• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Sicurezza
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Dati: nel 2026 inizia una nuova era?
    • Il cloud privato si fa sempre più strada
    • Indra Group partner tecnologico di Transport for London per la mobilità di 3,6 miliardi di persone
    • Il Gruppo Arvedi guarda al futuro con le soluzioni SAP
    • Con SentinelOne la sicurezza autonoma è sempre in azione
    • BCS: i data center IA posizionano l’Italia tra i primi mercati d’Europa, ma nodi energetici e insolvenze edili rischiano di frenare la corsa
    • AWS: 1,2 mld € di investimenti in Italia dal 2024 e 5.500 posti di lavoro entro il 2029
    • EVA, l’assistente AI agentico per i leader globali
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»News»Italia e infrastrutture digitali: il nostro Paese può essere competitivo

    Italia e infrastrutture digitali: il nostro Paese può essere competitivo

    By Redazione LineaEDP18/03/20244 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Secondo Michele Zunino di Netalia una politica industriale coraggiosa e investimenti pubblici mirati garantiscono all’Italia competitività sulle nuove tecnologie

    Italia

    Condividiamo un articolo firmato da Michele Zunino, Amministratore Delegato di Netalia e Presidente del Consorzio Italia Cloud, in cui spiega come l’Italia, grazie anche alle opportunità del PNRR, può essere un Paese competitivo alla stregua di altri.

    Buona lettura!

    L’Italia digitale deve credere a sé stessa

    L’Italia deve investire in Cloud e in cybersecurity, pena l’esclusione del sistema Paese dallo scenario competitivo. Se a dirlo, con urgenza, è Roberto Cingolani di Leonardo, la tesi merita la massima attenzione.

    Parlando di sicurezza informatica, pensiamo subito alla privacy. È giusto: il GDPR è ormai entrato nella nostra cultura e le tecniche crittografiche fanno progressi. Ma l’evoluzione tecnologica dei servizi, in questa fase spinta soprattutto dall’AI, mette sotto i riflettori soprattutto il tema della disponibilità delle informazioni.

    Se vogliamo restare competitivi come sistema Paese, dobbiamo contare su infrastrutture digitali e sui loro elementi abilitanti: la capacità di calcolo dei super computer e una memoria virtualmente illimitata, come solo il Cloud può garantire. La combinazione di questi elementi – anche prima dell’AI, ma ora in modo soverchiante- consente di prendere decisioni migliori più velocemente, ergo di avere il controllo sull’ambito di applicazione. È un concetto teorico, ma si traduce senza troppi passaggi in punti di PIL.

    Per questo, è fondamentale che le piattaforme, in Italia, abbiano caratteristiche dettate da un perimetro di interesse comune e nazionale: devono essere italiane, fisicamente e giuridicamente. Invece, abbiamo trasferito quasi interamente la nostra memoria dati su piattaforme straniere, per lo più americane. Grazie alla loro enorme capacità di calcolo, abbiamo consegnato loro potere predittivo e decisionale e una capacità di R&S che, anche grazie all’intelligenza artificiale, riduce il time-to-market e aumenta il ritorno sull’investimento.

    Si dice che sia troppo tardi per pensare di costruire una infrastruttura di cloud nazionale. Ma è davvero così?

    Il lock-in tecnologico è effettivamente un nodo. Cambiare ha un costo. Creare una filiera nazionale di ricerca, sviluppo e innovazione è una scelta strategica di politica industriale, di indirizzo delle priorità della spesa pubblica. Se buona parte della spesa per gli hyperscaler in Italia venisse investita per la costruzione di un’infrastruttura proprietaria, diminuirebbe molto la nostra dipendenza. Semplificando, con un piano quinquennale di 15 miliardi potremmo finanziare un’infrastruttura altamente concorrenziale. Allora anche il settore privato potrà considerare un’alternativa ai player globali che oggi sembrano non avere rivali.

    Distogliere quelle risorse –che per noi ora sono voci di spesa corrente- verso programmi di investimento strutturale significherebbe garantire ricadute positive a tutto il sistema produttivo, incluso il mercato del lavoro e dei talenti. L’Italia forma infatti specialisti di ottimo livello e conta su una buona capacità di calcolo (siamo 5° al mondo, ce lo ricorda anche Cingolani): competenze che possiamo far crescere ulteriormente attraverso una roadmap strutturata di sviluppo, fino al raggiungimento di una buona autonomia.

    Le opportunità del PNRR

    Anche il grande progetto del Polo Strategico Nazionale dovrebbe uscire dall’ottica che ci obbliga a ricorrere, sempre e comunque, alle potenze globali. Il PNRR ci offre un’opportunità unica di costruzione a lungo termine: usiamola per sviluppare davvero il made in Italy digitale.

    Nella data economy, i bit informativi sono un asset strategico per tutti i settori, anche quelli più tradizionali. Gli squilibri geopolitici attuali ci insegnano che non è inverosimile il ricorso a ragioni di sicurezza nazionale per giustificare un negato accesso ai dati da parte del provider. Non possiamo neanche escludere aumenti di prezzo improvvisi (le analogie con le risorse energetiche naturali sono evidenti). In questo scenario, chi accede alle informazioni di base ha un grosso peso nel determinare il prezzo finale di un bene, che siano aerei, astronavi, frumento, farmaci o bellissime scarpe made in Italy.

    Roberto Cingolani ha ben fatto ad esprimersi proprio davanti alla Commissione Attività Produttive: lo sviluppo e la tutela di una filiera digitale dell’Italia è anche un tema di mercato che riguarda un settore in grande crescita e con ricadute su ogni altro comparto produttivo, dall’agricoltura all’aerospazio.

    L’Italia ha tutte le capacità e le risorse per decidere di giocare la partita nazionale delle infrastrutture digitali, senza delegare ai big stranieri: eccellenti e indispensabili, ma impegnati in un altro campionato.

    I dati sono la benzina che ci trasporta verso il futuro: dobbiamo dar loro un motore potente e sicuro, dalle prestazioni di massimo livello. Un rombante motore made in Italy, proprio come quelli che già tutto il mondo ci invidia.

    di Michele Zunino, AD Netalia e Presidente Consorzio Italia Cloud

    cloud digitale in Italia infrastrutture digitali Michele Zunino Netalia PNRR
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Dati: nel 2026 inizia una nuova era?

    20/01/2026

    AWS: 1,2 mld € di investimenti in Italia dal 2024 e 5.500 posti di lavoro entro il 2029

    19/01/2026

    Trend Vision One sarà disponibile su AWS European Sovereign Cloud

    16/01/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    2VS1 incontra GCI: il Presales tra strategia, tecnologia e metodo
    Snom amplia l’ecosistema delle comunicazioni professionali
    Cybersecurity tra presente e futuro: minacce, trend e strategie per il 2026
    RS Italia, sostenibilità come leva strategica per la filiera
    Dal Forum Fiscale di Wolters Kluwer Italia le voci e le idee che stanno cambiando la professione
    Defence Tech

    Con SentinelOne la sicurezza autonoma è sempre in azione

    20/01/2026

    Vantage IQ, il primo assistente privato OT/IoT al mondo per la cybersecurity

    19/01/2026

    Credential stuffing e riutilizzo delle password: l’approccio di ESET alla prevenzione

    19/01/2026

    Agentic AI: la sicurezza resta la vera sfida

    19/01/2026
    Report

    BCS: i data center IA posizionano l’Italia tra i primi mercati d’Europa, ma nodi energetici e insolvenze edili rischiano di frenare la corsa

    20/01/2026

    Data Center: come cresce l’ecosistema. I dati dell’Osservatorio POLIMI

    16/01/2026

    AI Diffusion Report: Microsoft presenta la nuova edizione

    13/01/2026

    Intelligenza Artificiale in pillole: arriva il white paper di Comtel

    29/12/2025
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    BitMAT Edizioni è una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.