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    Lavoro ibrido e sicurezza informatica: le priorità per le aziende e il ruolo delle soluzioni SASE

    By Redazione LineaEDP13/07/20214 Mins Read
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    Il nuovo studio globale di Check Point Software Technologies, che ha coinvolto 450 professionisti IT e della sicurezza, sottolinea l’impatto della pandemia sulle organizzazioni e sulle loro priorità di sicurezza in tema di lavoro ibrido

    lavoro ibrido

    Check Point Software Technologies, fornitore di soluzioni di sicurezza informatica a livello globale, ha reso noti i risultati di un recente studio sugli effetti della pandemia nelle organizzazioni, in tema di strategie IT e di sicurezza (SCOPRI DI PIU’ QUI). I cyberattacchi e le minacce sono aumentati perché gli hacker hanno approfittato del passaggio al lavoro remoto e al lavoro ibrido, e questo sondaggio conferma che è in corso un crescente spostamento verso la sicurezza basata sul cloud e le soluzioni SASE. Mentre le organizzazioni permettono ai loro dipendenti di accedere alle risorse aziendali in remoto, il modello SASE risponde alle limitazioni delle architetture di rete tradizionali, facendo convergere rete e sicurezza nel cloud.

    Alla luce di come il lavoro remoto ha influenzato lo stato di sicurezza delle aziende, i costi operativi e l’impatto sugli utenti, lo studio, che ha coinvolto 450 professionisti globali dell’IT e della sicurezza, evidenzia alcune considerazioni:

    • il lavoro a distanza comporta un aumento del rischio: secondo il 45% degli intervistati, le organizzazioni sono a più alto rischio di cyberattacchi con il passaggio al lavoro remoto. I settori che hanno riportato il più alto livello di attacchi informatici sono stati la finanza (54%), i servizi pubblici (52%) e il manufacturing (47%).
    • le sfide amministrative: i primi tre problemi che i professionisti dell’IT e della sicurezza devono affrontare sono lo scaling delle prestazioni (46%), la gestione della privacy e della sovranità dei dati (42%) e il supporto dell’accesso remoto per i dispositivi non gestiti dei dipendenti (40%).
    • le strategie per scalare l’accesso remoto: per soddisfare l’aumento della domanda di lavoro remoto, il 69% dei professionisti della sicurezza ha aggiunto funzioni on-premise; il 66% si sta spostando verso la sicurezza basata sul cloud e, sorprendentemente, il 36% fa entrambe le cose.
    • proteggere le app con accesso remoto: quando si abilita l’accesso remoto alle app aziendali, il 70% considera di grande importanza la sicurezza delle applicazioni contro i cyberattacchi e le minacce zero-day.
    • adottare la tecnologia SASE: il 94% ha familiarità con l’infrastruttura Secure Access Service Edge, ma l’adozione è lenta, solo il 9% lo ha già implementato e il 21% ha intenzione di farlo.

    “Il passaggio al lavoro remoto e al lavoro ibrido è uno dei cambiamenti più importanti avvenuti a seguito della pandemia di Covid-19. Molte organizzazioni sono scese a compromessi con le prestazioni di rete e la protezione nei loro ambienti distribuiti perché utilizzano più prodotti diversi, il che porta alla complessità di gestione e alla visibilità frammentata delle minacce”, ha dichiarato Rafi Kretchmer, VP of Product Marketing di Check Point Software. “Lo studio conferma che molte organizzazioni si sentono più a rischio e c’è un crescente spostamento verso la sicurezza basata sul cloud. Il framework SASE consolida i servizi cloud per ridurre al minimo le superfici di attacco e migliorare l’esperienza dell’utente”.

    È interessante notare come si stia verificando una duplice adozione della sicurezza sia nel cloud che on-premise. Per convenienza, potrebbe essere più facile integrare altre funzionalità alle soluzioni attuali, piuttosto che rimuoverle e sostituirle con altre completamente nuove. Oppure potrebbe verificarsi un approccio graduale all’adozione di servizi basati sul cloud o potrebbe essere il risultato di considerazioni sulla riservatezza dei dati.

    Eppure, il 66% sta usando i servizi di sicurezza basati sul cloud per potenziare l’accesso remoto e il 61% degli intervistati ritiene che i servizi di sicurezza basati sul cloud siano fondamentali per potenziare l’accesso remoto (compreso l’83% del senior management). Ora più che mai, a causa degli effetti a lungo termine che il lavoro remoto e il lavoro ibrido avranno sulle esigenze di sicurezza dei dati e sull’architettura, i servizi di sicurezza basati sul cloud e la tecnologia SASE (Secure Access Service Edge) stanno guadagnando interesse in quanto risolvono la pressante necessità di fornire una connessione veloce e una sicurezza sempre affidabile per qualsiasi utente indipendentemente dal dispositivo, dalla posizione o dalla risorsa di destinazione. Con gli utenti che lavorano ovunque, i servizi cloud migliorano le prestazioni e la disponibilità su scala globale.

    Check Point Harmony Connect offre la migliore tecnologia di sicurezza in ambito cloud. Harmony Connect ridefinisce il SASE rendendo facile l’accesso alle applicazioni aziendali, al SaaS e a Internet per qualsiasi utente o filiale, da qualsiasi dispositivo, senza compromettere la sicurezza. Sviluppato per prevenire i cyberattacchi più avanzati, Harmony Connect unifica più servizi di sicurezza di rete forniti dal cloud, come SWG, ZTNA, FWaaS e DLP, e viene distribuito in pochi minuti per poter applicare politiche di Zero Trust con un’esperienza utente senza problemi.

    Per saperne di più e scaricare il 2021 Remote and Hybrid Work Security Report, clicca qui.

     

    CheckPoint Software Technologies
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