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    Come ridurre al minimo i punti ciechi dell’OT

    By Redazione LineaEDP31/05/20223 Mins Read
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    Gli esperti di Paessler suggeriscono tre modi per minimizzare e ridurre al minimo i punti ciechi dell’OT grazie al monitoraggio di rete

    In ambito industriale, i responsabili IT hanno sempre più a che fare con l’OT. Dal controllo dell’Ethernet industriale al garantire un buono stato di salute dell’infrastruttura di supporto all’OT, il ruolo dell’IT continua ad ampliarsi. Secondo Paessler, azienda specializzata nel monitoraggio di rete, il motivo è la convergenza: IT e OT sono sempre più connesse e i dati fluiscono dalla fabbrica fino all’ERP o ai sistemi cloud.

    La sfida dell’IT nei contesti industriali

    Da questo ruolo allargato dell’IT sorge, però, un problema, ossia la difficoltà di ottenere una visione d’insieme completa e accurata. Le aree OT e IT hanno sempre avuto i propri set di strumenti e diversi team dedicati, ciascuno focalizzato solo su una parte del tutto. Senza contare, i molti differenti standard e protocolli coinvolti.

    Questo problema è particolarmente presente nelle grandi aziende in cui è più probabile che convivano centinaia di migliaia di dispositivi IT e OT in sedi diverse. In questi ambienti, il rischio di avere punti ciechi è molto elevato e le aree in cui i problemi possono verificarsi senza che i team IT ne abbiano il controllo si  moltiplicano inevitabilmente (dai livelli delle batterie degli UPS, al surriscaldamento di componenti fino all’utilizzo della CPU di un IPC che raggiunge il limite).

    Per ridurre al minimo l’impatto di questa complessa configurazione, gli esperti di Paessler suggeriscono tre modi per identificare i punti ciechi dell’OT e monitorarli grazie a strumenti come PRTG.

    1. Includere i dati OT nel sistema di monitoraggio

    Uno dei modi migliori per minimizzare i punti ciechi nell’infrastruttura consiste nel riunire tutti i dati di monitoraggio in un unico strumento, combinando i dati del monitoraggio OT con quelli IT. In questo modo, possono essere monitorati, ad esempio, l’Ethernet industriale (usando gli stessi principi dell’IT tradizionale: SNMP – Simple Network Management Protocol, monitoraggio dell’ampiezza di banda con protocolli di flusso); i gateway industriali (usando OPC Unified Architecture e altri protocolli) o i dispositivi che supportano il comune protocollo OT Modbus.

    Pur non essendo direttamente parte dell’OT, un altro importante aspetto è l’IIoT. I sensori IIoT sono elementi cruciali nei contesti industriali dove vengono misurati aspetti ambientali come temperatura, umidità, livello di vibrazioni e simili. Per ottenere una panoramica realmente unificata dell’IT industriale è necessario considerare anche lo stato di salute dei sensori IIoT (e in alcuni casi dei dati che producono) attraverso un monitoraggio effettuato, ad esempio, usando il protocollo MQTT (Message Queuing Telemetry Transport).

    1. Creare dashboard centralizzate con dati IT e OT

    Una volta che i dati si trovano tutti nello stesso luogo, è possibile creare dashboard centralizzate che includono elementi IT, OT e IIoT, essenziali per comprendere lo stato dell’intera infrastruttura.

    Ad esempio, oltre alle dashboard standard, Paessler PRTG Enterprise Monitor fornisce attraverso ITOps Board opzioni di visualizzazione aggiuntive dei dati di monitoraggio, incluse, tra le altre, informazioni sui Service Level Agreement.

    1. Crescere con l’infrastruttura

    Naturalmente nessuna infrastruttura è statica ed è, perciò, fondamentale, che la soluzione di monitoraggio utilizzata sia scalabile e possa crescere al variare delle richieste, arrivando a gestire migliaia di dispositivi. Il che è essenziale quando si vuole allargare il concetto di monitoraggio per includere i dispositivi OT e IIoT.

     

    monitoraggio OT Paessler
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    Redazione LineaEDP
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