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    Sistemi multi-agente: l’adozione crescerà del 67% entro il 2027

    By Redazione LineaEDP05/02/2026Updated:05/02/20264 Mins Read
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    Qui i dettagli sul nuovo MuleSoft Connectivity Benchmark Report di Salesforce che analizza l’evoluzione verso l’Agentic Enterprise e il ruolo chiave delle architetture API nell’adozione dei sistemi multi-agente

    Davide Andreoni, Senior Regional Vice President di Salesforce e Head of MuleSoft Italia
    Davide Andreoni, Senior Regional Vice President di Salesforce e Head of MuleSoft Italia

    La transizione verso l’Agentic Enterprise, in cui persone e agenti di intelligenza artificiale collaborano, sta prendendo sempre più slancio: oggi le organizzazioni utilizzano in media 12 agenti, un numero destinato a crescere del 67% nei prossimi due anni. Tuttavia, i leader IT devono affrontare importanti sfide in termini di orchestrazione e governance: il 50% degli agenti opera ancora in silos isolati, anziché all’interno di sistemi multi-agente. Questo porta a flussi di lavoro disconnessi, automazioni ridondanti e a un potenziale rischio di shadow AI.

    Sono alcune delle evidenze emerse nell’ultimo Connectivity Benchmark Report di Salesforce, l’indagine condotta su 1.050 responsabili IT di grandi aziende — che racconta come le organizzazioni stiano adottando architetture API-driven come base unificata per connettere, orchestrare e governare gli ambienti multi-agente, favorendo il successo delle iniziative di AI.

    Il percorso verso i sistemi multi-agente

    Con l’adozione che raggiunge una fase di maturità, gli agenti AI non sono più una sperimentazione: stanno diventando un motore chiave della produttività aziendale. I leader IT puntano su soluzioni agentiche diversificate e sulla definizione di protocolli di comunicazione per gestire in modo efficace l’ecosistema di agenti.

    • Crescita rapida: l’83% delle organizzazioni dichiara che la maggior parte — o la totalità — dei team e delle funzioni ha già adottato agenti AI.*
    • Aspettative elevate: il 96% dei leader IT afferma che gli agenti hanno già migliorato — o miglioreranno — l’esperienza dei dipendenti, mentre il 95% ritiene che permetteranno agli sviluppatori di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.
    • Sviluppo eterogeneo: in media, le organizzazioni riportano che i propri agenti AI esistenti sono stati sviluppati attraverso modalità diverse, così distribuite:
      • Agenti SaaS preconfigurati (36%)
      • Agenti integrati all’interno di piattaforme enterprise (34%)
      • Agenti personalizzati sviluppati internamente (30%)
    • Adozione dei protocolli: nel distribuire agenti AI, le aziende stanno già supportando — o pianificando di supportare — diversi standard e protocolli per gestirli e connetterli, con un forte interesse per:
      • Agent Network Protocol (43%)
      • Agent Communication Protocol (43%)
      • Agent-to-Agent Protocol (40%)
      • Model Context Protocol (39%)
      • Universal Tool Calling Protocol (34%)

    Costruire una base unificata

    Per colmare i gap di integrazione, i leader IT stanno convergendo verso una base unificata. Utilizzando le API come vero e proprio “tessuto connettivo”, le aziende possono trasformare strumenti di AI frammentati in un sistema multi-agente coerente, in cui gli agenti comunicano in sicurezza, condividono il contesto dei dati ed eseguono attività lungo l’intero ecosistema IT.

    • Mandato di connettività: il 96% dei responsabili IT concorda sul fatto che il successo degli agenti AI dipenda da un’integrazione fluida e continua dei dati tra tutti i sistemi.
    • Evoluzione dell’architettura: il 94% dei leader IT ritiene che il successo degli agenti AI richiederà un’architettura IT sempre più basata su API, in cui le API rappresentano i blocchi fondamentali per connettere applicazioni, dati e AI all’interno dell’organizzazione.
    • Integrazione accelerata: un team su tre (33%) sta già utilizzando le API per velocizzare l’integrazione tra i diversi sistemi.
    • API al servizio dell’AI: il 50% delle organizzazioni sta già impiegando le API per connettere e governare le soluzioni di intelligenza artificiale.

    I sistemi multi-agente in azione

    Le prime realtà ad adottare gli agenti AI stanno dimostrando come una base unificata consenta di superare i silos sperimentali e portare i sistemi multi-agente al cuore delle operazioni aziendali:

    • AstraZeneca, azienda biofarmaceutica globale guidata dalla scienza, ha scelto Agentforce Life Sciences for Customer Engagement per trasformare il proprio approccio all’engagement con i clienti a livello globale, rafforzando le relazioni con gli operatori sanitari grazie a interazioni data-driven e basate sull’AI. Estendendo la propria architettura componibile con MuleSoft Agent Fabric, AstraZeneca potrà orchestrare le azioni degli agenti interni ed esterni nell’ambito delle attività sul territorio, delle operazioni commerciali e tra brand e regioni diverse, consentendo ai team di cura e agli agenti AI di lavorare in modo integrato.

    “Il successo di un’Agentic Enterprise non si misura dal numero di agenti implementati, ma dalla coerenza con cui operano. È fondamentale definire come questi vengano censiti, governati e orchestrati per collaborare in modo sinergico. In questa era multi-agente, il ruolo dell’IT evolve: dalla gestione di ambienti frammentati alla creazione di un piano di controllo centralizzato, essenziale per rendere l’ecosistema IA sicuro, affidabile e scalabile”, afferma Davide Andreoni, Senior Regional Vice President di Salesforce e Head of MuleSoft Italia.

    MuleSoft Italia salesforce
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