• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Sicurezza
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Hyper Hosting: la nuova soluzione chiavi in mano di Aruba
    • AI Diffusion Report: Microsoft presenta la nuova edizione
    • La cybersecurity è una leva strategica per il manufatturiero italiano
    • Cloud sovrano: cosa significa davvero?
    • Password aziendali: oltre il 40% violate in meno di un ‘ora
    • Il Manifesto Agile alla prova dell’AI: quando la velocità diventa affidabilità
    • Red Hat estende la sua collaborazione con NVIDIA
    • FS: il piano di trasformazione digitale è gestito da FSTechnology e SAP Italia
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Rubriche»Attualità»Passepartout umani: perché l’ingegneria sociale è un fattore di rischio da non sottovalutare

    Passepartout umani: perché l’ingegneria sociale è un fattore di rischio da non sottovalutare

    By Redazione LineaEDP07/03/20184 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Oltre al crescente numero di minacce informatiche generalizzate i cybercriminali si avvalgono di tecniche mirate per manipolare gli impiegati e carpire i dati di accesso alla rete aziendale

     Nel 2017 gli analisti G DATA hanno rilevato 16 nuovi campioni di malware al minuto. Se da un lato bisogna premunirsi contro i rischi legati alle infezioni da malware, è anche oltremodo necessario prestare attenzione alla componente umana. I criminali su internet utilizzano perfidi trucchi per accedere in modo mirato a informazioni confidenziali manipolando i membri dello staff dell’azienda – un’attività definita in gergo “ingegneria sociale”. Ecco i fattori principali a cui G DATA individua i fattori che gli IT manager non dovrebbero sottovalutare.

    Le organizzazioni tendono a circoscrivere le misure di sicurezza IT alla protezione contro i vettori di attacco più comuni, che spaziano dai malware quali ransomware, trojan e virus, fino alla manipolazione delle configurazioni di sistema o attacchi DDoS. Tuttavia esiste una vulnerabilità spesso sottovalutata dagli IT manager: l’ingegneria sociale.

    Impiegati trasformati in marionette

    Ormai sono passati i tempi in cui il dipartimento delle risorse umane riceveva curriculum incomprensibili da parte di finti candidati. Errori di grammatica grossolani e refusi erano sufficienti per distinguere comunicazioni fasulle/pericolose da quelle legittime. Superata la curva di apprendimento, oggi i cybercriminali si preparano molto più dettagliatamente. Secondo i rilevamenti contenuti nel rapporto Social Engineering Attack Framework un attacco mirato di questo tipo è composto da addirittura sei fasi:

    • Fase 1: pianificazione dell’attacco
    • Fase 2: raccolta delle informazioni utili
    • Fase 3: preparazione
    • Fase 4: instaurazione di un rapporto con un impiegato dell’azienda
    • Fase 5: manipolazione del contatto
    • Fase 6: resoconto

    Ne è un esempio il responsabile della ricerca del personale, che spesso si avvale delle piattaforme social per identificare i candidati ideali. In questo caso si parla di “scouting” (reclutamento). Una volta individuato un candidato in linea con il profilo richiesto, si prende contatto con la persona. I criminali sono a conoscenza di questa procedura di ricerca e creano falsi profili attraverso cui si propongono al manager delle risorse umane al momento opportuno. Il perpetratore mira a carpire informazioni sull’addetto HR, creando un rapporto di fiducia con la controparte, per poi inviargli una lettera motivazionale facendo riferimento allo scambio avvenuto sui social. Questo metodo risulta molto più efficace rispetto all’invio di una candidatura “spontanea” standardizzata. La comunicazione a posteriori della presa di contatto tramite i social consta di norma di un testo conciso, e di un allegato PDF con fotografia personale. Una volta aperto l’allegato, il malware viene installato sul computer. Il malvivente è riuscito a manipolare il membro dello staff e a fargli aprire il file infetto. Si potrebbe trattare di un ransomware che cifra file sensibili e che richiede un riscatto per decriptarli come di un trojan che registra la sequenza di tasti premuti dall’impiegato in fase di accesso alla rete aziendale (login e password) per poi inviarli al criminale.

    L’ingegneria sociale causa ingenti danni finanziari

    L’ingegneria sociale è utilizzata in tutti i casi in cui le persone possono essere manipolate e una buona metodologia può essere molto remunerativa per i cybercriminali, che guadagnano così accesso a informazioni di valore sullo staff, dati di accesso alle risorse di rete o a file confidenziali che svelerebbero segreti industriali. A tal proposito il Clusit annovera nel suo recente rapporto che nel 2017 il Cyber Espionage, cui vanno ricondotti anche i furti di proprietà intellettuale, è cresciuto su scala globale del 46. Dal momento che questi metodi di attacco stanno diventando sempre più popolari, ci si aspetta un ulteriore incremento dei danni subiti dalle aziende. “Oltre a dotarsi di soluzioni di sicurezza in grado di riconoscere proattivamente attività di sistema illegittime come quelle annoverate, condurre campagne di sensibilizzazione e corsi di formazione dello staff risulta essere un’arma vincente contro questo tipo di attacchi” conferma Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia.

    IT manager all’erta

    Innanzitutto, gli IT manager dovrebbero accertarsi del fatto che i membri del proprio staff siano a conoscenza delle tecniche di ingegneria sociale. Il team di G DATA Italia offre corsi di formazione che aiutano gli impiegati ad individuare ed evitare questa tipologia di minacce. Lo staff apprende che le email vanno lette in modo critico, che dati sensibili non devono assolutamente essere archiviati o divulgati tramite telefono e che non vanno aperti link che puntao a pagine in cui si richiede un login. Un altro strumento altrettanto importante è la protezione anti-phishing fornita dai più moderni software di sicurezza e in grado di sventare molti attacchi sul nascere. Queste suite aiutano significativamente lo staff consentendo un’elaborazione più rapida di email realmente importanti per il lavoro quotidiano. In altri termini il connubio tra formazione e soluzioni di sicurezza minimizza il rischio che un qualsiasi impiegato diventi vittima di un attacco dovuto all’ingegneria sociale provocando eventuali danni finanziari.

    G Data sicurezza social engineering
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Il Manifesto Agile alla prova dell’AI: quando la velocità diventa affidabilità

    13/01/2026

    Red Hat estende la sua collaborazione con NVIDIA

    12/01/2026

    Private AI: molto più di una buzzword, una reale necessità strategica per le aziende

    12/01/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    Cybersecurity tra presente e futuro: minacce, trend e strategie per il 2026
    RS Italia, sostenibilità come leva strategica per la filiera
    Dal Forum Fiscale di Wolters Kluwer Italia le voci e le idee che stanno cambiando la professione
    Commend, la comunicazione diventa intelligente
    Aikom Technology presenta la sicurezza del futuro a SICUREZZA 2025
    Defence Tech

    La cybersecurity è una leva strategica per il manufatturiero italiano

    13/01/2026

    Password aziendali: oltre il 40% violate in meno di un ‘ora

    13/01/2026

    Le identità alimentate da AI aumentano: è allarme sicurezza

    12/01/2026

    Cybersecurity: l’assedio italiano e l’emergenza umana. La pressione sui CISO e l’importanza di una cultura della sicurezza

    12/01/2026
    Report

    AI Diffusion Report: Microsoft presenta la nuova edizione

    13/01/2026

    Intelligenza Artificiale in pillole: arriva il white paper di Comtel

    29/12/2025

    L’IT è un fattore chiave per raggiungere gli obiettivi ambientali

    05/12/2025

    Cloud per la fiscalizzazione: sette aziende su dieci pronte a investire

    02/12/2025
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.