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    Sei qui:Home»News»Affitti brevi performanti: come usare dati e automazione per decidere meglio

    Affitti brevi performanti: come usare dati e automazione per decidere meglio

    By Stefano Castelnuovo24/03/20264 Mins Read
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    Gli affitti brevi sono diventati una vera alternativa alla tradizionale locazione a lungo termine. Sempre più proprietari hanno trasformato una seconda casa in una fonte di reddito costante. Ma, a differenza di quanto si possa pensare, ottenere risultati soddisfacenti non è questione di fortuna o di una buona posizione geografica: bisogna, invece, agire nel tempo con gli

    Affitti brevi performanti

    Gli affitti brevi sono diventati una vera alternativa alla tradizionale locazione a lungo termine. Sempre più proprietari hanno trasformato una seconda casa in una fonte di reddito costante. Ma, a differenza di quanto si possa pensare, ottenere risultati soddisfacenti non è questione di fortuna o di una buona posizione geografica: bisogna, invece, agire nel tempo con gli strumenti tecnologici che possano rendere semplice un sistema sempre più complesso.

    Le scelte del proprietario non possono più basarsi solo sull’intuizione o sulla volontà di vedere come va. Le decisioni devono fare affidamento su dati affidabili, analizzati con cura e supportati da soluzioni digitali che si occupano di automatizzare ciò che, fino a pochi anni fa, costituiva un’attività manuale e ripetitiva. È da qui che si può sviluppare una gestione a tutti gli effetti performante.

    Gestire gli affitti brevi con strumenti digitali dedicati

    Per un proprietario di casa che affitta su Airbnb, Booking o altre piattaforme, il numero di attività quotidiane da seguire può diventare molto alto. Bisogna rispondere con attenzione ai messaggi degli ospiti, aggiornare le disponibilità su più portali, gestire i check-in, emettere documenti fiscali. È per questo che affidarsi a soluzioni digitali all’avanguardia è ormai una necessità.

    Dolcebot è tra i migliori software per la gestione affitti di breve durata disponibili oggi sul mercato. Si presenta come il primo property manager digitale pensato specificamente per i proprietari di immobili e il suo funzionamento ruota attorno a una progettazione tecnica pensata per automatizzare fino al 95% delle interazioni manuali.

    Ogni prenotazione genera automaticamente una scheda completa con i dati dell’ospite, i dettagli del soggiorno, lo storico delle conversazioni e un riepilogo dei documenti fiscali emessi, tutto consultabile dal proprietario attraverso un pannello di controllo dedicato. Le comunicazioni con gli ospiti, che arrivino da WhatsApp, Booking o Airbnb, vengono centralizzate in un’unica interfaccia, così che nessuna richiesta vada persa.

    A occuparsi delle risposte automatiche è Maya, l’assistente digitale che funziona 24 ore su 24, capace di interagire in oltre dieci lingue e di fornire informazioni su check-in e check-out, oltre che indicazioni specifiche sull’immobile e sulla città in cui gli ospiti si trovano.

    C’è poi un aspetto che molti sottovalutano: la parte fiscale. Dolcebot gestisce in automatico l’emissione dei documenti obbligatori e il calcolo della cedolare secca (al 21% sulla prima casa o al 26% sulla seconda) versandola per conto del proprietario e calcolandola sul costo notte, con un potenziale risparmio che può arrivare fino al 15% in più al mese sul rendimento netto.

    Anche il pagamento della tassa di soggiorno da parte degli ospiti è digitalizzato: tramite un link dedicato, possono caricare i documenti d’identità e pagare con carta, Apple Pay o Google Pay, in modo sicuro e conforme alle normative in vigore.

    L’importanza dei dati nel pricing degli affitti brevi

    Stabilire il prezzo giusto è, a tutti gli effetti, la decisione più delicata che un proprietario possa prendere. Un prezzo troppo alto allontana le prenotazioni, ma uno troppo basso erode i margini. E il punto di equilibrio, che varia in base alla stagione, alla domanda locale, agli eventi in zona e alla concorrenza, non è mai fisso.

    Chi si affida all’intuito rischia di restare indietro, perché il mercato degli affitti brevi si muove con una velocità molto elevata. I dati, invece, offrono informazioni chiare, che riguardano il tasso di occupazione, il ricavo medio per notte, la finestra di prenotazione, la durata media del soggiorno.

    Quando queste metriche vengono monitorate costantemente e soprattutto quando vengono incrociate tra loro, il risultato che emerge permette di aggiustare le tariffe con estrema precisione.

    Meno errori e più tempo a disposizione con l’automazione

    Oltre al pricing, ci sono diversi altri settori che possono trarre vantaggio dall’automazione. Si può pensare, ad esempio, al check-in: quando un ospite arriva tardi durante la serata e ha bisogno delle istruzioni per accedere all’appartamento, il proprietario non dovrebbe essere costretto a rispondere al telefono. Un messaggio automatico, inviato al momento giusto, risolve il problema in modo più efficiente e spesso anche con un’esperienza migliore per l’ospite stesso.

    Lo stesso vale per la gestione delle recensioni, per l’invio di promemoria prima del check-out, per la segnalazione dei problemi di manutenzione. Ogni volta che un’operazione ripetitiva viene affidata a un sistema automatizzato, il proprietario di casa recupera tempo da dedicare ad altre attività utili.

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    Stefano Castelnuovo

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