Nutanix, specialista nell’hybrid multicloud computing, presenta i risultati relativi all’Italia dell’ottava edizione dell’Enterprise Cloud Index (ECI), il report annuale che analizza lo stato delle implementazioni cloud a livello globale (DISPONIBILE QUI). Il report di quest’anno si concentra sulle sfide che i responsabili IT devono affrontare nel gestire il rapido aumento dell’uso dell’AI e la necessità di modernizzare applicazioni e infrastrutture aziendali.
La rapida diffusione dell’AI nelle aziende, registrata nel corso dell’ultimo anno, ha determinato un’ondata di modernizzazione delle infrastrutture, con le imprese impegnate a sviluppare e gestire le applicazioni in modo più efficiente. I container sono diventati un elemento centrale della strategia applicativa aziendale: secondo lo studio, l’86% (85% il dato globale) degli intervistati italiani ha dichiarato che l’AI sta accelerando l’adozione dei container per migliorare velocità, affidabilità e scalabilità.
“I dati che emergono dall’Enterprise Cloud Index descrivono uno scenario in piena evoluzione all’interno del quale l’AI sta ridefinendo le priorità tecnologiche e portando le imprese a ripensare le proprie infrastrutture in modo più profondo e strutturale. Le aziende italiane hanno ben compreso che la modernizzazione è un’azione necessaria per restare competitivi ma le trasformazioni nascondono anche delle criticità. I silos organizzativi e la diffusione della Shadow AI espongono le aziende a nuove vulnerabilità che vanno gestite con attenzione. Anche la sovranità dei dati è un tema particolarmente sentito in Italia e ciò conferma l’attenzione crescente verso la sicurezza e la conformità normativa” sottolinea Albert Zammar, Country Manager di Nutanix Italia. “La direzione è chiara ma serve una visione, una governance e un’infrastruttura all’altezza delle aspettative. In tal senso, Nutanix è al fianco delle imprese italiane per rendere questa transizione reale, efficace e sostenibile”.
Di seguito i principali risultati del report Nutanix:
– I silos organizzativi generano nuovi rischi legati all’AI: se da un lato l’adozione dell’AI stimola l’innovazione, dall’altro comporta sfide operative. Il 79% (82% il dato globale) degli intervistati in Italia ritiene che i silos tra le business unit e l’IT rendano difficoltosa l’implementazione efficace delle iniziative tecnologiche, rallentando i tempi di implementazione e aumentando la complessità.
– La Shadow AI genera nuove sfide: secondo il 79% degli intervistati (in linea con il dato globale) applicazioni o agenti AI vengono implementati dai dipendenti in funzioni non IT. L’89% (87% il dato globale) ritiene che l’uso non autorizzato di strumenti AI comporti rischi, tra cui l’esposizione di dati sensibili e proprietà intellettuale. Ciò evidenzia l’esigenza di una maggiore collaborazione tra team IT e stakeholder aziendali per far sì che le implementazioni AI siano sicure, conformi e allineate agli obiettivi aziendali.
– Gli agenti basati sull’AI rappresentano un enorme potenziale per le aziende. Secondo il 67% degli executive IT intervistati (61% il dato globale) gli agenti possono arricchire l’esperienza di clienti e dipendenti. Il 59% ritiene inoltre che gli agenti AI contribuiranno ad aumentare produttività ed efficienza. Oltre a ciò, alcuni vedono un ruolo più strategico per gli agenti AI, con il 57% (59% il dato globale) che individua potenzialità nella creazione di nuovi prodotti, servizi o fonti di ricavo.
– La sovranità dei dati è imprescindibile: l’85% (80% il dato globale) degli intervistati ritiene che la sovranità dei dati rappresenti una priorità assoluta nelle decisioni infrastrutturali, compresa la scelta di dove utilizzare i container. Spesso, infatti, gli obblighi di compliance spingono le aziende a mantenere i dati fisicamente nel Paese in cui sono stati raccolti. Il 60% (57% il dato globale) ritiene necessario gestire l’infrastruttura all’interno di un unico Paese, sia on-premise sia tramite una regione cloud locale, principalmente per motivi di sicurezza e protezione dei dati.
– I container sono la base delle applicazioni moderne, con l’AI come principale driver: le aziende ricorrono ai container per supportare carichi di lavoro abilitati all’AI e per lo sviluppo di applicazioni moderne. L’81% (87% il dato globale) degli intervistati prevede un aumento dell’uso dei container per le applicazioni nei prossimi tre anni, mentre il 72% (83% il dato globale) afferma di creare già nuove applicazioni in container. Inoltre, l’86% (85% il dato globale) ritiene che l’AI stia accelerando l’adozione dei container, evidenziando la necessità per le imprese di evolvere le proprie strategie infrastrutturali per gestire carichi di lavoro containerizzati.
– La decisione di implementare applicazioni basate sull’IA proviene dai vertici aziendali, ma l’infrastruttura non è ancora pronta a sostenerle pienamente: secondo il 69% (59% il dato globale) degli intervistati in Italia, la propria azienda avrà più di cinque applicazioni abilitate all’AI nei prossimi tre anni. Tuttavia, se fosse necessario eseguire carichi di lavoro AI on-premise, l’82% (in linea con il dato globale) ritiene che l’infrastruttura attuale non sia completamente pronta a supportarli.


