in posizione di vantaggio

Il crescente utilizzo di soluzioni IoT, la maggiore integrazione tra Information Technology e Operational Technology e degli Industrial Control Systems nello stack IT sono solo alcuni dei casi che determineranno un’accelerazione significativa nell’adozione di soluzioni “edge” da parte delle aziende.

L’edge Computing, infatti, può supportare le aziende nelle attività di calcolo che non possono essere eseguite in cloud e offre vantaggi notevoli quando la bassa latenza, la connettività, la sicurezza o la privacy e i volumi dei dati trasmessi rappresentano potenziali criticità.

Le architetture edge e distributed cloud aumenteranno la velocità di elaborazione dei dati, ridurranno eventuali ritardi e abiliteranno tecnologie come la guida autonoma, le digital factory, le smart cities, la sanità digitale, lo smart tracking e molto altro.

I modelli “ibridi” come ledge cloud saranno sostenuti dai cloud provider e il lancio su larga scala del 5G conferirà agli operatori delle TLC un ruolo rilevante nel nuovo “ecosistema” che verrà a crearsi. Questo anche grazie al mobile-edge computing, in quanto tecnologia in grado di garantire una latenza nettamente inferiore, senza infrastrutture locali e con unità di calcolo non on-premise, ma poste in prossimità di una torre cellulare.

Come sottolineato in una nota ufficiale da Filippo Rizzante, CTO di Reply: «L’edge computing non è un fenomeno temporaneo. Ha già iniziato a dare una nuova forma al panorama informatico aziendale e può svolgere un ruolo decisivo nelle architetture IT. Tutti i settori che necessitano di effettuare operazioni di calcolo il più possibile in prossimità a dove sono raccolti i dati beneficeranno in modo significativo dall’edge computing. Reply supporta importanti aziende multinazionali nella progettazione e nell’implementazione di architetture capaci di sfruttare appieno il potenziale offerto sia dall’edge che dal cloud computing, garantendo al contempo privacy ed elevati livelli di sicurezza informatica».

Cloud computing: da 15 anni in crescita costante

La ricerca ha inoltre evidenziato come il cloud computing sia stato il segmento del mercato ICT più “popolare” durante le fasi più acute della pandemia di Coronavirus, la quale ha dato una spinta significativa alla diffusione globale del cloud computing, da 15 anni in crescita costante: in tutto il mondo, milioni di utenti hanno iniziato a utilizzare le piattaforme basate sul cloud per lavorare da remoto, fare acquisti online e per l’intrattenimento.

Dalla ricerca è infine emerso come le tecnologie cloud rappresentino un elemento cruciale per la ripresa e per la ripartenza delle attività produttive. Entro il 2021, in entrambi i cluster “Europe-5” e “Big-5”, il mercato dei modelli Infrastracture as a Service (IaaS) e Platform as a Service (PaaS) crescerà – indipendentemente dallo scenario economico – del 50%-55% rispetto al 2019.

Anche il mercato del Software as a Service (SaaS) è destinato a crescere a ritmi sostenuti in tutti i Paesi analizzati. In particolare, entro il 2025 si prevede possa raddoppiare negli USA, nel Regno Unito e in tutti i Paesi del cluster “Europa-5” e potrebbe aumentare fino a quattro volte in India e in Cina.