Le Case dell’Acqua di BrianzAcque vivono anche grazie a Red Hat

Red Hat OpenShift ha permesso a BrianzAcque di automatizzare la gestione centralizzata della sua rete IoT e ridurre il tempo destinato al data management. Centrale la collaborazione con Plurimedia

L’architettura cloud based di Red Hat OpenShift è stata scelta da BrianzAcque per la gestione della sua rete intelligente di Case dell’Acqua. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Plurimedia, Advanced Business Partner di Red Hat, è già attivo da circa quattro anni e continua ad arricchirsi di nuovi moduli e attività per ottimizzare il servizio ai cittadini della provincia di Monza e Brianza, ma anche per facilitare la vita degli addetti ai lavori.

Enrico Pivari, responsabile progetto Case dell’Acqua di BrianzAcque e Maurizio Galotti, CEO di Plurimedia, ci spiegano di più.

Enrico Pivari_BrianzAcque_Red Hat
Enrico Pivari, BrianzAcque

Partiamo innanzitutto da BrianzAcque. Di cosa si occupa?

Enrico Pivari: “BrianzAcque è una società pubblica che gestisce il ciclo integrato delle acque della provincia di Monza e Brianza per 56 comuni (più uno in provincia di Como). BrianzAcque gestisce quindi l’intera filiera dell’acqua – acquedotti, fognature, depurazione – per circa 900.000 cittadini. Disponiamo di una rete di 69 chioschi e 62 erogatori distribuiti in tutta la provincia per l’erogazione di acqua liscia e gassata e abbiamo due impianti di depurazione, uno presso la nostra sede in provincia di Monza e uno a Vimercate. BrianzAcque fa parte della Water Alliance, l’unione delle aziende pubbliche del trattamento delle acque in Lombardia e vanta un laboratorio accreditato da una decina d’anni per i controlli analitici sulle acque potabili e di scarico. Presso BrianzAcque sono impiegati circa 350 dipendenti distribuiti sulle sedi di Monza, Cesano Maderno e Vimercate”.

Come è nata la collaborazione con Plurimedia e Red Hat?

Enrico Pivari: “BrianzAcque ha cominciato nel 2015 le attività di gestione delle cosiddette Case dell’Acqua, dei chioschi per l’erogazione dell’acqua a cui è possibile accedere autenticandosi tramite una carta ricaricabile, e che operano e opereranno sempre di più in futuro anche come punto di informazione per i cittadini.

La nostra necessità era quella di trovare un sistema che ci permettesse di collettare i dati di lavoro (relativi ad esempio al consumo di acqua, agli interventi di manutenzioni fatti sul chiosco e così via) ma anche di restituire ai cittadini dati e informazioni in tempo reale sulle analisi fatte all’acqua, i litri di acqua erogati ecc. La scelta è ricaduta su Red Hat OpenShift, un sistema semplice e intuitivo che ci ha permesso di ottimizzare le nostre performance fornendo contemporaneamente un migliore servizio agli utenti”.

Perché avete scelto Red Hat? Cosa aveva in più rispetto alle analoghe soluzioni presenti sul mercato?

Maurizio Galotti: “Il sodalizio tra BrianzAcque e Plurimedia dura da parecchi anni e fin dall’inizio le soluzioni basate su cloud e su Red Hat OpenShift sono sembrate le più adatte per il tipo di soluzioni applicative che richiedeva il cliente. BrianzAcque non voleva investire in hardware e infrastruttura in house e quindi l’idea di una soluzione cloud-based si è presentata subito come ideale. Red Hat OpenShift rappresenta semplicemente una delle soluzioni Platform as a Service più evolute che esistono attualmente”.

Maurizio Galotti_Plurimedia_Red Hat
Maurizio Galotti, Plurimedia

Dal punto di vista tecnologico come agisce più in dettaglio la soluzione?

Maurizio Galotti: “BrianzAcque ha scelto Red Hat OpenShift, la piattaforma Kubernetes enterprise basata su Red Hat Enterprise Linux ed è stata parallelamente creata un’architettura multi-cloud, attualmente implementata su cloud IBM e Amazon (AWS). Red Hat OpenShift fornisce una base solida e omogenea per sviluppare, distribuire e scalare applicazioni containerizzate su un’infrastruttura multi-cloud e ibrida, dalle moderne applicazioni cloud-native fino ai workload tradizionali.

Trattandosi di applicazioni cloud-based tutti gli utenti di BrianzAcque interni alla struttura, ma anche il singolo cittadino o i fornitori possono accedere a questa applicazione nativa in cloud, farsi riconoscere tramite username e password permettendo la visione di più o meno processi in base alle abilitazioni dell’utente”.

Che vantaggi ha portato l’implementazione di questa soluzione?

Enrico Pivari: “Il vantaggio principale è quello di poter gestire da un unico luogo i dati sensibili e utili a BrianzAcque per gestire il lavoro. Così sarà possibile ad esempio vedere l’elenco di tutte le casette, che tipi di interventi di manutenzione sono stati fatti e quando, e per ciascuna casetta si potrà visionare la documentazione relativa alle analisi fatte dal laboratorio sulla qualità dell’acqua e la documentazione burocratica relativa a ogni singola struttura. L’utente, semplicemente entrando nel sito di BrianzAcque nella sezione relativa alla singola casetta, potrà visionare le informazioni relative alla qualità dell’acqua con gli aggiornamenti in tempo reale e i dati di consumo. Oltre a ciò, l’utente ha nella pagina iniziale una cartina nella quale visualizza dove sono tutte le casette dell’acqua e i distributori delle tessere che devono essere utilizzate per poter accedere all’erogazione”.

In loco invece che informazioni ha a disposizione l’utente?

Enrico Pivari: “La maggior parte delle Case dell’Acqua presenti sul territorio sono dotate di display da cui è possibile fruire delle informazioni di cui sopra. Quindi se l’utente va a prelevare l’acqua troverà sullo schermo i dati relativi alle analisi fatte dal nostro laboratorio. Ma non ci si ferma qui perché in futuro, speriamo entro la fine dell’anno, questi display saranno anche messi a disposizione dei vari Comuni per la diramazione di messaggi istituzionali. In questo modo, i chioschi delle Case dell’Acqua diventeranno dei veri e propri centri informativi”.

Come sta crescendo l’app?

Maurizio Galotti: “L’app è cresciuta molto negli ultimi anni e da circa un anno è possibile gestire non solo le Case dell’Acqua ma anche gli erogatori d’acqua presenti sul territorio all’interno di edifici pubblici”.

Spiegateci meglio…

Enrico Pivari: “Da un anno BrianzAcque sta installando erogatori di acqua potabile all’interno di uffici pubblici (palazzi comunali, biblioteche, scuole, ospedali, caserme ecc..) nell’ambito di un aumento della sensibilità verso i temi della sostenibilità e dell’ecologia, in particolare nelle scuole, dove vorremmo evitare di portare sul tavolo delle mense l’uso delle bottiglie di plastica.

Entro la fine di quest’anno arriveremo ad installare 80 erogatori nella provincia di Monza e Brianza e la previsione è quella di implementare questi erogatori in tutte o quasi le scuole pubbliche della provincia. È un impegno grande che richiede la collaborazione con i singoli Comuni ma noi siamo già attrezzati dal punto di vista tecnologico grazie al supporto di Plurimedia e Red Hat, che ci permettono di gestire il singolo erogatore al pari delle Case dell’Acqua, cambiando solo i volumi in gioco”.

Quando si trattano dati uno degli aspetti più delicati e importanti è senza dubbio quello di garantirne l’integrità. Da questo punto di vista come vi siete mossi?

Maurizio Galotti: “La tematica riguarda sia la trasmissione del dato che la gestione del dato. Per quanto riguarda la trasmissione del dato il nostro sistema interagisce anche con componenti IoT installate presso le singole Casette per ricevere i dati dal campo e tutte le comunicazioni avvengono tramite protocollo https, che già per sua natura nasce come ultra sicuro. La componente IoT dialoga poi lato server applicativi utilizzando delle forme di riconoscimento criptato”.

E per quanto riguarda la gestione del dato?

Maurizio Galotti: “Essendo la soluzione completamente cloud-based tutte le applicazioni web insistono all’interno di un unico disegno in un database NoSQL, MongoDB. I dati sono poi tenuti in ridondanza. Vengono backuppati una volta all’ora circa e sono anche in disaster recovery”.

Dal punto di vista della compliance al GDPR invece?

Maurizio Galotti: “Siamo assolutamente compliant. Tutti i dati vengono mantenuti e contenuti all’interno di region europee per cui è possibile accedervi in maniera istantanea e i dati sono garantiti e certificati residenti in Europa”.

Come evolverà in futuro la collaborazione tra BrianzAcque e Plurimedia?

Maurizio Galotti: “Con BrianzAcque Plurimedia sta portando avanti anche progetti relativi alla telemetria, cioè relativi alla lettura a distanza dei contatori su numeri e volumi consistenti. Un altro progetto di cui stiamo parlando è quello relativo alla gestione degli idranti sparsi sul territorio. Si parla dello sviluppo di un’app che utilizza anche l’intelligenza artificiale per fare un tracking di chi prende l’acqua da questi idranti e poter monitorare l’intero processo.

Per finire, un altro servizio in via di sviluppo che insiste sull’architettura di cui parlavamo è quello del rilascio di un’app gratuita per i cittadini che dia modo di scegliere una Casa dell’Acqua, un distributore di tessere o uno sportello BrianzAcque e con un click di poter vedere sul palmare la strada da fare per raggiungerlo con Google Maps”.

Enrico Pivari: “La collaborazione con Plurimedia si indirizzerà, come accennato, verso la gestione degli erogatori, dove si apre un mondo molto vasto e potenzialmente infinito”.