Il 2026 sarà un anno di svolta per le PA, chiamate a gestire nuove sfide e opportunità legate all’intelligenza artificiale. Gli investimenti nel settore pubblico stanno crescendo rapidamente, ma il recente IDC Data and AI Impact Report: The Trust Imperative, commissionato da SAS, evidenzia come il divario con il settore privato sia ancora significativo, soprattutto per quanto riguarda infrastrutture e soluzioni affidabili. In un contesto normativo in continua evoluzione, la capacità di bilanciare innovazione e responsabilità sarà fondamentale per cogliere tutti i vantaggi dell’IA e guidare la trasformazione digitale della pubblica amministrazione.
Ecco le principali tendenze che, secondo SAS e IDC, segneranno la PA nei prossimi mesi:
- Verso una forza lavoro potenziata dalla tecnologia
I governi punteranno a ridurre sempre di più la spesa per le tecnologie che richiedono consulenze complesse e soluzioni su misura. La vera svolta sarà sfruttare l’IA per velocizzare analisi e flussi di lavoro, permettendo ai dipendenti di ottenere di più con meno risorse. Per fare ciò sarà fondamentale combinare esperienza settoriale, strumenti digitali intuitivi e potenziare le competenze della forza lavoro.
- La trasparenza diventa un fattore critico nell’evoluzione dell’IA e della GenAI
Il passaggio dai progetti pilota all’adozione operativa dell’intelligenza artificiale, spesso tramite agenti IA in grado di agire in autonomia, renderà la trasparenza algoritmica un requisito fondamentale. Infatti, solo così le decisioni automatizzate potranno essere sempre spiegabili, verificabili e comprensibili per i cittadini.
- Governance e sovranità digitale saranno al centro delle strategie
I governi accelereranno la creazione di ecosistemi nazionali di IA e data center regionali, puntando su soluzioni di “Sovereign AI” per mantenere il controllo su dati e risorse di calcolo, anche in risposta alle nuove normative come l’AI Act europeo. Crescerà inoltre la consapevolezza che l’alfabetizzazione in materia di IA è una competenza essenziale per garantire comprensione e fiducia.
- Servizi ai cittadini sempre più evoluti grazie all’IA agentica
Nel 2026 assisteremo a una diffusione massiccia di framework agentici e assistenti virtuali basati su IA tradizionale e generativa. Questi strumenti saranno in grado di gestire richieste complesse in diverse lingue, orchestrare workflow articolati e fornire risposte precise, riducendo i tempi di attesa e migliorando l’accessibilità ai servizi pubblici.
- I dati sintetici emergeranno come soluzione alla carenza di dati reali
Le amministrazioni pubbliche dovranno affrontare la scarsità di dati reali e le limitazioni imposte dalla sovranità digitale. In questo scenario, i dati sintetici diventeranno la chiave per innovare in modo sicuro, su larga scala e in piena conformità. Grazie a modelli avanzati, sarà infatti possibile generare dati testuali non strutturati da utilizzare per ricerca, formazione e test, garantendo sicurezza e rispetto delle normative.
- La trasformazione della forza lavoro richiederà nuove competenze digitali
I sistemi di IA saranno utilizzati per trasferire conoscenze e best practice tra i dipendenti, creando veri e propri “mentori digitali”. Parallelamente, emergeranno nuovi ruoli professionali, soprattutto nei settori tecnologici, green e dei servizi alla persona, mentre alcune posizioni tradizionali saranno destinate a scomparire.
- L’IA sarà sia nemica che alleata degli investigatori e dei funzionari fiscali
L’adozione della GenAI da parte delle organizzazioni criminali renderà le truffe e l’evasione fiscale sempre più sofisticate. Le PA dovranno rafforzare i sistemi di rilevamento delle frodi, verifica delle identità e analisi dei dati fiscali, promuovendo la condivisione sicura delle informazioni tra enti e abilitando il monitoraggio in tempo reale per ridurre i rischi e tutelare le entrate pubbliche.
- L’intelligenza artificiale aumenterà la capacità di sorveglianza sanitaria
L’IA sarà fondamentale per estrarre valore dai dati sanitari non digitalizzati e migliorare la capacità di sorveglianza epidemiologica. In questo modo sarà possibile snellire i processi di reporting, ridurre le duplicazioni e accelerare la risposta alle emergenze sanitarie, rafforzando le basi dei sistemi di salute pubblica.


