Attacchi hacker: gli Stati Uniti sanzioneranno Russia e Cina?

La Casa Bianca pensa a introdurre sanzioni contro i due Paesi per una serie di attacchi portati avanti ai danni del personale governativo statunitense

Spirano venti poco favorevoli tra Stati Uniti, Russia e Cina. Secondo quanto dichiarato alla Reuters da membri governativi statunitensi infatti gli Stati Uniti potrebbero essere vicini a imporre sanzioni contro individui e imprese in Russia ed in Cina come risposta ai pesanti attacchi informatici che hanno colpito negli ultimi periodi obiettivi a stelle e strisce. Nessuna decisione è ancora stata presa in merito a quella che potrebbe essere la natura delle sanzioni, ma ciò che è certo è che i rapporti tra la Casa Bianca e i due colossi euroasiatici potrebbero farsi molto tesi e causare frizioni anche durante la visita negli States del presidente cinese Xi Jinping, prevista proprio per questo mese di settembre.

La reazione degli Stati Uniti arriva dopo che spie straniere in Russia e Cina hanno attaccato i database dei computer statunitensi di parte del personale di intelligence americano, tanto che fonti del Governo U.S.A. hanno affermato che degli hacker russi associati al Cremlino hanno avuto accesso al sistema di posta elettronica del Dipartimento di Stato per diversi mesi lo scorso autunno. Nell’obiettivo degli hacker: siti e mail governative, account social media e informazioni personali di milioni di statunitensi, come assistenza sanitaria, numeri di previdenza sociale e registrazioni delle compagnie aeree. Il fine era quello di sorvegliare i lavoratori delle agenzie di intelligence.

In questo quadro anche la Cina sembra aver fatto la sua parte, anche se non è arrivata nessuna accusa concreta: lo scorso mese di aprile è infatti stata riscontrata una violazione di dati riguardanti i fascicoli del personale governativo. L’attacco ha preso di mira circa 18 milioni di persone.

Secondo quanto riportato dalla Reuters, i funzionari della Casa Bianca hanno inoltre dichiarato che anche “enti o individui di altri Paesi” potrebbero essere soggetto di sanzioni.