La querelle successiva alla multa comminata da Agcom a Cloudflare per non aver accettato di bloccare determinati indirizzi IP, riporta prepotentemente alla luce la questione della regolamentazione della Rete o, meglio, del controllo e del blocco dei contenuti e dei servizi presenti in Rete. Una questione che non ha poco a che fare con la democrazia e il diritto di parola o di pubblicazione, come sostiene Francesco Collini, il Ceo di Cloudflare in un post su X.
Come sottolineato anche da altri operatori internazionali, Internet è il luogo in cui proliferano economie basate sulla truffa, su vendite e servizi illegali o eticamente contestabili. Inoltre, i siti pirata spesso nascondono malware, backdoor, phishing e link malevoli provocando danni economici notevoli ad aziende e utenti.
Per questo, iniziative come il Piracy Shield – seppur sempre affinabili – rappresentano tentativi encomiabili, degni della massima considerazione e da rispettare legalmente. La complessità del contesto tecnologico, inoltre, non permette un blocco puntuale capace di intervenire sul singolo dominio pirata senza rischiare di danneggiare servizi legali.
In ogni caso, in attesa che si comprenda come agire in modo più efficace, in Italia abbiamo il Piracy Shield che tutti gli operatori di rete e gli Internet Provider che operano nel nostro Paese sono obbligati a ottemperare.
Fin dall’introduzione del Piracy Shield, il servizio di protezione della navigazione di Flashstart si è dimostrata totalmente compliant, rispondendo nei tempi previsti a ogni richiesta di blocco ed esaudendo prontamente ogni istanza.
La nostra azienda è presente, tramite l’infrastruttura digitale qualificata di Naquadria, nel Catalogo delle infrastrutture digitali e dei servizi cloud dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con il servizio FlashStart DNS & Web Filtering (SA-7185).
Questo riconoscimento rappresenta un’ulteriore conferma della piena aderenza dei servizi FlashStart ai requisiti di sicurezza, affidabilità e conformità normativa richiesti per l’utilizzo da parte della Pubblica Amministrazione italiana.
Tra le categorie di domini sottoposti a filtro, inoltre, FlashStart ha considerato i siti di pirateria da ben prima dell’introduzione del Piracy Shield e, in generale, prevede una classificazione dei filtri molto dettagliata che considera anche i siti che distribuiscono contenuti protetti da copyright.
È così che forniamo ai nostri 20mila clienti in tutto il mondo un servizio completamente adeguato a ogni singola normativa locale. Per esempio, anche in Spagna, che ha una normativa simile al Piracy Shield, rispondiamo immediatamente alle richieste di violazione del copyright dell’autorità spagnola, oppure nel Regno Unito applichiamo, invece, la blacklist antiterrorismo CTIRU.
FlashStart è specialista italiano nella realizzazione di soluzioni per la protezione della navigazione in Internet ed è presente in migliaia tra Aziende, Scuole e Istituzioni pubbliche in più di 160 Paesi nel mondo attraverso 700 partner. FlashStart dispone di oltre 70 nodi nel mondo, dislocati nelle principali capitali e nei punti nazionali di smistamento del traffico Internet (Internet Exchange). Soltanto in Italia gestisce server a Milano, Roma, Bologna e Napoli.
Secondo DNSperf – benchmark internazionale indipendente – il DNS Resolver di FlashStart è stato decretato il più veloce al mondo in diverse rilevazioni successive, con un uptime che supera il 99,5% su scala planetaria e permette la navigazione a più di 32 milioni di utenti nel mondo.
Oltre a garantire la risoluzione dei nomi a dominio, FlashStart si propone come “DNS sicuro e scalabile”, impedendo quindi l’accesso dei dipendenti aziendali ai malware, ai ransomware e ai contenuti indesiderati. Ogni Impresa, Internet Service Provider o PA che lo sottoscrive può impostare le politiche di navigazione che preferisce e tramite i report e gli alert forniti dalla piattaforma tiene sotto controllo la sicurezza della propria rete.


