• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Stampanti
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Everpure presenta l’architettura data-primacy per l’era dell’AI
    • Cybersecurity industriale: come costruire un SOC OT efficace
    • Operation Endgame smantella SocGholish, una delle principali minacce cyber
    • Schneider Electric e Motivair supportano l’espansione da 750 MW del campus Lake Mariner per HPC e Intelligenza Artificiale
    • Acronis TRU rivela l’evoluzione in corso del gruppo ransomware INC
    • Veeam On Tour 2026: dati, AI agentica e la nuova architettura della fiducia digitale
    • SYS-DAT cresce nel mercato legal
    • Sovranità dei dati a rischio con l’AI
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»News»Cosa può nascondere un attacco DDoS?

    Cosa può nascondere un attacco DDoS?

    By Redazione LineaEDP23/02/2016Updated:23/02/20165 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Gli attacchi DDoS possono essere un diversivo durante di un cyber-attacco

    A cura di Ivan Straniero, Territory Manager SEE Europe, Arbor Networks 

    Non vi è alcuna particolare sottigliezza né sfumatura in un attacco DDoS: la console per la gestione degli incidenti si illumina come un albero di Natale, scattano tutti gli allarmi che segnalano il fermo o il rallentamento della rete, gli utenti del sistema e i relativi responsabili iniziano a inoltrare messaggi in preda al panico perché l’attività è bloccata. Chiunque ne sia vittima si interroga: chi mai avrebbe dovuto farci questo? Si tratterà di una cyber-estorsione? Un concorrente sleale? Hacktivisti che cercano di mandare un messaggio? 

    La realtà può essere molto più complessa rispetto a ciò che le apparenze suggeriscono. Un attacco DDoS può costituire infatti un paravento per nascondere attività assai più dannose come furti o frodi. Mentre si lavora affannosamente per mitigare l’attacco DDoS e riportare online le applicazioni critiche, i cyber-criminali potrebbero essere in azione sotto traccia per cercare di entrare nei sistemi presi di mira e darsi ad attività ben più pericolose. Per esempio: 

    • – Degli hacker hanno bombardato Carphone Warehouse con traffico online mentre stavano sottraendo i dati personali e bancari di 2,4 milioni di clienti.
    • – Il cloud provider Linode ha recentemente subìto più di 30 attacchi DDoS che sono sembrati essere una finta per distrarre l’attenzione da una effrazione di account utenti.
    • – Già nel 2011 alcuni hacker erano ricorsi ad attacchi Denial of Service di enormi dimensioni per distrarre il team IT di Sony mentre venivano sottratte le informazioni di milioni di clienti.
    • – Il FFIEC (Federal Financial Institutions Examination Council) americano ha messo in allerta le banche circa l’utilizzo di attacchi DDoS come tattica diversiva “da parte di criminali che intendano commettere frodi usando credenziali sottratte a clienti o dipendenti della banca per eseguire trasferimenti di denaro illeciti”. 

    Questi attacchi condotti a scopo diversivo sono in aumento, probabilmente dal momento che il software utilizzato per lanciare attacchi DDoS è facilmente reperibile. Lo studio 2016 Worldwide Infrastructure Security Report pubblicato da Arbor Networks ha interpellato oltre 350 tra aziende e service provider scoprendo che il 26% degli attacchi DDoS non è stato altro che un paravento per nascondere una sottrazione di dati o un ingresso illecito nei sistemi. L’anno precedente questo dato era al 16%, quindi è stato verificato un incremento del 61%. Questi risultati hanno trovato eco in un recente report di Kaspersky Labs che sottolineava come il 26% degli attacchi DDoS abbia portato alla perdita di dati sensibili.

     

    Cosa potrebbero nascondere? 

    Gli attacchi DDoS sono stati utilizzati come diversivo o paravento in varie fasi della kill chain di un cyber-attacco. Nell’ambito di attacchi complessi sono stati documentati i casi che seguono: 

    • – Ricognizione: In questa fase iniziale i cyber-criminali lanciano un piccolo attacco DDoS per valutare le capacità di difesa e di risposta del bersaglio. Se scoprono che il livello di sicurezza è basso, allora vi si dedicano sondando con discrezione il sistema ed eseguendo lo scan delle porte alla ricerca di vulnerabilità da poter sfruttare per accedere all’organizzazione colpita. Le conoscenze raccolte in questa fase saranno successivamente usate nella fase di Estrazione Dati/Completamento Missione.
    • – Delivery e Attivazione del Malware: Una volta penetrati nella rete, i cyber-criminali installano malware sulle macchine presenti. Per coprire le proprie tracce lanciano inoltre un attacco DDoS così da saturare i tool di rilevamento e analisi forense rendendo molto più ardua l’identificazione dell’effrazione e del malware installato.
    • – Estrazione Dati/Completamento Missione: Nella fase finale i cyber-attaccanti lanciano un attacco DDoS a scopo diversivo mentre sottraggono informazioni sensibili come dati di carte di credito, proprietà intellettuale o altri informazioni di valore. Mentre la vittima è distratta possono quindi sgattaiolare via con il loro bottino e l’attacco DDoS ha misteriosamente termine.

     

    Non facilitargli le cose 

    Se si è vittime di un attacco DDoS, bisogna ricordare che è possibile si tratti di un evento non isolato. Bisogna assicurarsi che all’interno della propria rete non stia accadendo nulla che possa essere collegato all’attacco, altrimenti le conseguenze potrebbero essere decisamente peggiori. È possibile, anzi, riuscire a ricavare dall’attacco DDoS alcuni indizi utili ad analizzare meglio l’incidente. Per esempio, sapendo da dove proviene l’attacco si può capire chi sia il responsabile e quali siano le tattiche, tecniche e procedure (TTP) che utilizza, così da iniziare a ricercare altri indicatori di compromissione (IoC) che possano segnalare l’esistenza di una campagna di minacce di più ampia portata. 

    Ma perché correre il rischio? Prevenire attacchi paravento e i danni che potenzialmente ne derivano è una ragione in più per cui le aziende investono in una solida protezione DDoS. Come un ladro a caccia di porte non chiuse a chiave, i cyber-criminali cercano i bersagli più semplici e immediati. Se si rendono conto che i loro bersagli possiedono le difese adatte a deflettere l’attacco iniziale, è assai più probabile che abbandonino le loro intenzioni e passino a ricercare un’altra vittima.

     

     

    Arbor Networks attacchi DDoS cybercrime Ivan Straniero sicurezza
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Schneider Electric e Motivair supportano l’espansione da 750 MW del campus Lake Mariner per HPC e Intelligenza Artificiale

    19/06/2026

    Veeam On Tour 2026: dati, AI agentica e la nuova architettura della fiducia digitale

    18/06/2026

    Sovranità dei dati a rischio con l’AI

    18/06/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    Perché sono importanti i protocolli?
    Titanium: l’evoluzione del Motion Control
    IA in azienda: obblighi normativi, governance e protezione dei dati
    Hilti Power Up Tour 2026: la piattaforma Nuron evolve per i cantieri del futuro
    2027: la nuova era della depurazione 5.0
    Defence Tech

    Cybersecurity industriale: come costruire un SOC OT efficace

    19/06/2026

    Operation Endgame smantella SocGholish, una delle principali minacce cyber

    19/06/2026

    Acronis TRU rivela l’evoluzione in corso del gruppo ransomware INC

    19/06/2026

    Anthropic Claude.ai trasformato in una trappola malware

    18/06/2026
    Report

    Sovranità dei dati a rischio con l’AI

    18/06/2026

    Cloud privato, svolta per l’AI nel 2026

    17/06/2026

    Deepfake: boom di frodi, ma solo il 7% delle aziende è pronto

    09/06/2026

    Fiducia nell’AI: solo il 7% delle aziende è davvero pronto

    04/06/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.