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    Architetture IT, il ruolo abilitante del software-defined

    By Laura Del Rosario08/03/20163 Mins Read
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    Il modello SDI destinato secondo IDC a costituire il paradigma dominante per i nuovi data center e per le iniziative di data center transformation, sulla spinta anche delle tecnologie iperconvergenti e dell’open source

    software_defined

    Il modello software-defined sta rapidamente acquisendo consensi e mercato come nuovo approccio architetturale per migliorare l’agilità dell’IT e del business aziendale. Gli studi di IDC evidenziano come il paradigma infrastrutturale software-defined venga visto dalle aziende che già ne stanno facendo uso come un’importante evoluzione della tradizionale virtualizzazione, in grado di abbattere i costi di capitale dei data center e di accelerare l’adozione di ambienti di cloud ibrido.

    IDC aggrega le tre principali componenti software-defined – server (componente computazionale), storage (gestione dei dati) e networking (trasporto dei dati) – più il software di controllo infrastrutturale, sotto un’unica dicitura, quella di software-defined infrastructure (SDI).

    SDI: le previsioni secondo IDC

    Ebbene, secondo IDC, il segmento SDI sarà la voce con la crescita in assoluto più rapida di tutto il mercato IT infrastrutturale nei prossimi anni: le previsioni parlano di un CAGR 2014-2019 pari al 23,8% e di un valore di mercato destinato a superare i 50 miliardi di dollari a livello mondiale nel 2019. Tra le tre componenti principali che compongono il mercato SDI, il software-defined networking (SDN) sarà quella che crescerà più velocemente nel periodo 2014-2019: +63,4% di CAGR.software_defined_data_center

    La maggior parte delle aziende che hanno adottato una componente SDI si dice interessata a utilizzare questo modello per supportare un mix di applicazioni esistenti e nuove, anche mission-critical, rivela una recente indagine tra gli utenti condotta da IDC. Il 70% degli intervistati considera il modello SDI un abilitatore di strategie cloud e il 97% ritiene l’open source un tassello fondamentale delle architetture SDI. Tutte le organizzazioni si aspettano inoltre miglioramenti sostanziali nell’agilità aziendale, nella capacità di abbattere i costi IT e nella possibilità di creare e implementare le cosiddette next generation application.

    Partendo da queste considerazioni, IDC ritiene che il modello SDI costituirà il paradigma architetturale dominante per la maggior parte dei nuovi data center e delle iniziative di data center transformation. Le tecnologie convergenti e iperconvergenti emergeranno come i meccanismi principali per implementare il paradigma software-defined negli ambienti IT esistenti e come i veri e propri “building block” per la nuova generazione di data center SDDC (software-defined data center) e per le infrastrutture cloud aziendali.

    Un roadshow per parlare di SDI, SDN, iperconvergenza e cloud ibrido

    Proprio di SDI, SDN, iperconvergenza e cloud ibrido si parlerà nel corso del nuovo roadshow organizzato da Cisco e Intel in collaborazione con IDC. Battezzato Build on IT Simplicity and Flexibility Forum, questo roadshow intende offrire un’occasione alle aziende italiane per confrontarsi sui nuovi modelli necessari per disegnare le strategie IT e di business per affrontare la nuova era digitale.

    Con tappe a Roma il 5 aprile e a Milano il 20 aprile, il roadshow vedrà la partecipazione di Fabio Rizzotto, Senior Research and Consulting Director di IDC Italia, che in qualità anche di chairman dell’evento sarà affiancato da esperti di Cisco, di Intel e di realtà partner di queste ultime per fornire alle aziende utenti partecipanti consigli e best practice per interpretare l’evoluzione delle nuove architetture.

    Maggiori dettagli sono disponibili sul sito dell’evento. 

    cloud data center data center transformation IDC Software Defined Infrastructure Software-defined Software-Defined Network
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    Laura Del Rosario

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