L’entrata in vigore dei nuovi obblighi di segnalazione delle vulnerabilità previsti dal Cyber Resilience Act (CRA) segna un cambio di passo nella gestione della sicurezza digitale. Per le aziende non si tratta più soltanto di rispettare requisiti normativi, ma di adottare un approccio continuo alla gestione delle vulnerabilità e alla resilienza operativa, estendendo la responsabilità lungo l’intera supply chain digitale.
A rendere il quadro ancora più complesso è la diffusione della Frontier AI, che sta accelerando la capacità di individuare vulnerabilità e falle di sicurezza, aumentando però allo stesso tempo il numero di informazioni che le organizzazioni devono analizzare, prioritizzare e trasformare in azioni di remediation.
Secondo Edwin Passarella, Field CTO, EMEAI di Commvault, «l’AI scopre vulnerabilità a un ritmo molto più rapido di quanto la maggior parte delle realtà aziendali possa attivare una remediation». Le scadenze di notifica sempre più stringenti previste dal CRA contribuiscono così ad aumentare la pressione sui team IT e security, chiamati a trasformare rapidamente l’intelligence in interventi concreti.
In questo scenario, la cyber resilience assume un significato più ampio rispetto alla sola prevenzione. «La domanda non è più se le imprese affronteranno incidenti cyber, ma quanto rapidamente e in sicurezza possono riprendersi da essi», sottolinea Passarella. La capacità di ripristinare sistemi e dati dopo un attacco diventa quindi una componente della continuità operativa e, di conseguenza, una vera capacità strategica di business.
Il modello delle Resilience Operations proposto da Commvault va proprio in questa direzione, mettendo in relazione sicurezza, IT e operations per preparare l’organizzazione non soltanto a prevenire gli incidenti, ma anche a reagire e recuperare quando si verificano.
Il Cyber Resilience Act e l’evoluzione delle minacce guidate dall’AI stanno quindi spostando il focus: dalla domanda “come evitare ogni incidente?” alla capacità di ridurre il tempo necessario per rilevare, contenere e ripristinare un’organizzazione dopo una compromissione. In un panorama in cui la velocità degli attacchi cresce, la rapidità del recovery diventa parte integrante della resilienza aziendale.


