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    Sei qui:Home»News»AI e PA: servono amministrazioni lungimiranti

    AI e PA: servono amministrazioni lungimiranti

    By Redazione LineaEDP12/04/2022Updated:13/04/20224 Mins Read
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    Mario Rosati, Chief Innovation Officer di E4 Computer Engineering, analizza il possibile impatto AI sulla Pubblica Amministrazione

    ai e pa intelligenza artificiale
    Mario Rosati, Chief Innovation Officer di E4 Analytics

    La crescente rilevanza delle evoluzioni in tema di intelligenza artificiale è stata riconosciuta anche dal PNRR, che proprio all’AI dedica un capitolo importante. In questo percorso la pubblica amministrazione avrà un ruolo centrale sotto due punti di vista: da un lato, come generatore di dati – la materia prima per il funzionamento dei sistemi di AI, dall’altro, come acquirente di innovazione nell’ambito delle specifiche tecnologie di AI.

    La riflessione è di Mario Rosati (in foto), Chief Innovation Officer di E4 Computer Engineering, secondo cui, in realtà, l’attuale adozione dell’AI nel mondo pubblico è ancora piuttosto modesta rispetto a quello privato.

    AI nella PA, istantanea di un mondo variegato

    Ci sono esempi di prototipi in fase di test, ma la realtà è che esistono diversi gruppi di studio ma poche sperimentazioni effettive e ancor meno soluzioni realmente operative, a parte qualche eccezione. Se si confrontano pubblico e privato, sono ancora evidenti le differenze di mentalità e approccio ai problemi. Tutto questo sta cambiando ma forse troppo lentamente e la lettura che fanno del nostro paese potenziali investitori esteri ne è purtroppo la conferma.

    Inoltre, le problematiche specifiche che la PA sta affrontando in questo ambito sono molto diverse, non si può parlare di PA in senso lato perché troppo generico: basti pensare alle differenti competenze in ambito territoriale di Regioni – previsione e reazione a disastri ambientali, terremoti, nubifragi, ecc. – rispetto a Provincie e Comuni in termini di smart city, viabilità e parcheggi, dimensionamento servizi per variazioni demografiche, Mobility as a Service, e altro ancora. Un caso di studio che sta per essere avviato presso l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di Pisa affronta lo studio dei terremoti attraverso l’impiego di tecniche di intelligenza artificiale la cui adozione viene accelerata grazie all’implementazione di una appliance specializzata che permetterà di raggiungere più rapidamente i risultati attesi.

    Vantaggi raggiungibili nell’immediato

    A livello locale invece ci sono alcune soluzioni di immediato interesse, come ad esempio quelle relative alla gestione e ottimizzazione della mobilità in ottica smart, grazie alla raccolta di dati sul traffico (parcheggi, mezzi pubblici e altro ancora) e alla gestione di eventi ambientali e sociali al fine di raggiungere specifici scopi di utilità pubblica come la riduzione dell’inquinamento, la diminuzione degli incidenti e il generale miglioramento della qualità di vita dei cittadini. La ricaduta in termini economici per i fornitori di ICT e l’indotto per le aziende del comparto potrebbero rivelarsi decisamente significativi.

    Più in generale, in termini di evoluzione nel rapporto tra enti e cittadini che un uso mirato della AI potrebbe garantire c’è sicuramente il tema della velocizzazione del processo decisionale per la gestione degli interventi pubblici, così come l’accelerazione nel rilascio dei permessi legati alle attività imprenditoriali. In entrambi i casi, l’ostacolo principale indicato da tutti è la burocrazia. In questo senso, integrare motori di AI nella gestione della documentazione degli uffici tecnici e reingegnerizzare l’automazione e la standardizzazione dell’organizzazione del backoffice della Pubblica Amministrazione porterebbero a inestimabili vantaggi in termini di efficientamento del pubblico con importanti ricadute economiche nel privato.

    Semplificare l’interazione tra PA e cittadini

    Altro tema significativo riguarda la semplificazione nell’interazione tra cittadino e amministrazione pubblica: migliorabile attraverso l’uso di assistenti virtuali in grado di rispondere a richieste verbali smistate ad esempio con la presentazione dell’esatta pagina del sito nella quale completare la richiesta specifica. Esistono esempi di chatbot per rispondere alle domande più frequenti dei cittadini e in Italia il primo ad attivarsi è stato il Comune di Siena con Caterina, l’assistente virtuale che permette all’utente di interagire in formato testo o audio.

    Le opportunità che l’intelligenza artificiale offre alla pubblica amministrazione sono dunque molto significative e potenzialmente rivoluzionarie a più livelli. La spinta del PNRR sarà sicuramente importante, ma un ruolo fondamentale sarà giocato ancora una volta dall’atteggiamento delle singole amministrazioni, chiamate a scegliere per il futuro dei cittadini. Quanto più saranno in grado di guardare avanti, in ottica di prospettiva più che di ritorni immediati, tanto significativi saranno i risultati potenziali.

     

    AI E4 E4 Computer Engineering Mario Rosati pubblica amministrazione
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