• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Data Center
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Piccoli modi per sentirsi più connessi ogni giorno
    • Proofpoint si integra con la Claude Compliance API per estendere sicurezza dei dati e governance a Claude
    • ManageEngine: AI autonoma per potenziare le imprese digitali
    • Customer service: con gli agenti AI si fa sul serio
    • Rilevamento semplice delle minaccee: con Mythos cambia tutto
    • Data center, il valore della prossimità
    • Il data management come ultima linea di difesa per la cyber resilience
    • Resilienza: perché un test annuale di disaster recovery non basta
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»News»Cybersecurity: un fattore strategico per la competitività dell’Italia

    Cybersecurity: un fattore strategico per la competitività dell’Italia

    By Redazione LineaEDP30/10/20254 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Alessandro Geraldi, Impresoft: “Perché oggi nella cybersecurity serve una visione da CEO (capace di trasformare la complessità in strategia)”

    cybersecurity

    In un momento storico in cui la cybersecurity è diventata una priorità per la competitività delle imprese e la stabilità del sistema Paese, Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft, propone una riflessione che intreccia tecnologia, governance e cultura aziendale.

    Prendendo in prestito una lezione dal mondo del calcio – “chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”, l’autore trasforma lo spunto in un principio che vale anche per la sicurezza informatica: “Chi sa solo di cyber non sa nulla di cyber”.

    In sintesi: chi sa solo di tecnologia non ha una visione completa del problema. Le competenze della cybersecurity del futuro saranno sempre più ibride: serviranno figure capaci di unire competenze tecnologiche e tecniche, capacità di analisi dei dati, comprensione dei processi aziendali e conoscenza delle logiche di risk management.

    In particolare, il ruolo del CISO deve evolvere: non più un ruolo tecnico del mondo IT con un budget limitato, ma un executive con autonomia decisionale, risorse adeguate e capacità di dialogare con il board. In altre parole, un “CEO parallelo” della resilienza aziendale.

    Buona lettura!

    “Chi sa solo di cyber non sa nulla di cyber”

    Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto progressi nel campo della sicurezza informatica. La consapevolezza del rischio cyber è in costante crescita, e gli investimenti nel settore continuano ad aumentare: nel 2024 sono stati superati i 2,4 miliardi di euro di spesa nella cybersecurity; le previsioni per i prossimi anni indicano un’ulteriore espansione, con tassi di crescita della spesa a due cifre. Si tratta di un segnale incoraggiante.

    Parallelamente, però, gli attacchi informatici stanno evolvendo: da minacce ai dati si stanno trasformando in shock operativi in grado di paralizzare intere organizzazioni. Le aziende si trovano a fronteggiare fermi produttivi, con perdite economiche rilevanti. È il caso, ad esempio, del produttore di birra Asahi, dove un attacco cyber ha bloccato numerosi stabilimenti, insieme a call center e spedizioni. Un episodio analogo è accaduto alla Jaguar Land Rover, costretta a sospendere le linee di produzione a causa di un attacco hacker, con perdite stimate in 50 milioni di sterline a settimana. Anche due note catene britanniche, Co-op e Marks & Spencer sono state colpite nella scorsa primavera. Il rischio cyber può incidere quindi direttamente sulla continuità operativa, la reputazione e la competitività aziendale.

    Proteggere le infrastrutture digitali e rafforzare la resilienza tecnologica non è però solo una questione aziendale: è un elemento chiave della sicurezza nazionale. Dietro gli attaccanti spesso c’è una industria criminale sostenuta da governi. In tale contesto, la capacità di manipolare e bloccare infrastrutture e catene produttive può diventare uno strumento di coercizione e pressione geopolitica, alla pari delle sanzioni finanziarie e commerciali o ai controlli sull’export tecnologico o di risorse naturali.

    La cybersecurity è pertanto un fattore strategico che riguarda direttamente la competitività delle imprese e, più in generale, la tenuta del sistema Paese. In questo scenario, la domanda che ogni CEO dovrebbe porsi è: come possiamo tradurre questa consapevolezza in azioni concrete e contribuire davvero alla sicurezza aziendale e del sistema Paese?

    Sicuramente aumentare il budget dedicato alla sicurezza è un fattore necessario alla luce del fatto che per gli attaccanti può diventare sempre più facile ed efficace offendere. Gli attaccanti stanno beneficiando delle nuove tecnologie – tra queste soprattutto l’intelligenza artificiale – incrementando la loro efficacia. Quando aggredire costa meno che difendere, aumentano gli incentivi ad attaccare.

    Oltre al budget serve un nuovo sistema di governo della cybersecurity. La sicurezza non è un tema tecnico da delegare ai tecnici, ma una disciplina che deve integrare risk management, visione di business, gestione dei talenti e tecnologia. È per questo che il ruolo del CISO (Chief Information Security Officer, ovvero il responsabile della cyber sicurezza in azienda) deve evolvere: non più un ruolo tecnico del mondo IT con un budget limitato, ma un executive con autonomia decisionale, risorse adeguate e capacità di dialogare con il board. In altre parole, un “CEO parallelo” della resilienza aziendale.

    Devono cambiare anche le competenze dei team che lavorano sulla cybersecurity, con competenze sempre più ibride. Prendendo in prestito una lezione dal mondo del calcio, José Mourinho lo ha detto in modo chiaro: “chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio”. Lo stesso vale per la cybersecurity: chi sa solo di tecnologia non ha una visione completa del problema.  Le competenze della cybersecurity del futuro saranno sempre più ibride: serviranno figure capaci di unire competenze tecnologiche e tecniche, capacità di analisi dei dati, comprensione dei processi aziendali e conoscenza delle logiche di risk management.

    di Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft

    Alessandro Geraldi Ciso cybersecurity Impresoft
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Piccoli modi per sentirsi più connessi ogni giorno

    22/05/2026

    Data center, il valore della prossimità

    22/05/2026

    Resilienza: perché un test annuale di disaster recovery non basta

    21/05/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    IA in azienda: obblighi normativi, governance e protezione dei dati
    Hilti Power Up Tour 2026: la piattaforma Nuron evolve per i cantieri del futuro
    2027: la nuova era della depurazione 5.0
    Nuova Transizione 5.0: cosa cambia?
    Il futuro del lavoro passa dai Personal Systems: l’innovazione HP tra AI e sicurezza
    Defence Tech

    Proofpoint si integra con la Claude Compliance API per estendere sicurezza dei dati e governance a Claude

    22/05/2026

    Rilevamento semplice delle minaccee: con Mythos cambia tutto

    22/05/2026

    Il data management come ultima linea di difesa per la cyber resilience

    21/05/2026

    I malware si nascondono dietro l’AI

    20/05/2026
    Report

    Customer service: con gli agenti AI si fa sul serio

    22/05/2026

    Akamai SOTI Report: servizi finanziari a rischio

    21/05/2026

    Cloudera: cosa frena l’adozione dell’AI?

    20/05/2026

    OpenAI: le PMI italiane risparmiano già 5 ore a settimana grazie all’IA

    18/05/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.